martedì , 10 Marzo 2026
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foto: sassuolocalcio.it

Domenico Berardi e quella “battuta” che non fa ridere

Che qualcosa stesse per accadere su quel palco lo si sentiva, era nell’aria. Sarà per intuito, o semplicemente per i (numerosi) precedenti, fatto sta che lasciare il microfono a Domenico Berardi in pubblica piazza è diventato un rischio. Mimmo non è mai stato una persona televisiva, anche se negli anni si è concesso sempre più spesso alle interviste, com’è normale che sia per un personaggio della sua caratura. Controintuitivamente, però, Berardi era tentennante nel presentare la stagione, come se avesse già la testa alla frase successiva. Già, quella frase. “E mo come la dico? In qualche modo devo mettercela“, avrà pensato Mimmo. L’ha detta prima di congedarsi, con il sorriso alla bocca, con un tono quasi sbarazzino.

Qualche mormorio dal pubblico accorso al Piazzale della Rosa c’è stato. Non potrebbe essere altrimenti: non è tanto la volontà in sé di partire, quanto il modo in cui la si comunica. Non saremo ai livelli del Magnanelli Day, quando Mimmo se ne uscì con una dichiarazione molto simile, in un contesto ancor più inadatto rispetto alla presentazione della squadra: si stava festeggiando l’addio al calcio del Puma, e per giunta la domanda di Nosotti era sul nuovo numero di maglia, dal 25 al 10. Non lo incalzò allora come non l’ha incalzato ieri sera: ha fatto tutto lui. Neanche un mese dopo, al termine della prima di campionato contro il Lecce – decisa da una sua prodezza – Berardi ha rincarato la dose, rispondendo ad una domanda che andava in senso totalmente opposto, quella sul rinnovo fino al 2027 firmato pochi giorni prima. E l’elenco è soltanto parziale. L’urgenza tutta berardiana di ribadire la volontà di lasciare Sassuolo.

Domenico Berardi
Il rinnovo di Domenico Berardi, datato 17 agosto 2022 (foto: sassuolocalcio.it)

E mentre Berardi lancia la bomba, c’è chi ha l’ingrato compito di far rientrare l’allarme: nella fattispecie, Dionisi e Carnevali. Il mister ai nostri microfoni ha risposto come si deve, da allenatore: Berardi ha sempre risposto con i fatti, in campo. Una risposta giusta perché è vera: comunque vada Berardi è un ragazzo che ha fatto del calcio la propria vita, che ama e amerà sempre questo sport con lo spirito di un bambino, nonostante sia ormai entrato nel trentesimo anno di vita. Ed è anche una risposta sincera, perché Dionisi ha riconosciuto che questa volontà non è sorta ieri sera, ma probabilmente cova da ancor prima del proprio insediamento datato giugno 2021. Ben più raffazzonata è stata invece la risposta di Carnevali a Sky Sport, che ha derubricato la frase come “semplice battuta”. La toppa che è peggio del buco: se era una battuta quella, ha fatto bene Mimmo a diventare calciatore e non stand-up comedian.

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Cosa ne pensiamo noi? Nessuno rimprovererà mai a Berardi il fatto di voler spiccare il volo verso squadre più ambiziose: nessuno più di lui se lo può permettere. Seppur l’idea che Mimmo diventi il nostro Di Natale ci abbia stimolato più di una volta, dobbiamo essere comprensivi se questa volontà non è condivisa. Il popolo neroverde sarà comunque dalla sua parte: le undici stagioni, con caterve di gol annesse, sono più forti di qualche dichiarazione fuori contesto. E difatti, oltre ad essere stato il più acclamato, è spuntato anche uno striscione di auguri. Quello che contestiamo è il modo in cui viene espressa questa volontà, tanto al Magnanelli Day quanto ieri sera. A maggior ragione se non c’è nessuna offerta da parte di qualsivoglia società, come dichiarato ieri dallo stesso Carnevali.

Mimmo, arriverà anche il tuo momento.

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Lo striscione di auguri per Domenico Berardi (foto: Canale Sassuolo)

Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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