articolo di Giovanni Pio Marenna
“Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”, cantava Lucio Dalla. Lo sono ancora, normali, le due corazzate Napoli e Milan. Fermate entrambe sul pari, ferme a pari merito, testa a testa da 4 giornate. Per i ritmi mangia-punti vertiginosi a cui ci stavano abituando, la parola-chiave del lungo week-end calcistico è stato proprio il participio “fermate”.
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Frenano in modo e contro squadre diverse, la difesa più forte del campionato e il secondo attacco più prolifico. Il Napoli ha incontrato la compattezza e l’aggressività di un Verona, come sempre, determinato e ordinato che non ha regalato niente, un cliente difficile e spinoso per chiunque, come dimostravano le ultime vittorie non proprio contro squadre “laqualunque”, ma contro Juventus e Lazio per esempio (al di là del ciclone della crisi che le aveva imbrigliate in quel momento). Un cliente scontroso e spigoloso, pronto a colpire a partire da coperture asfissianti e destabilizzanti, con quel pizzico di creatività in fase di possesso, quanto meno te lo aspetti. Chiaramente sono gare che, nel tuo stadio, devi portare a casa, ma il Napoli, anche se apparso più appannato di altre volte, ha comunque dimostrato ancora una volta di esserci. Non semplice questa volta con un Verona, in questo momento, attento e duro a morire.
Di tutt’altra specie il tipo di pareggio del Milan. Nel derby di San Siro, contro i nerazzurri, è stata lotta aperta senza esclusione di colpi. Un pari che ci sta tutto. L’Inter ha esercitato una miglior freschezza di gioco nei palleggi e nelle geometrie, ma il Milan è uscito alla distanza, disputando agguerrito gli ultimi 10 minuti. I ritmi sono stati alti, a tratti altissimi e spettacolari. Due rigori, dei quali uno trasformato da Calhanoglu e il secondo parato su Lautaro, il pareggio rossonero, due finali di tempo opposti e forsennati, che però non cambiano più l’esito della gara. Alla ripresa del campionato, dopo la sosta della nazionale, saranno subito due big-match da brividi con il Milan a Firenze e il Napoli a Milano proprio contro l’Inter. L’impresa eccezionale di chi sarà?
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