martedì , 10 Marzo 2026
Serie A
Foto: acmilan.com

NON E’ DOMENICA – Ultimi 90 minuti, indizi sparsi sul tavolo? Importanti, ma non teniamone conto per capire come finirà questa stagione…

Articolo di Giovanni Pio Marenna

Scudetto, Europa League e ultimo posto in palio per rimanere in A si giocano negli ultimi 90 minuti di gioco. Degno finale ad un campionato dove c’è stato di tutto: cambi in testa e sciacqui di testa, cambi in coda e testacoda in un girandola di emozioni che ha coinvolto anche coloro che, in questo momento, lottano per 2 posti per l’Europa: Fiorentina, Roma e Atalanta. Insieme alla Lazio di Sarri già qualificata, tutte e 4 pazze pazzissime da sprecare un potenziale mostrato tanto da non riuscire a subissare le altre oppure, seconda spiegazione, fondamentalmente si sono equivalse fino alla fine nella buona (le belle prestazioni che ci facevano gioire per l’artisticità) come nella cattiva sorte (una discontinuità paurosa, a volte perfino imbarazzante negli assetti difensivi).

Patrimoni sprecati o non sufficientemente fatti fruttare. E’ emersa, delle 4, quella, incredibilmente, più brutta esteticamente, la brutta copia dei modelli di Sarri. Rispetto al cuore e ai tornadi della Roma (che avrà il prossimo 25 maggio anche la finale di Conference contro l’olandese Feyenoord, e che, in caso di vittoria, chiuderebbe la qualificazione del settimo posto alla Conference), all’estro della Fiorentina e all’essenzialità (anche sfortunata, va detto, quest’anno) dell’Atalanta. Forse per Gasperini, dopo questa, è finito un ciclo? Di sicuro s’è un po’ esaurito il tocco magico e la spaventosità che metteva, perfino ai colossi, la Dea tra talento ed esplosività, tra velocità e solidità. Roma a Torino, dunque, Fiorentina contro la Juventus in una classica finale che non si accontenterà di far passare il tempo e Atalanta contro l’Empoli di Andreazzoli. Sulla carta la più abbordabile per fare 3 punti. Ma ci siamo abituati alle mille sorprese di questa stagione.

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Così come non va dato per scontato nulla per le due lotte principali ancora in corso. Con 2 punti in più di vantaggio, è ancora il Milan il croupier del proprio destino al tavolo verde. Ma il Sassuolo non starà certo lì a guardare, mentre il compito in assoluto più facile di tutti sarà dei nerazzurri a San Siro contro la già salvata Sampdoria. Occhio Milan, che non è finita! Il coast to coast di Theo Hernandez da una parte, la caparbietà nella velocità d’esecuzione di Lautaro dall’altra, uomini simbolo diventati anche leader e punti di riferimento assoluto. Stanno fisicamente e mentalmente bene tutte e due, le milanesi, in questo momento. Sarà palpitazione per i tifosi. Cuore e batticuore nerazzurro e rossonero.

A rischio infarto anche nelle arene dove saranno impegnate la Salernitana (contro l’Udinese) e il Cagliari impegnato a Venezia, già retrocesso. Con il Genoa, sbattuto fuori dalla A da un inflessibile Napoli nel giorno dell’addio del capitano scugnizzo Insigne, i sardi dovranno vincere e sperare in una sconfitta o un pareggio dei ragazzi di Davide Nicola. In caso di arrivo a pari punti sarebbe la Salernitana ad andare in Serie B, in quanto i due incontri di campionato sono terminati in parità e con identico risultato (1-1) e, in questo caso, si guarderebbe la differenza reti generale che premia il Cagliari (-34 contro -41). Sarebbe una beffa per i granata dopo un recupero di forze e di punti da media scudetto nelle ultime 7 partite (15 punti in 4 vittorie e 3 pareggi: non perde dal 10 aprile). Ma anche il Cagliari, in quanto a stagione sofferta in campo e tra i gradi societari, non ha scherzato per niente. Con la differenza che i punti da parte li aveva conservati mesi fa, mentre adesso non vince da ben 4 turni. Un piccolo indizio di come andrà a finire? Non caschiamoci, i trabocchetti sono dietro l’angolo.

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Riguardo Martino Cozzi

Appassionato di calcio sin da piccolo. Ha trovato in Canale Sassuolo la redazione su misura per lui nella quale poter coltivare il suo sogno: vivere raccontando il gioco più bello del mondo!

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