Undici gol in due partite. Nemmeno la sosta è riuscita ad interrompere la macchina da gol dei marziani neroverdi, tanto temuta e chiamata in causa dagli avversari nei discorsi prepartita, con o senza pretattica, atterrati sul Rigamonti. Brescia-Sassuolo finisce 2-5: i neroverdi tengono il passo di Pisa e Spezia e si mettono una partita di distacco dalle inseguitrici, vale a dire quattro punti rispetto ai 14 di Juve Stabia e Cremonese.
La vittoria in terra lombarda, per certi versi, ha tratti simili, non solo per il punteggio, a quella ottenuta due settimane fa contro il Cittadella, ma con un quid di consapevolezza in più. Basta vedere il modo con cui la squadra è entrata sul rettangolo verde sin dai primi minuti, “mangiando” il campo, giocando da chi è consapevole dei propri mezzi e della propria forza. D’altronde, come ha detto Grosso, certi tipi di partite bisogna aggredirli e quella di sabato aveva tutte le sembianze di una gara che poteva nascondere quelle insidie che la Serie B riserva. Il Brescia, squadra poco mediatica, che non è mai nel lotto delle favorite ma che puntualmente arriva ai piani alti.
E i ragazzi, come capita da inizio stagione, hanno seguito alla lettera i dettami dell’allenatore, con Boloca capopopolo autore del primo gol stagionale dopo alcune giornate in sordina e che ha scaricato tutta la propria gioia con una corsa e un abbraccio verso la panchina e il suo mentore dai tempi del Frosinone. Una rete frutto dell’aver riportato il numero 11 neroverde “al centro del villaggio”, ovvero nella propria posizione ideale, un ibrido tra mezzala e mediano in cui può inserirsi e preoccuparsi meno della fase di impostazione. Con la complicità, va detto, della difesa del Brescia che ha lasciato tutto solo Boloca per il più classico dei rigori in movimento.

A fare le veci di mediano-regista si sta imponendo sempre più quel Ghion con la fascia da capitano e che avrà che fatto riempire d’orgoglio Palmieri in tribuna. Il prodotto del settore giovanile si è preso le chiavi del centrocampo giocando da vero play maker con la sicurezza e la calma del veterano.
E proprio qui sta la forza delle diverse frecce nell’arco della rosa a disposizione dell’allenatore, capace di far sentire tutti parte del gruppo.
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Tanto che anche chi parte dalla panchina, entra e segna: è il caso di Pierini, autore del secondo gol consecutivo da subentrato, e Iannoni, che si è calato sin da subito nella realtà neroverde a dispetto del suo arrivo poco mediatico. Tutti e due i gol sono arrivati su assist di quel Berardi a cui, dopo l’uscita di Ghion, è stata affidata la fascia da capitano per dare un segnale agli estimatori di mercato, ma anche per far vedere come la crescita in termini di consapevolezza della squadra sia coincisa con il ritorno del proprio top player.
Salgono a quattro le reti in campionato dei giocatori del Sassuolo non partiti dall’inizio, una rarità rispetto alla scorsa annata in cui non era mai successo, e Iannoni è diventato il decimo neroverde a finire sul tabellino dei marcatori, eguagliando proprio il Brescia al secondo posto in questa speciale classifica guidata a quota undici dal Modena, prossimo avversario nel primo derby stagionale. A proposito, il gruppo Sic Ex Murice Gemmae sta già chiamando a raccolta il popolo neroverde per una coreografia pre gara.

Proprio l’ex giocatore del Perugia, alla domanda su come si fa a subentrare con questa grinta, ha risposto allo stesso modo di tutti i compagni intervistati sul tema: grazie all’empatia di Grosso che fa sentire tutti importanti, sia chi inizia la gara sia chi entra per “ammazzarla”, e che non ha mancato di menzionare nel discorso pre partita chi è rimasto fuori dai convocati, ricordando a chi avrebbe giocato di dare il massimo anche per loro.
È proprio questo quello che si vede in campo: ognuno gioca per l’altro e non per la gloria personale, mettendo le proprie qualità al servizio della squadra.
Una menzione particolare va a Volpato, autore, come contro il Cittadella, del gol del 2-1 che di fatto, come due settimane fa, ha dato il la alla goleada, con un’autentica perla a giro alla Berardi che non ha potuto che applaudire il compagno italo-australiano che, se trova continuità, potrà essere un autentico crack.
Ora, però, bisogna tornare sulla terra e resettare tutto, in vista del derby con il Modena, partite in cui le differenze sul campo si annullano e vince chi ci mette più cattiveria agonistica e continuità di prestazione e attenzione durante la partita. Lo abbiamo visto appena due estati fa, in uno dei primi campanelli d’allarme dell’era Dionisi: mai sottovalutare l’avversario, bensì dimostrare sul campo di essere la squadra più forte.
E proprio in questo aspetto il Sassuolo sarà chiamato a fare uno step in più, non staccando la spina nell’arco della gara, e quello con i gialli sarà un bel banco di prova in questo senso. Dopo queste due goleade, la cadetteria guarda con rinnovata attenzione al Distretto ceramico, a ragione: la rincorsa ai primi due posti è appena iniziata.
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