Tutti coloro che hanno cominciato ad apprezzare il Sassuolo nella seconda decade degli anni Duemila, sanno alla perfezione come uno dei suoi attaccanti più rappresentativi è stato Simone Zaza. Non c’è dubbio che l’ex punta della Juve e non solo, ha creato una sorta di piccola rivoluzione per quanto riguarda il lavoro di tanti calciatori che giocano in attacco.
Una particolare caratteristica di Simone Zaza
Senza ombra di dubbio, Zaza non ha mai espresso appieno il suo potenziale e la sua carriera avrebbe potuto essere diversa, come ben sanno gli appassionati di pronostici e altri giochi sul web come il burraco online, ma in ogni caso la sua grinta non è mai mancata. In modo particolare, Zaza si è sempre contraddistinto per una peculiarità in modo particolare ogniqualvolta è sceso sul rettangolo di gioco, ovvero la capacità di rincorrere l’intera retroguardia difensiva.
Zaza ha dimostrato sempre e comunque, anche nel corso della sua esperienza alla Juventus, come la sua capacità di rincorrere i difensori e di fare pressing sia qualcosa di innata. Un’azione svolta anche con grande entusiasmo e un’energia che a tratti sembrava essere infinita. E la fatica? Solo un lontano miraggio, nella maggior parte dei casi.
La pressione offensiva, come si può ben intuire, non è affar di tutti gli attaccanti, ma ce ne sono alcuni che sembrano avere una vera e propria specializzazione in questo aspetto del gioco. Zaza probabilmente non è nemmeno uno dei più efficaci sotto questo aspetto, ma la sua azione in pressione non manca mai di spettacolarità, audacia e pericolosità.
I vari sistemi di pressing di Zaza
Il buon Simone, nello svolgere l’attività di pressing sui difensori avversari ha sempre sfruttato varie tattiche. Ad esempio, il sistema a ricciolo: un movimento che ricorda molto quello sfruttato in fase offensiva per provare a liberarsi da una marcatura asfissiante di un avversario. In questo caso, Zaza è riuscito a far diventare questo movimento molto utile anche in fase difensiva, accelerando e restringendo gli spazi quasi a proprio completo piacimento.
Un trend frenetico, quello legato al recupero palla, che in alcuni casi comporta anche degli interventi fallosi nei confronti degli avversari, ma che spesso e volentieri ottiene l’effetto primario che probabilmente anche Zaza si è posto. Ovvero, quello di mettere preoccupazione ai difensori della compagine rivale, in maniera tale che siano sempre in tensione e poco sereni ogniqualvolta devono impostare il gioco. Dal punto di vista mentale, non è certo un vantaggio di poco conto.
L’atteggiamento e i movimenti di Zaza, a volte, sono anche intimidatori. In effetti, vedersi arrivare un vero e proprio missile alla ricerca fanatica del pallone non è così piacevole. Come dicevamo, il buon Simone vuole semplicemente provare a complicare il più possibile la vita e la gestione della palla agli avversari, dimostrandosi molto più affamato e grintoso rispetto a loro.
Uno dei punti di forza del pressing offensivo messo in atto da Zaza è anche quello di riuscire a prendere alle spalle gli avversari. In fondo, prova spesso e volentieri quasi a non farsi nemmeno sentire mentre si avvicina a loro ad ampie falcate. In realtà, infatti, il movimento legato allo scatto viene fatto in modo imprevedibile, solo all’ultimo secondo, convincendo gli avversari di non avere in pressione un attaccante razionale, ma uno da cui potersi aspettare di tutto, qualsiasi intervento.
Non solo difensori, dal momento che Zaza, in ogni sua esperienza, ha sempre dimostrato di poter pressare in maniera efficace e veemente anche i portieri avversari. Il segreto, in questi casi, è quello di convincere il portiere avversario di avere tempo per la giocata, per poi potentemente ritornare all’attacco, come se il portiere e la palla fossero una preda e lui un cacciatore.
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