articolo di Giovanni Pio Marenna
Ehhh!!! Nella notte dedicata a Diego Armando Maradona, con copertine di prima pagina per il trionfo del Napoli, che ha asfaltato la Lazio, si accorciano le distanze, anche mentalmente, parlando tra le inseguitrici. Tipo squali che galoppano in acqua per inseguire la propria preda. Senza dimenticare però che i più predatori di tutti, in questo momento, nonostante la “prova generale” (prima della Coppa d’Africa di gennaio) delle assenze di Anguissa e di Osimhen, sono gli azzurri di Spalletti. Cannibalizzata la Lazio, stregato il sarrismo, mangiata dai morsi di Mertens, Zielinski e Fabian Ruiz. Un uragano il Napoli con il 62% del possesso palla. Devastante con 18 tiri a 6 e con il doppio dei passaggi completati (722): un dominio assoluto.
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Dicevamo delle inseguitrici. Il Napoli, visto ieri sera allo stadio Maradona, sembra alieno, distante dalle altre con misure oceaniche. Ma, in realtà, ha solo staccato il Milan che, sconfitto in casa da un Sassuolo prodigioso, sta pagando la stanchezza di questi primi mesi (e forse era anche inevitabile che avvenisse) di 3 lunghezze. L’Inter si mantiene sulla scia (0-2 contro un Venezia ostico e tutt’altro che arrendevole al ruolo di vittima sacrificale), l’Atalanta batte la Juve di misura a Torino prendendosi 3 punti d’oro (0-1), la Roma, pur matata dal Torino (giallorossi di Mourinho più cinici e resistenti, granata di Juric dominatori del campo soprattutto nel secondo tempo), trova anzitutto in Abraham, Mkhitaryan e Zaniolo dei punti di riferimento sempre presenti.
Nella parte bassa della classifica, invece, fa un balzo importante e prezioso soltanto la Sampdoria che si aggiudica, in casa, la sfida contro il sorprendente Verona. Nella giornata-ricordo di Maradona, dall’atmosfera rievocativa e fortemente emozionante, qualche altro colpo fatato, degno del n. 10 per eccellenza, ci voleva.

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