martedì , 10 Marzo 2026
sassuolo-roma 0-1 fadera
foto: sassuolocalcio.it

Sassuolo-Roma 0-1. Si gioca bene, ma serve accendere l’attacco prima che diventi crisi di risultati

Quella che si è vista in Sassuolo-Roma 0-1 è stata una partita che non ha sorpreso tanto per il risultato. Il Sassuolo non è una squadra che deve far punti contro la Roma, contro il Napoli o contro l’Inter, nonostante negli anni scorsi ci abbia abituato a questo genere di imprese. No. Il Sassuolo deve far punti contro le sue dirette concorrenti. E il problema non è che i punti siano mancati finora. Il problema è che il Sassuolo da tre giornate di fila sta faticando a fare gol.

Due le partite senza nemmeno una rete segnata, alla quale si aggiunge Verona, dove il gol realizzato da Pinamonti, per quanto sia stato su azione, è la conseguenza di un calcio di rigore sbagliato dal 99 stesso. Quindi, non si segna su azione da tre gare di fila.

Quindi il problema di questo Sassuolo qual è? Siamo di sicuro davanti ad una piccola crisi dell’attacco neroverde. Per anni siamo stati abituati a pensare al reparto offensivo del Sassuolo come ad un attacco stellare. E se andiamo a vedere i nomi, in realtà l’attacco di livello c’è anche quest’anno. Perché c’è Berardi e c’è Pinamonti, c’è Laurienté e c’è Volpato. C’è Cheddira e ci sono i vari Moro, Pierini, Skjellerup… Tutti nomi che fanno pensare a una squadra che segna tante reti.

Il Sassuolo invece ha segnato solo 8 gol nelle prime 8 partite di questo campionato. La media di un gol a partita, che non è nemmeno così male, se non si fosse subito altrettanto, anzi un gol in più. La Roma stessa, per dire, con solo 8 reti segnate in 8 partite è prima in classifica alla pari del Napoli.

sassuolo-roma 0-1 volpato
foto: sassuolocalcio.it

Sassuolo-Roma 0-1: cosa abbiamo visto contro i giallorossi, cosa serve secondo noi

Quello che abbiamo visto nella partita contro i giallorossi, però, è stato un Sassuolo sicuramente in gara sin dall’inizio, perfettamente in grado di giocarsela anche contro la Roma. Poi alla lunga i valori vengono fuori, ma la formazione di Grosso è mancata soprattutto nella fase di conclusione, perché le occasioni ci sono anche state, ma nessuno è stato in grado di concretizzarle. Si aggiunga che da qualche partita vediamo un Berardi con un po’ spento. Anzi, forse proprio contro la Roma si è leggermente risvegliato, se non fosse stato per quel brutto colpo alla testa sul quale il bollettino medico ci ha tranquillizzato.

Ma torniamo a noi. Vediamo un Pinamonti che è la punta d’attacco ma fa fatica a segnare. Abbiamo visto un Laurienté molto molto spento, tanto è vero che Grosso gli ha preferito (e anche con un certo successo) Fadera dal primo minuto e gli ha concesso una piccola passerella nel finale, senza infamia né lode. Ebbene, è proprio da uomini come Fadera – magari – che l’attacco neroverde può ripartire. Perché poi c’è anche Cheddira, che in quel poco che ha giocato male non ha fatto. Se aggiungiamo alla lista anche Volpato, che magari sarà ancora acerbo e per certi versi anche un po’ ingenuo ed egoista nel gioco, ma sicuramente è uno che scalcia per trovare spazio. E il talento non gli manca.

Ora non vogliamo dire di sostituire Berardi perché Berardi è insostituibile. Ma una rotazione più stabile delle frecce d’attacco già cominciata contro la Roma può essere la soluzione a questa crisi che è di gol, ma non di risultati. O, almeno, prima che questa crisi di gol si trasformi in una crisi di risultati.

