giovedì , 25 Luglio 2024
erlic cronache di spogliatoio
foto: Instagram Martin Erlic

Erlic: “Siamo un gruppo meraviglioso, se mi capiterà di giocare darò il massimo”

Oltre al Marocco, la grande sorpresa del Mondiale in Qatar è la Croazia, che per è approdata nuovamente in semifinale dopo l’exploit del 2018. Tra i protagonisti della nazionale allenata da Dalic c’è anche Martin Erlic, difensore neroverde che non ha ancora raccolto minutaggio. Nonostante ciò, Erlic ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport durante la quale è partito dal ricordo dell’ultimo Mondiale: “Guardai tutte le partite al bar con gli amici. Poi andai in ritiro con lo Spezia e la sera della finale mi chiusi in camera. Dopo la sconfitta con la Francia piansi, ma ero orgoglioso della mia nazionale e di quel gruppo fantastico”.

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Martin, cosa state combinando?
“Che storia eh… Non lo dica al mister, ma per esultare dopo la vittoria contro il Brasile ho fatto lo scatto più veloce della mia vita. Ho avuto paura di strapparmi”. 

Forza, ci racconti il segreto della Croazia.
“Sembrano frasi fatte, ma noi siamo davvero un gruppo meraviglioso. Basta vedere un allenamento per capire: andiamo più forte che in partita, tutti, per consentire ai titolari di essere al top. E poi se qualcuno entra dalla panchina è prontissimo: contro il Brasile si è visto. I giocatori più esperti come Modric, Brozovic, Kovacic e Lovren trascinano i giovani e il mix è perfetto. E poi c’è il legame con la nostra terra e il nostro popolo, un senso di appartenenza incredibile che ci è stato trasmesso dai nostri nonni. La bandiera per noi è sacra, quando suona l’inno l’emozione è fortissima. La guerra ha lasciato tracce profonde e ci ha dato tanta forza per affrontare la vita. Siamo pochi, ma siamo uniti”. 

Come avete festeggiato la vittoria con il Brasile?
“Con le famiglie: mio fratello era venuto per la sfida con il Brasile e adesso si ferma un po’. Lunedì arrivano due cugini, abbiamo visto tutti insieme Olanda-Argentina tifando per… i supplementari in modo che anche la vincente di quella partita si stancasse come noi. Oggi (ieri, ndril c.t. Dalic ci aveva lasciato un giorno di riposo, ma ci siamo spontaneamente trovati in palestra. E’ la mentalità che ci ha portato fino a qui. E sa chi è arrivato in palestra per primo e ha acceso la luce per tutti?”

Chi?
“Modric. Quando parlo di Modric mi viene la pelle d’oca per quello che rappresenta e per il modo in cui sta in mezzo a noi e si comporta con i giovani. Merita di chiudere l’esperienza con la nazionale con il titolo mondiale. Contro il Brasile ha fatto 120 minuti da fuori di testa. Luka è nato a Zara, come me: siamo concittadini”. 

In allenamento qualche rigore a Livakovic lo segnate?
“Prima della partita con il Giappone ci siamo esercitati dal dischetto e lui li parava quasi tutti. Così ci siamo detti, un po’ sconsolati: ‘come siamo scarsi a tirare…’. Poi abbiamo capito che lui è un fenomeno. Infatti contro Giappone e Brasile noi abbiamo segnato i rigori, ma lui ha continuato a pararli”. 

Lei non ha ancora giocato, d’altronde Gvardiol sta facendo un Mondiale eccezionale.
“Come fosse mio fratello. Ce ne sono pochi al mondo come lui. Sono strafelice per Gvardiol, perché ha tutto per fare un’intera carriera da fenomeno. Io sono tranquillo: in allenamento vado al massimo e se mi capiterà di giocare un minuto o trenta secondi, so che darò tutto me stesso”. 

Come mai andate sempre ai supplementari?
“Perché se non puoi vincere una partita, non devi perderla. Ragioniamo così. Proviamo sempre a vincere come nel primo tempo con il Brasile. Ma giochiamo contro grandi squadre e allora dobbiamo avere l’intelligenza di adattarci e fare ciò che serve per raggiungere comunque il risultato. D’altronde, i supplementari e i rigori li hanno inventati apposta”. 

Che cosa ha detto a Petkovic dopo la gara con il Brasile?
“Gli ho mostrato una foto di quando era all’Entella e gli ho detto: ‘Tu giocavi in Serie B e adesso ci fai andare in semifinale al Mondiale. Roba da matti’. E lui rideva”. 

Che tipo è Dalic?
“Un maestro e anche un papà. Ci dice di restare umili, di fare le cose per bene, di non sottovalutare gli avversari, ma di avere fiducia in noi stessi. E’ un uomo molto religioso e ci trasmette la sua fede”. 

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Riguardo Martino Cozzi

Appassionato di calcio sin da piccolo. Ha trovato in Canale Sassuolo la redazione su misura per lui nella quale poter coltivare il suo sogno: vivere raccontando il gioco più bello del mondo!

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