venerdì , 16 Ottobre 2026
premiazione sassuolo serie b
foto: sassuolocalcio.it

Cittadella-Sassuolo 1-2: a quattro vittorie dal paradiso

Cittadella-Sassuolo 1-2 regala l’ennesimo weekend di gioia e serenità ai neroverdi, nonché i punti 67, 68 e 69 proprio in concomitanza con lo scaglione delle 30 giornate disputate. E’ un Sassuolo che non lascia nulla al caso e che non allenta la tensione, come è successo dodici anni fa quando la promozione fu decisa al 95′ dell’ultima giornata in quel memorabile Sassuolo-Livorno.

Il Sassuolo arriva alla sfida del Tombolato senza il miglior marcatore, Armand Laurienté, fermato da una squalifica: un intoppo che in realtà torna bene a Fabio Grosso, che ha così la possibilità di schierare Cristian Volpato da titolare. Il primo tempo del Sassuolo non è dei più smaglianti: come contro il Bari, e come tante altre volte in campionato, il Sassuolo è squadra che esce alla distanza. Ma il gol arriva ugualmente, con un Mulattieri che ha bisogno di riscatto personale e lo trova infischiandosene del rigore solare che stava per essere fischiato su Volpato. E fa bene, perché così sblocca una partita di quelle insidiose. Il Cittadella è lontano parente della squadra che sistematicamente arrivava ai playoff, ma non ha nulla a che vedere neanche con quella del 6-1 di ottobre: qualche timido tentativo dalle parti di Moldovan arriva, con Okwonkwo e Vita, ma al riposo si va sullo 0-1. La ripresa inizia nel migliore dei modi, con Berardi che finalmente trova il gol dopo averci provato più volte nei primi 45 minuti, senza troppa enfasi. Poco male se senza la deviazione di Masciangelo il tiro di Mimmo sarebbe stato facile preda di Kastrati: il gol serviva alla squadra e serviva al nostro numero 10, che non segnava dal 5-3 al Sudtirol. Il secondo tempo ha ben poco da dire, se non per i minuti di recupero animati dall’inaspettato gol di Tronchin. Che nega il terzo clean sheet esterno di fila a Moldovan, ma non la vittoria al Sassuolo.

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In questa disamina vogliamo partire proprio dall’italoaustraliano che, nel 2025, aveva giocato soltanto 70 minuti, sfida con il Bari inclusa. Ieri a Cittadella ne ha giocati altri 70 di caratura finissima, ha contribuito alla realizzazione di entrambi i gol e si è messo in proprio per segnarne a sua volta. Ha messo d’accordo tutti, in sostanza, che il migliore in campo fosse ancora una volta lui.

editoriale cittadella sassuolo
foto: sassuolocalcio.it

Ma perché Volpato ha giocato così poco fino ad adesso? Diciamo che questa è una frase applicabile a molti giocatori nella rosa del Sassuolo: e qui torniamo al Sassuolo che non lascia nulla al caso, che abbonda in sede di costruzione rosa. Ma nella fattispecie, il motivo non è soltanto la concorrenza di Berardi sulla stessa fascia. Anche dopo questa settimana da incorniciare, culminata con la convocazione in Under 21, resta una sensazione di “what if”. Sì, anche in una partita da 7 e mezzo in pagella, questo ragazzo ha dato l’impressione di poter fare ancora meglio, di poter migliorare nel gesto tecnico e nella scelta.

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In altre partite lo abbiamo visto tentare tante volte la giocata ad effetto, senza che gliene riuscisse mezza, ed abbiamo visto e sentito anche tanti mugugni del popolo neroverde. Queste due partite non ci stanno facendo scoprire un Volpato diverso da quello che conoscevamo: le potenzialità sono sempre state sotto gli occhi di tutti, un giocatore che crea superiorità come lui servirebbe a tutte le squadre. La speranza è che, adesso che si è alzata l’asticella delle aspettative, non si faccia l’errore di criticarlo con ancora maggiore forza quando Cristian incapperà in giornate no: anche quello è Volpato, e va preso il pacchetto completo.

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Vogliamo parlare anche di Matteo Lovato. In molti si sono permessi di giudicarlo in base ai commenti dei tifosi salernitani, squadra da cui proveniva, e soprattutto in base all’espulsione all’esordio con il Bari, dove la responsabilità – ci permettiamo di dire – era di Fabrizio Caligara, che adesso a Sassuolo non ci gioca neanche più. Il centrale padovano si è fatto tanta panchina senza fiatare, ha visto davanti ai suoi occhi gli osanna a turno a Muharemovic, Odenthal e Romagna: non la migliore delle sensazioni, per un giocatore che ha calcato solo i campi di Serie A prima di questa stagione. Ma il suo momento è arrivato: da sette giornate ormai è titolare, e in molte di esse è figurato tra i migliori in campo. Non vogliamo cadere nell’errore – già commesso più volte qui a Sassuolo – di considerare il problema difesa sistemato, di urlare “habemus difensore” quando il peccato è sistemico (e lo si è visto anche ieri): ma vogliamo reintegrare definitivamente questo giocatore, giudicato troppo in fretta, agli occhi dell’opinione pubblica neroverde.

L’ultimo commento vogliamo farlo sul pubblico neroverde. I risultati sportivi di certo hanno contribuito alla formazione di un clima sereno intorno alla squadra, in contrapposizione con l’ambiente dell’ultima stagione (e non solo). Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui: anche perché, in numero assoluto, l’affluenza casalinga in tutto il Mapei non è che sia poi così tanto aumentata. Quello che stiamo vedendo a Sassuolo è qualcosa di diverso: è la formazione di uno zoccolo duro, giovane, di tifosi che prima la partita l’avrebbero seguita comodamente seduti e che invece adesso si ritrovano in piedi a cantare ed incitare. Dalla tv e dalla tribuna stampa, si vede chiaramente come l’assembramento centrale della curva sia vistosamente più corposo rispetto alle passate stagioni, e questo si traduce anche in un seguito maggiore in trasferta, ieri come a Mantova, per fare due esempi. I complimenti vanno fatti ai due gruppi del tifo organizzato in curva, i Sic Ex Murice Gemmae e il Sasol Club, che hanno aperto la via a questo cambio di trend.

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Facciamo adesso due calcoli: in attesa di Pisa-Mantova di oggi pomeriggio, il Sassuolo ha 69 punti, 12 in più del Pisa secondo e 14 in più dello Spezia terzo. Mancano otto giornate al termine del girone di ritorno, dunque 24 punti ancora in palio. Numeri alla mano, al Sassuolo bastano quattro vittorie nelle ultime otto per festeggiare la promozione diretta, indipendentemente dai risultati delle altre. Ma Romagna e compagni potrebbero festeggiare già tra due giornate, in caso di doppio successo con Reggiana e Palermo e di doppia sconfitta spezzina contro Brescia e Sampdoria. Potremmo addentrarci ancor di più nel calcolo delle probabilità e delle previsioni, ma crediamo che sia un esercizio che lascia il tempo che trova. Quanto è cambiata la situazione rispetto a maggio scorso, quando i calcoli (funesti) avevano come oggetto la permanenza in Serie A… La ruota gira: il Sassuolo è pronto a tornare nell’olimpo del calcio italiano.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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