Spezia-Sassuolo 2-2, un po’ come se il bianconero e il neroverde non andassero tanto d’accordo. E, più che alla Juve, qui cominciamo a temere che gli spezzini, col passar del tempo e la permanenza in Serie A ormai sempre meno occasionale, comincino a diventare come l’Udinese, vera bestia nera del Sasol.
La partita del Picco, come quella dell’anno scorso, è terminata con un pareggio di un Sassuolo un po’ sprecone e un po’ superficiale, un po’ sfortunato ma almeno – nota di merito – grintoso.
Appunto siamo ragazzi (s)fortunati. Perché è vero che il 2-2 contro una formazione tosta come lo Spezia rappresenta comunque un buon risultato. Ma restano due punti buttati via. E qualche incertezza di troppo come quella che ha portato al vantaggio spezzino provocando il rigore poi realizzato da Nzola (ma al contrario il pasticcio Caldara-Dragowski ha in qualche modo riequilibrato l’equilibrio karmico).
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Ma c’è ancora tanto di buono. Che si è fatto e che si può fare. Dall’inarrivabile Berardi al greco reinventato attaccante. Dal primo gol di Pinamonti alla coppia Lopez-Frattesi a centrocampo.
Insomma, quest’anno c’è da divertirsi e c’è da soffrire. Magari con un po’ di montagne russe. Quelle al Sassuolo non mancano mai. E col Milan possiamo sperare anche in una bella sorpresa.

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