sabato , 12 Settembre 2026
Alberto Aquilani atalanta-sassuolo
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Atalanta-Sassuolo, Aquilani: “Aspetto questo giorno da tanto tempo e sarà un giorno speciale”

Mister Alberto Aquilani ha parlato in conferenza stampa al Mapei Football Center prima di Atalanta-Sassuolo, gara valida per la giornata numero 1 della Serie A 2026-27: “Sì, è ovvio che c’è emozione. Aspetto questo giorno da tanto tempo e quindi sarà un giorno speciale. Arrivo con grandi motivazioni, consapevole di quello che vorrei vedere, consapevole che affrontiamo una squadra forte. Una squadra che è tra le prime 5-6 del campionato, che lotterà per l’Europa, allenata da un grande allenatore. Ci saranno tante insidie, giochiamo in trasferta. La prima può creare un po’ di dubbi e anche un po’ di curiosità nel vedere cosa riusciremo a fare. Mi aspetto una squadra coraggiosa che va lì a giocarsi la partita a viso aperto, avendo l’umiltà di sapere contro chi gioca, in che campo gioca e quindi di soffrire nei momenti in cui ci sarà da soffrire“.

Da quali certezze parte il Sassuolo? “Io mi auguro che questo modo nuovo di intendere il calcio sia già a buon punto, è ovvio che ci vorrà del tempo, però vedo un gruppo di giocatori curiosi, motivati a recepire quello che io chiedo. In queste partite si sono visti dei progressi, con tutte le difficoltà del caso, ma nelle difficoltà sono usciti fuori altri ragazzi, abbiamo dato l’opportunità ai ragazzi giovani, quindi questo deve essere un qualcosa che ci deve far piacere. Mi aspetto che continuiamo a credere in quello che proponiamo, è ovvio che davanti abbiamo giocatori di qualità e quindi dobbiamo sfruttarli sapendo che nel calcio le due fasi sono fondamentali, si vincono nelle due aree e quindi massima attenzione“.

Quali sono le situazioni di Pinamonti, Thorstvedt e Berardi? “Abbiamo già parlato, ho già parlato, ho già detto e ridetto e credo che almeno oggi lasciatemi godere il momento di giocarmi la prima partita in Serie A, quindi il mio focus in questo momento non è lì. È ovvio che questi giocatori sono fuori, Pinamonti è infortunato, Berardi lo aspettiamo perché sta meglio, perché lo vedo che sta cercando di recuperare e Thorstvedt sta meglio perché si è allenato gli ultimi tre giorni e quindi è un giocatore recuperato. Io finché li ho qui li alleno e poi il mercato dirà”.

È arrivato Leysen: “È un ragazzo interessante, è arrivato stamattina. Domani viene con noi, è ovvio che è arrivato stamattina, oggi abbiamo fatto una rifinitura, quindi poco e niente. Noi non abbiamo visto lui e lui probabilmente non ha visto noi, ci dobbiamo ancora conoscere. Però è un giocatore che ci può dare la nostra mano“.

Come sta Idzes? E quale dei ragazzi più giovani resterà? “Mi verrebbe da rispondere tutti, nel senso che sono ragazzi che con una rosa al completo potrei aver immaginato che sarebbero andati a giocare. L’emergenza che abbiamo avuto ci ha dato la possibilità di usarli e poi i giovani si vedono quando giocano. Hanno avuto l’opportunità di giocare e hanno fatto vedere delle qualità. È ovvio che se messi magari in un contesto sono un po’ più protetti, però abbiamo fatto gli necessità virtù perché non avevamo a disposizione un difensore di quelli da prima squadra, quelli che c’erano l’altro anno, quelli che hanno fatto i titolari già in Serie A. Quindi questi ragazzi si sono calati nella realtà, nel farmi vedere che sono ragazzi su cui io posso puntare e io ho bisogno di quello. Ho bisogno di energia, ho bisogno di motivazione, ho bisogno di coraggio. Domani avranno un’opportunità e che c’è di più bello per loro? Mi dà speranza questo. Questo può suscitare delle difficoltà perché giochiamo contro una squadra che con tutto rispetto ha qualcosa in più del Cesena. Idzes è in fase di recupero, è una gestione un po’ attenta su di lui perché veniva già da 4-5 mesi turbolenti l’anno passato. Quindi siamo un po’ attenti perché non vogliamo magari forzare per poi riperderlo perché anche Walukiewicz si è fermato di nuovo. E quindi saremo attenti con lui, però si è messo a disposizione e verrà con noi“.

