martedì , 10 Marzo 2026
cies falli sassuolo
foto: sassuolocalcio.it

Sassuolo-Sampdoria 1-2: è il solito vecchio Sassuolo superficiale e altezzoso

Sono pochi gli appunti da fare al Sassuolo che ha iniziato il 2023 perdendo in casa contro il fanalino di coda Sampdoria. Pochi di numero, ma succosi nel contenuto. Abbiamo espresso gli stessi concetti in forma rateale, da metà ottobre ad oggi, nei vari editoriali e pagelle a nostra firma: giova fare un sunto e inasprire un po’ i termini.

I primi quarantacinque minuti di Sassuolo-Sampdoria 1-2 sono stati una terrificante visione per i tifosi. Un approccio in pieno stile Sassuolo: si prende il controllo del possesso palla, con qualche giocata di fino facciamo capire a tutti che la qualità dell’undici sceso in campo è superiore (sulla carta, non dimentichiamolo) e si subisce gol alla prima occasione. Una marcatura approssimativa o del tutto assente, un passaggio impreciso, un contrasto perso, un semplice fraintendimento tra due compagni: insomma, un ampio spettro di opportunità da cui gli avversari possono pescare a piacimento.

Poi, una costante: quando andiamo sotto facciamo una fatica tremenda a raddrizzare la partita. A maggior ragione contro squadre che hanno bisogno di punti e giocano dietro la linea della palla come la Samp. Non bisogna confondere voglia e fretta di recuperare il punteggio: sono due cose ben distinte. Il Sassuolo vuole rimediare in fretta e furia ai propri errori, come a volerli nascondere sotto al tappeto quando in realtà sono proprio lì, davanti a tutti. L’atteggiamento del Sassuolo è questo: fa il suo gioco, noncurante dell’avversario. Mette la testa nel cassetto alla ricerca di quella giocata, di quella sponda, di quel dialogo che puntualmente non arriva a conclusione. Vorrai mai che la modesta Sampdoria riesca a rendersi pericolosa?

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Sassuolo-Sampdoria 1-2: le giocate dei soliti noti non bastano

Gli elementi migliori sono sempre gli stessi. Ma le giocate dei soliti noti non bastano, specie se ridotte al minimo sindacale. Perché nel calcio va fatta una cosa: va buttata la palla in rete. Il Sassuolo è abituato a subire (nelle ultime cinque uscite sono 11), lo è meno a non segnare. E quando non segna va nel pallone, si inceppa. Si intestardisce e si innervosisce, come una squadra di ragazzini. Il secondo tempo ha visto un timido riscatto ma soprattutto ha messo in luce le lacune e le pecche dei vari reparti, senza neanche la volontà di spingersi in un forcing finale in grado di raddrizzare il punteggio, come ci saremmo lecitamente aspettati dopo l’1-2 di Berardi.

Qualcosa deve cambiare. Di questo siamo sicuri. E non necessariamente a livello di interpreti: sono stati fatti investimenti importanti e siamo pur sempre in un mercato di riparazione, dove molte squadre non cedono i loro pezzi pregiati. La rosa vale almeno la parte sinistra della classifica, sulla carta. E ripetiamo sulla carta perché, nella pratica, il Sassuolo che scende in campo da inizio novembre potrebbe davvero perdere con chiunque, con la superficialità e l’altezzosità che lo caratterizzano.

E la rosa è anche profonda, non si limita all’undici titolare (ad eccezione della sola difesa, problema atavico del Sassuolo). Motivo per cui non ci accontentiamo di parlare di assenti come è stato fatto con Traorè e come si sta facendo adesso con Lopez. Per Berardi andrebbe aperto un discorso a parte: ci limitiamo a dire che è l’unico giocatore veramente insostituibile di questa squadra e che, con lui in campo, gli altri dieci giocatori hanno un comportamento diverso, si muovono in maniera diversa. Consci che quel mancino là può mandarli in porta quando meno se lo aspettano. L’unico tra tutti, insomma, per cui vale la pena recriminare in caso di assenza.

Dall’altro lato, urlare “Retrocessione!” o “Oggi voto quattro a tutti!” non è nelle nostre corde: di questi tempi, di sicuro qualche consenso in più ci sarebbe stato accordato. Iniziamo però a pensare che la scossa a questa squadra debba essere data da mister Dionisi e, se non ci riesce, ai piani alti dalla società. Un Dionisi che a mezzo stampa legge bene le partite – la frase “ci siamo complicati la partita da soli” riassume bene il Sassuolo 2022/2023 – ma che non è in grado di porvi rimedio finché ne ha tempo e modo.

La trasferta di Firenze è dietro l’angolo: una partita importante più per il morale che per la classifica. Non basterà un risultato utile per mettersi tutto alle spalle, ma da qualche parte dovremo pur iniziare.

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foto: sassuolocalcio.it

Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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