lunedì , 22 Luglio 2024
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foto: sassuolocalcio.it

Sassuolo-Salernitana, Dionisi: “Non siamo in crisi, anche se i risultati non sono quelli che vogliamo”

Alessio Dionisi ha parlato in conferenza stampa prima di Sassuolo-Salernitana. Il mister ha fatto riferimento al momento difficile dei suoi: “Ovviamente che i nostri tifosi si facciano sentire o vedere ci fa solo piacere. Sono stati positivi, se scrivono uno striscione in cui vogliono la vittoria significa che vogliamo la stessa cosa. Forse non si vede in campo, manca da qualche partita, manca da un po’ e c’è una partita da giocare. Ovvio che è una partita difficile. Vorranno la vittoria anche loro. Veniamo da una gara nella quale abbiamo fatto male, non serve nascondersi. Abbiamo fatto il contrario di ciò che avremmo dovuto e quindi dobbiamo riscattarci assolutamente“.

Qualcosa manca: “Ad oggi col Bologna è stata la partita dove siamo stati più bravi in fase di non possesso. Dobbiamo pensare a noi, è un po’ che lo dico e non ci riusciamo in alcune partite. Non sarà una partita semplice, anche perché poi la Salernitana ha giocatori bravi. Sta cercando una quadra, ha cambiato spesso sistema di gioco e quindi nel prepararla potrebbe essere meno leggibile e possiamo aspettarci di tutto. Hanno interpreti importanti soprattutto davanti. Per noi, a parte Henrique e Obiang, dovrebbero esserci tutti. Dobbiamo cercare di più la porta. Il Torino non ti permette di calciare tanto ma avremmo potuto di più. Dovevamo attaccare di più gli spazi perché una squadra che vuole una cosa non deve andare solo sulle sue qualità, come il dribbling, ma anche sull’attacco degli spazi. Se diventiamo troppo pigri diventiamo prevedibili, se diventiamo più prevedibili, siamo meno pericolosi. Sono sempre alla ricerca della chiave perché questi alti e bassi li abbiamo sempre avuti e quest’anno dà sicuramente fastidio essere etichettati come “quelli che… ma anche quelli che”. Non siamo, non vogliamo essere questo, non voglio una squadra così. E lo dico parlando della dimensione collettiva. Se pensiamo alle individualità, non è il noi. Io devo lavorare per il noi. E il noi poi riconosce all’io. Se poi hai qualità, nel noi l’io si esalta. In certe partite c’è tanto noi, meno in altre. E non va bene”.

Poi parla del Sassuolo in grado di vincere con le grandi e di non fare risultati con le piccole: “A me non interessa far punti con le importanti e non farli altrove, paradossalmente è importante farli con i tuoi competitor perché te la giochi con loro. Non è semplice, altrimenti l’avremmo già risolta. Da solo non la risolvo. Ho bisogno dei ragazzi e di tutti. Dobbiamo rimboccarci le maniche, assumerci la responsabilità, metterci in discussione. Questa cosa è sotto gli occhi di tutti, anche i nostri. Se ne rendono conto anche i ragazzi. Un conto è rendersi conto, un altro è fare qualcosa“.

Un commento su Henrique: Questo è il terzo anno di Matheus, ed è diventato una certezza. È un giocatore importante, è cresciuto. Non vedo l’ora di tornare ad allenare lui e Pedro, ma dobbiamo pensare a chi c’è, non a chi poteva esserci e non c’è. Non averlo può pesare, ma abbiamo dimostrato di saper fare a meno anche di altri giocatori importanti“.

Poi parla di interpreti: Berardi? La squadra ha bisogno di lui e lui della squadra, perché altrimenti è difficile anche per lui. Se a incidere è solo uno si entra nella prevedibilità. Volpato è entrato perché lo ha meritato. I giovani che arrivano qui da squadre dove non giocano, non è che giocano subito. Hanno bisogno di capire, di tirate di orecchie, di capire come star dentro a un contesto tecnico, tattico e anche comportamentale per certi aspetti. Ogni gruppo ha regole diverse. Volpato è cresciuto in allenamento e ha trovato spazio in campionato. Per me non gioca chi non cresce in allenamento. Lui lo ha fatto e ha trovato spazio, non so se troverà spazio dall’inizio domani, è una possibilità”.

E di preoccupazione: “Non sono mai preoccupato. Se lo fossi dovrei alzare la mano e dire che è meglio non prendere decisione, perché la preoccupazione ti fa prendere decisioni affrettate e sbagliate. Non sono contento per niente, ma difficilmente lo sono. So riconoscere i momenti difficili e so starci dentro. Per crescere, devi sapere star dentro a tutti i momenti e combatterli tutti, non solo i negativi. Non siamo in un momento positivo ma non siamo in crisi. Ovvio che i risultati non sono all’altezza di ciò che volevamo, ma non sono preoccupato. E quella parola non deve essere nelle corde mie e della squadra“.

Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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