giovedì , 22 ottobre 2020
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Sassuolo “succursale della Juve”? Parliamone, dati alla mano

Una supposizione ripetuta mille volte non fa una realtà. Questa legge non scritta vale a maggior ragione su Internet, dove le “voci” si diffondono con grande rapidità portando però, più di una volta, a incorrere in approssimazioni anche grossolane. Manca meno di una settimana a Juventus-Sassuolo e, oltre agli straordinari voli di fantasia di coloro che ancora credono che alcuni giocatori neroverdi possano autonomamente decidere del proprio stato fisico, tornerà senz’altro presto a farsi sentire un’altra vulgata molto in voga: “Il Sassuolo è una succursale della Juve”.

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Così parlano i saggi dei social. Ma quanto c’è di vero in tutto questo? Ce lo siamo per l’appunto chiesti e abbiamo scorso la rosa neroverde a caccia di questi rapporti privilegiati e, stante il tenore ultimativo della dotta citazione di cui sopra, assolutamente non replicabili che porrebbe in essere la Società di Piazza Risorgimento con i bianconeri allenati da Allegri. Ebbene, consultando fonti imparziali (in particolare il sito Transfermarkt, sempre aggiornato e a nostro avviso molto affidabile) abbiamo provveduto a una verifica della veridicità di quanto sostenuto dalla maggioranza dei commentatori di pagine calcistiche. Il risultato, manco a dirlo, li smentisce clamorosamente.

Al momento i giocatori del Sassuolo che hanno avuto o hanno rapporti con la Juventus su base contrattuale (quindi ufficiale, quindi l’unica che conta) sono due. Si tratta di Pol Lirola, prelevato dalla Primavera bianconera e che tornerà a Torino nella stagione 2017/2018, e Federico Peluso, questa volta ex juventino, avendo vestito la maglia dei campioni d’Italia per una stagione e mezza.

sassuolo-contro-juventus

Già possiamo immaginare le facce sbigottite dei polemisti da tastiera: “Ma come? E Berardi? E Zaza? E Marrone? E il magazziniere?”. Come già fatto molto recentemente in altre sedi, è bene ricordare che, dopo la risoluzione della compartecipazione in essere tra Sassuolo e Juventus circa il cartellino del giocatore, il numero 25 neroverde è ora a tutti gli effetti un giocatore solo a disposizione degli emiliani. Basterebbe la sessione di calciomercato appena conclusa, che ha visto Berardi essere al centro di alcune voci poi smentite dai fatti, per mettere a tacere coloro che, per l’intero scorso campionato, non hanno fatto altro che sbraitare “Tanto è già della Juve”. No, amici, tenetevi forte: Berardi non è della Juve, Berardi è del Sassuolo. Zaza e Marrone sono di proprietà della Juventus, ma in prestito altrove. In sintesi, prima di affermare che la tal squadra è la succursale di un’altra bisognerebbe approfondire la faccenda sulla base di dati reali.

Gli stessi dati reali che portano anche Stefano Sensi ad essere un giocatore solo e soltanto neroverde. Il talentuoso centrocampista non ha infatti alcun accordo contrattuale definito con la Vecchia Signora: pertanto, pur potendo sussistere accordi verbali tra i due club (cosa non ancora vietata da alcuna norma ma smentita mesi fa dall’ad Carnevali), anche Sensi è da considerare un giocatore, ripetiamo, solo e soltanto neroverde.

Volendo dunque essere molto larghi di manica, siamo dunque a quattro giocatori in rosa che, lo ripetiamo, hanno avuto, hanno o avranno (meglio: potrebbero avere) rapporti con la Juventus. Ma andiamo oltre.

Antei, Pellegrini, Politano, Mazzitelli, Ricci. Questi sono cinque giocatori facenti parte dell’attuale rosa neroverde. Ebbene, udite udite: tutti questi giocatori hanno avuto, hanno o avranno (meglio: potrebbero avere) rapporti con la Roma. Antei è stato interamente riscattato dal Sassuolo dopo una compartecipazione in essere con i giallorossi, mentre Politano è interamente del Sassuolo solo dalla scorsa fine di giugno. Mazzitelli viene dal settore giovanile romanista, così come Pellegrini, romano e romanista che non ha mai fatto mistero di aspirare a tornare a Trigoria, e Ricci. Su quest’ultimo la società capitolina ha la possibilità di effettuazione di un contro riscatto che potrebbe riportarlo, in un futuro non troppo lontano, in giallorosso. Cinque giocatori, abbiamo detto. Cinque è maggiore di quattro, checché ne dicano i commentatori seriali. E allora come mai nessuno considera il Sassuolo una succursale della Roma?

Probabilmente la motivazione sta, oltre nel desiderio di esprimersi a tutti i costi anche in assenza di argomenti, in quanto abbiamo accennato sopra: giocatori come Antei o Politano sono meno sulla bocca di tutti rispetto a Zaza o Berardi, ma nel calcio non esistono solo “quelli che fanno gol” o hanno maggiore visibilità, e lo stesso vale per le squadre con cui si intrattengono collaborazioni.

fonte: sassuolocalcio.it
fonte: sassuolocalcio.it

 

Il Sassuolo ha rapporti in essere con la Juventus in merito alle operazioni di calciomercato? La risposta è indubbiamente , ma non è l’unico “buon rapporto” che i neroverdi hanno consolidato negli anni. Se ci fosse tutta questa sudditanza, peraltro, i neroverdi avrebbero anche ceduto qualche pezzo pregiato ai bianconeri, mentre Sansone e Vrsaljko, come ben sappiamo, sono finiti ben lontani da Torino. Fa anche sorridere rileggere i quotidiani sportivi dei mesi scorsi, dove si afferma senza apparente timore di smentita che “a giugno avverrà il trasferimento di Berardi a Torino“. Cosa che non si è verificata e che, potenzialmente, potrebbe anche non verificarsi mai.

Oltre alla Juventus, in ogni caso e come ampiamente dimostrato, c’è la Roma, ma anche (udite udite un’altra volta) con squadre meno blasonate come il Crotone e il Cesena. Nel primo caso, tra l’acquisto di Ferrari e i prestiti di Falcinelli e Trotta siamo a già a quota tre, mentre in riferimento al club romagnolo potremmo parlare di Ragusa o di Laribi, o in riferimento all’anno scorso di Fontanesi. Ma non ci dilunghiamo oltre su una vicenda che potrebbe demolire (qualora non l’avesse già fatto) le granitiche certezze di chi rifugge dai dati reali pur di crogiolarsi nelle sue verità parallele.

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Riguardo Massimiliano Todeschi

Massimiliano Todeschi
Giornalista fulminato sulla via di Sassuolo dopo decenni di indifferenza verso il calcio. Miracoli neroverdi.

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