Il Resto del Carlino fa sapere che Mapei ha deciso di sostituire la bandiera tricolore sulla facciata dello stadio di Reggio Emilia con un’opera d’arte.
Questa decisione ha suscitato qualche malcontento tra i tifosi della Reggiana, che vedono la rimozione del tricolore – simbolo d’Italia e della città emiliana – come un’ennesima provocazione, l’ennesima dopo l’acquisto dell’impianto dal colosso degli Squinzi e la scelta di farlo diventare lo stadio del Sassuolo Calcio.
Tuttavia, Andrea Fabris, segretario generale del Sassuolo, ha rassicurato che l’opera d’arte sarà rispettosa della tradizione e avrà un impatto positivo sulla città.
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Nonostante l’entusiasmo per l’opera d’arte commissionata, alcune frange di tifosi granata temono che la rimozione del tricolore possa rappresentare un affronto alla loro città. Tuttavia, è importante sottolineare che Mapei ha investito nella ricostruzione dello stadio di Reggio Emilia, trasformandolo in un impianto moderno e all’avanguardia in grado di ospitare partite di calcio di livello internazionale.
In definitiva, la sostituzione della bandiera italiana con un’opera d’arte potrebbe rappresentare un nuovo capitolo nella storia dello stadio di Reggio Emilia, con una visione innovativa del rapporto tra sport, arte e tradizione. Resta da vedere quale sarà il tema dell’opera e se verrà rispettata la sensibilità dei tifosi della Reggiana. Sicuramente, quindi, l’attenzione della città sarà concentrata sull’inaugurazione della nuova installazione artistica. La nuova opera, infatti, è ancora top secret e non è detto che non rispecchi l’identità cittadina.
Quel che è certo è che l’idea sembra essere stata della stessa Veronica Squinzi e che prossimamente i dettagli saranno rivelati in un’apposita conferenza stampa.

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