venerdì , 16 Ottobre 2026
Fonte: Sassuolo Calcio

Bologna – Sassuolo 1-1: Ogni maledetta domenica, Grazie Sasol

I neroverdi chiudono l’anno sotto le due torri bolognesi: al Dall’Ara, nella 17° giornata di Serie A, il Sassuolo trova un pareggio che vale più di un punto, fatto di consapevolezza e qualche rimpianto (tipici dell’ultimo dell’anno). Per il derby tutto emiliano, il Sassuolo indossa l’abito buono, svestendosi dei panni logori visti in campo nell’ultima contro il Torino, ritrovando Thorstvedt e Pinamonti.
Come contro il Como, i ragazzi in maglia bianca sono organizzati e attenti, bassi e compatti, pronti a non farsi cogliere impreparati contro il pressing alto del Bologna, disposti anche a cedere il possesso del pallone per ripartire velocemente, con verticalizzazioni immediate sulle mezze ali e sugli esterni offensivi, sfruttando le incertezze e gli spazi lasciati dai difensori rossoblù. Nonostante il posizionamento alto della squadra di Italiano, i neroverdi sono glaciali nell’uscita dal basso, sin dall’inizio, come al 19’ quando dal recupero palla di Candé nasce una ripartenza da far vedere e rivedere nelle scuole calcio: palla di prima di Matić per la ripartenza di Konè, cambio campo a servire Volpato in isolamento uno contro uno, assist per Pinamonti, solo appena dopo il limite dell’area, il cui tiro incrociato di destro viene parato da un ottimo Ravaglia.
È dal calcio d’angolo successivo che si comprende quanto a Orsolini e compagni non possa concedersi neanche un centimetro: il Bologna, aggressivo, riconquista subito palla e ribalta il campo con la velocità di Rowe palla al piede, accompagnato da Dallinga che incrocia perfettamente, ma il gol viene negato dai tocchi provvidenziali sottoporta di Murić, Idzes e Candé.
A dimostrazione di quanto il gioco di Grosso nasca non solo dall’immenso Matić (MVP di giornata), ma anche dai centrali di difesa, si veda la verticalizzazione del solito Muharemović che trova Laurienté dentro al campo: al 38’, palla per Volpato che non trova il giro giusto sul secondo palo.
C’è tutto per uscire bene dal Dall’Ara, ma è tutta una questione di attenzione negli spazi, nel non concederli e nel saperli sfruttare. Al Pacino direbbe, però, che “tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football, perchè in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d’errore è ridottissimo capitelo: mezzo passo fatto un pò in anticipo o un pò in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa”. Così a inizio secondo tempo la concentrazione manca e al 46’ Fabbian entra in area e segna il gol del vantaggio, trovato tutto solo al centro dell’area dal cross di Zortea: il Sassuolo si è fatto trovare sorpreso e scoperto, con i giocatori neroverdi troppo schiacciati verso la porta nell’intento di ripiegare (di cui due impegnati a chiudere sul primo palo e nessuno staccato a coprire il centro dell’area di rigore).
Lo svantaggio non abbatte la squadra di Grosso e quest’ultimo vuole riprendersi quei centimetri persi sfruttando la fisicità delle fasce, prima con il cambio di Doig per Candé, poi con l’ingresso di Fadera per Volpato.
“Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi… ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.” Al 62’ dal calcio d’angolo battuto da Laurienté scende una palla perfetta e iconica come la Ball Drop di Times Square su cui svetta Muharemović che sigla l’1-1 (anche grazie all’uscita sbagliata di Ravaglia).
“In questa squadra si combatte per un centimetro; in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.” Uno che ha lottato, anche sfruttando tutta la sua esperienza, per ogni maledetto centimetro e a cui va dato merito per il modo in cui è riuscito ad affrontare un avversario veloce e tecnico come Rowe è Walukiewicz, che, centrale di difesa nel ruolo di terzino destro, è l’equilibratore silenzioso (mai nei titoloni dei media) nello scacchiere difensivo di Grosso.
Dopo il pareggio le squadre si allungano; il tentativo del Bologna a trazione offensiva (con l’ingresso delle due punte, Immobile e Castro) di ingabbiare la partita nei 35 metri difesi dal Sassuolo lasciano, al contrario, ampio campo per le ripartenze neroverdi e, quindi, al rammarico dovuto all’occasione divorata da Fadera al 76’.
La fine dell’anno, si sa, è il tempo dei bilanci e il triplice fischio di Bologna-Sassuolo è il momento di contare i centimetri, “perchè sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire!”
Un campionato di Serie B vinto e dominato, il ritorno in Serie A, i grandi acquisti e le conferme dell’estate, un girone di andata da fascia sinistra della classifica con vista sull’Europa, le prestazioni monumentali come quelle contro Atalanta, Fiorentina e Milan, una rosa composta da giocatori di caratura internazionale (come capitan Berardi, Matić e Koné), di altissimo livello (come Idzes, Pinamonti, Laurienté e Thorstvedt) e giovani di talento in rapida ascesa (come Muharemović e Volpato), un derby emiliano in cui la squadra neroverde non ha mai mollato, dicono che quei centimetri sono chilometri da quel 19 maggio 2024.
Con l’augurio di un 2026 anche migliore per tutto il popolo sassolese, Grazie Sasol.

Segui CS su Instagram

Riguardo Mattia Campagna

Potrebbe Interessarti

Fedde Leysen Sassuolo-Juventus

Infortunio Fedde Leysen: lesione al legamento crociato per il difensore. Come sta e i tempi di recupero

Il bollettino medico è implacabile: per Fedde Leysen, uscito anzitempo durante Sassuolo-Milan, si tratta di …