martedì , 10 Marzo 2026
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foto: sassuolocalcio.it

Raspadori: “Devo tanto al Sassuolo, De Zerbi miglior allenatore mai avuto”

L’ex attaccante del Sassuolo, Giacomo Raspadori, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, in cui tocca molti temi. Da come tutto è iniziato fino ad arrivare a dove si trova ora, passando per la Nazionale, gli allenatori avuti e le sue fonti di ispirazione. 

I suoi inizi – “E’ iniziato come per tutti in strada, giocando a calcio nella piazza del mio paese d’origine, Castel Maggiore. Sono entrato poi a far di una società dilettantistica dal nome “Progresso Calcio”. Dopodiché a undici anni, dopo una telefonata ricevuta dai miei genitori,  mi sono trasferito a Sassuolo dove mi sono trovato benissimo fin da subito. Mi ricordo la prima volta che scendemmo in campo e il mister Papalato ci disse di scegliere tra i ruoli da lui elencati. Io scelsi il centrocampista, perché era quello che avevo sempre fatto, ma alla fine dell’allenamento mi disse che dovevo fare il centravanti“.

Sulla sua esperienza al Napoli – “Voglio essere visto come un leader silenzioso. Il mio obiettivo è quello di portare positività e trasmettere energia. A poco più di vent’anni sono stato insignito a Sassuolo della fascia di capitano, probabilmente perché sono uno a cui interessa fare squadre e non gioca solo per sé. Per me essere qui a Napoli è motivo di orgoglio. Sono stato cercato da altre squadre importanti come Milan, Inter e Juventus, ma alla fine ho scelto questa squadra. Sono un tipo ambizioso e sento che questo sia il posto giusto per la mia crescita. Dopo la mia esperienza al Sassuolo avevo bisogno di una nuova avventura che mi facesse uscire dalla mia comfort zone e che mi permettesse di lottare per lo scudetto e le coppe internazionali. All’inizio mi ci è voluto un po’ per adattarmi, ma l’energia che si respira e la passione per il calcio che questa città trasmette sono davvero difficili da trovare in altri posti”.

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Sull’allenatore più importante della sua vita – “Mi viene da dire De Zerbi. Ne ho avuto molti di eccellenti, ma se ne devo pensare proprio uno mi sento di fare il suo nome. E’ lui che mi ha fatto esordire in Serie A, dimostrandomi una fiducia totale. Ad un certo punto si era presentata l’opzione di una concessione con un club di Serie B, ma il mister per primo si oppose: mi aveva sempre messo al centro dei suoi progetti. Con lui ho avuto consapevolezza delle mie possibilità e senza di lui non so se ora sarei qui“.

Sulla Nazionale – “Gli Europei hanno rappresentato la presa di coscienza delle mie qualità. Alla mia prima convocazione mi sono subito ritrovato a far parte di un gruppo meraviglioso e abbiamo anche vinto. E vivendo quell’esperienza mi sono reso conto che senza la fatica e il duro lavoro non si va da nessuna parte“.

Sugli aspetti negativi del mondo del calcio – “In questo mondo tutto avviene freneticamente. Se fai bene vieni travolto improvvisamente dall’onda del successo. L’importante è avere al proprio fianco persone che ti aiutino a rimanere con i piedi per terra, perché è un attimo perdere di vista i propri obiettivi. Oltre alla fama da cui vieni travolto, arriva anche l’ingente quantità di denaro, la cui gestione mette sempre molti ragazzi in difficoltà“.

Sui calciatori a cui si ispira – “Aguero sicuramente per le caratteristiche fisiche e per il modo di stare in campo. Poi cito anche Di Natale, Rooney e Tevez“.

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Riguardo Margherita Ascé

Studentessa di comunicazione e grande appassionata di calcio e di scrittura. Ha trovato in Canale Sassuolo la giusta redazione per poter muovere i primi passi nel mondo del giornalismo sportivo.

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