Sarri ha detto che la sua Atalanta è troppo pensante, come sta il Sassuolo da questo punto di vista? “Questa cosa che ha detto Sarri io la riscontro da quando alleno, nel senso che quando tu entri in un gruppo nuovo con una squadra abituata a fare dell’altro, i primi periodi sono sempre così. Perché i giocatori magari pensano troppo a quella che è la tua richiesta, mi è successo anche l’altro anno. E poi una volta che si è assimilato tutto diventa tutto un po’ più naturale. Quindi è una problematica di chi vuole imporre un qualcosa di nuovo e diverso da quello che si faceva precedentemente. Quindi anche noi possiamo avere inizialmente questa difficoltà. Mi auguro che il processo sia rapido e per questo quando parlavo di avere i giocatori per lavorare è proprio perché più lavori e più inserisci questo tipo di idea. Noi cercheremo di usare le ripartenze come cercheremo di imporre il nostro gioco e questa sarà un po’ la partita che lo dirà“.

Cosa temi maggiormente dell’Atalanta? “Temo la squadra, temo la forza di questa squadra perché è una squadra strutturata per competere per i vertici del campione italiano, quindi affrontiamo una squadra sicuramente forte. La strategia è quella di andare lì e giocare la nostra partita con coraggio e con umiltà. Queste due cose si devono sempre abbinare perché il coraggio non vuol dire spregiudicati, non vuol dire andare all’arrembaggio ma vuol dire che se si sbaglia non c’è problema, si rifà. Coraggio di fare, di proporre, di attaccare quando c’è da attaccare e coraggio anche di difendersi. Quindi l’umiltà perché noi dobbiamo andare lì come una squadra umile che può avere delle difficoltà, che può soffrire. Quindi questi due aggettivi sono fondamentali“.

Mercato: quanto c’è del mister? “I ragazzi sono giovani e bravi, io abbino sempre queste due parole. Io ho dato delle indicazioni un po’ sulle caratteristiche, su qualcuno ci siamo avvicinati, su qualcuno altro è molto più difficile perché le dinamiche nel mercato e lo vedete non solo a Sassuolo è un mercato di difficoltà, a volte anche di opportunità. Quindi mi aspetto qualcosa e poi ci sarà bisogno di lavorare perché questo è un giochino che poi non tiri la monetina e dici testo o croce, ma c’è bisogno di settimane di lavoro, di allenamenti, di analisi, di sbagliare, di correggere e in tutto questo bisogna fare i risultati“.

Tatticamente, cosa manca? “Oggi numericamente mancano dei difensori. Nonostante, non voglio sminuire i ragazzi che ho che domani giocheranno, sono i più bravi del mondo per me, però se vogliamo essere un po’ più chiari probabilmente dietro qualcosina dobbiamo fare“.

Bakola e Adzic, che uomini sono? “Bakola l’ho visto, l’ho seguito e gli vedevo delle qualità, ma non gli riconoscevo in una posizione che lui apprezzava in maniera più approfondita perché ha giocato in diversi ruoli. Mi piacerebbe creargli una posizione in campo dove lui si va a riconoscere nei vari aspetti, che sono quelli della posizione, del ricevere il pallone, della postura del corpo, di capire quando verticalizzare e quando no. E quindi di farlo pensare un po’ di più. Adzic è un giocatore di qualità, un giocatore che può giocare in diverse zone del campo. Voglio un po’ stimolarlo“.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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