Anche perché Muric rappresenta una sicurezza tra i pali e la difesa è piuttosto solida, al di là degli interpreti. Romagna, attendendo il bollettino medico, ha dimostrato di essere il difensore (e capitano) solito al quale eravamo abituati in Serie B. Mentre aspettiamo il ritorno di Muharemovic, anche Candè – nonostante uno svarione sull’azione che poi ha condotto al palo colpito da Pellegrini – ha dimostrato di saper fare il suo. Con Idzes, il quartetto di centrali, ai quali possiamo aggiungere anche Walukiewicz (che in fase difensiva è sempre piuttosto presente) sembra ben assortito.

La pecca è soprattutto lì, sulla fascia destra, che magari era l’ala dove ieri si poteva colpire un po’ in più, visto che dall’altra Doig ha sofferto un po’ troppo i duelli con i giallorossi. Walukiewicz, più che servire i compagni più avanzati, ha spesso ripiegato su di loro. E Coulibaly non sembra dare poi tante sicurezze e nelle poche uscite concessegli è sembrato più una scheggia impazzita in grado di spezzare una partita che un’alternativa credibile dal 1° minuto. Per la cronaca, però, proprio su quella fascia è appena rientrato Paz

Qualcuno (dopo le nostre pagelle) ha contestato addirittura Matic che, tra tutti, è quello che ha meno colpe. E che anzi rappresenta già il fulcro di un gioco del quale il Sassuolo di quest’anno non può fare a meno.

Un confronto statistico sulle partenze neroverdi

Torniamo ai numeri nudi e crudi, confrontando le prime otto giornate di campionato delle precedenti stagioni.

Era Di Francesco:
2013-14. 5 punti. 22 reti subite. 7 reti fatte.
2014-15. 4 punti. 14 reti subite. 7 reti fatte.
2015-16. 15 punti. 8 reti subite. 11 reti fatte.
2016-17. 12 punti*. 11 reti subite. 13 reti fatte.

Era Bucchi:
2017-18. 5 punti. 15 reti subite. 4 reti fatte.

Era De Zerbi:
2018-19. 13 punti. 14 reti subite. 15 reti fatte.
2019-20. 9 punti. 15 reti subite. 16 reti fatte.
2020-21. 18 punti. 9 reti subite. 20 reti fatte.

Era Dionisi:
2021-22. 8 punti. 11 reti subite. 9 reti fatte.
2022-23. 12 punti. 9 reti subite. 10 reti fatte.
2023-24. 10 punti. 14 reti subite. 12 reti fatte.

Era Grosso:
2024-25°. 15 punti. 8 reti subite. 14 reti fatte.
2025-26. 10 punti. 9 reti subite. 8 reti fatte.

* Si conta la sconfitta a tavolino per 3-0 (sul campo vinta per 2-1) contro il Pescara.
° In Serie B

Quella di quest’anno non è la migliore partenza di sempre ma nemmeno la peggiore. La terza stagione di De Zerbi resta insuperabile, ma le prime due di Di Francesco e soprattutto la stagione di Bucchi sono state ben peggiori. Paradossalmente, finora Grosso ha fatto lo stesso numero di punti della stagione della retrocessione, subendo però 5 reti in meno (ma segnandone anche 4 di meno).

È la dimostrazione che l’attacco 2025-26 è sotto lo standard neroverde per gol fatti. Storicamente il Sassuolo “sano” sta in doppia cifra dopo 8 giornate. Ne deriva che quella 2025-26 è una squadra che difende quasi come le versioni “mature” e organizzate, ma segna poco rispetto al record storico. Non è una squadra morta, è una squadra “compressa”: tiene il risultato basso. In poche parole, ma torniamo sempre lì: il Sassuolo prende poco ma segna anche poco, quindi capitalizza meno. Non travolge come quello dell’era De Zerbi, né si lascia andare ai traumi del passato. O, almeno, speriamo.

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foto: sassuolocalcio.it

Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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