Nel più classico dei pomeriggi domenicali, la 16a giornata di serie A al MAPEI Stadium presenta un anticipo dei tipici post-pranzo di Natale. La gioia delle feste, la raccolta di racconti in famiglia dei mesi appena passati e la pancia piena portano inevitabilmente a uno stato di assuefazione e assopimento, o, altrimenti detto, sonnellino post-prandiale. La partita tra i neroverdi e i granata è priva di emozioni: da una parte la consapevolezza di essere la migliore neopromossa e di aver staccato il biglietto per un sereno Natale in anticipo, dall’altra quella di aver appena iniziato un percorso positivo, per cui è meglio non prendersi il rischio di rovinarlo sotto l’albero.
Grosso, da parte sua, sconta l’assenza di giocatori fondamentali per il suo scacchiere; tra squalifiche (Thorstvedt) e infortuni (Berardi e Pinamonti) vengono a mancare pezzi fondamentali per la produzione offensiva, svuotando la panchina di quelle forze di livello necessarie per cambiare il passo e invertire il trend di una partita bloccata. Se da una lato non puó che essere lodato il fatto che il mister di San Giovanni Lipioni non si sia nascosto dietro la scusa delle assenze, dall’altro lato il Sassuolo non puó non sentirsi come Kevin McCallister (personaggio interpretato da Macaulay Culkin in “Mamma ho perso l’aereo”), che, felice e spensierato per aver sfuggito le pressioni e le critiche dei parenti, si ritrova poi solo e abbandonato a difendere la propria casa. La prestazione magnifica di San siro, l’ultima partita prima di Natale davanti ai propri tifosi, una meravigliosa posizione in classifica e il titolo di migliore neopromossa fanno pensare che è tutto pronto per partire per le feste in serenità: qualcuno non c’è, qualcosa viene dimenticata, ma ciononostante il Sassuolo, come Kevin, sembra potersi godere il momento e divertirsi.
I ragazzi di Grosso gestiscono con la giusta tranquillità le uscite sul primo pressing, con Matić che per ricevere palla si sposta anche in posizione di braccetto sinistro, con Vranckx a posizionarsi davanti alla coppia di centrali, quasi a porsi a specchio rispetto alla squadra allenata da Baroni (presente durante tutta la fase di riscaldamento pre-match a dare la sveglia ai suoi, cosa che sarebbe stata utile per tutta la partita nel suo complesso). Passato il centrocampo, la storia cambia, con giocate sbagliate grossolanamente e gli errori di Cheddira (mai in grado di gestire il pallone, sia spalle alla porta che in profondità, sia per far salire i compagni, sia per servire gli inserimenti di Koné), che non fanno che portare il pensiero a chi non è potuto scendere in campo. I neroverdi non sono mai stati in grado di sorprendere in velocità i granata, nè tantomeno sono riusciti a sfruttare le fasce, mettendo in condizione Volpato e Laurienté di giocarsela uno contro uno. Assenti, infatti, sono state anche le verticalizzazioni lunghe di Muharemović, che in altre occasioni hanno permesso ai neroverdi sia di respirare dalla pressione avversaria, sia di sfruttare la propria velocità e verticalità alle spalle dei difensori.
Il Toro da parte sua non ha di certo rispolverato la prestazione delle grandi occasioni, ma ha fatto sentire tutto il peso di una panchina lunga e importante. È nei nuovi innesti del secondo tempo che Baroni trova i suoi Harry Lime e Marv Merchants (i ladri in “Mamma ho perso l’aereo”, interpretati rispettivamente da Joe Pesci e Daniel Stern), che, in una triste versione alternativa del cult anni 90, riescono ad espugnare la casa difesa dal piccolo Kevin e fare bottino pieno. L’ingresso di Simeone dà nuova energia ai granata ed è proprio il suo ingresso in area palla al piede che causa il fallo di Doig e il conseguente calcio di rigore trasformato da Vlašić. La personalità dell’argentino si sente tutta: fa a sportellate in area, fugge dalle marcature, chiede la carica dei tifosi, è il punto di riferimento di ogni transizione offensiva.
Il Sassuolo si fa scappare l’occasione di riagguantare il Como in classifica e di passare un Natale con vista settimo posto. Il percorso sino a qui è stato in ascesa, meglio di qualunque aspettativa, accompagnato da una crescita rapidissima dopo il salto di categoria, ma il match con il Torino lascia un po’ così…
Kate McCallister: Ho una terribile sensazione.
Peter McCallister: Che sensazione?
Kate McCallister: Di non aver fatto qualcosa…
Peter McCallister: No, ti senti così perchè siamo partiti in fretta e furia. Non abbiamo trascurato niente, credimi.
Kate McCallister: Ho spento il gas?
Peter McCallister: No… l’ho fatto io.
Kate McCallister: Hai chiuso tutto?
Peter McCallister: Sì.
Kate McCallister: Hai chiuso il garage?
Peter McCallister: Hai ragione… ho dimenticato di chiudere il garage, è vero.
Kate McCallister: No… Non è questo.
Peter McCallister: Cos’altro abbiamo dimenticato…? Kate McCallister: KEVIN!
Il Sassuolo ha perso l’aereo per l’Europa?
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