Perdere contro il Napoli al Diego Armando Maradona è un dettaglio da mettere sempre in conto, qualcosa che calcisticamente ci sta come la mozzarella sulla pizza, già che siamo nel capoluogo campano. Non ci sta però perdere 6-1, in quella che rimarrà nella storia come una delle peggiori sconfitte mai subite dal Sassuolo.
Figuracce così il Sassuolo le ha fatte contro l’Inter, la Juve, la Lazio, l’Atalanta… tanti gol subiti contro squadre che giocano (o giocavano) molto bene. Molto molto bene. Eppure questo Sassuolo è lo stesso che all’andata ha bloccato i partenopei sul 2-2 grazie ad una strepitosa rimonta.
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Nel calcio le cose cambiano, lo sappiamo. E talvolta cambiano anche in male. Perché se la sconfitta di una settimana fa contro la Juventus era stata per lo meno accompagnata da una buona prestazione, stavolta la delusione non può che essere totale.
Andare sotto di quattro gol dopo 21 minuti non è accettabile. Significa che c’è qualcosa che non va. Il problema è individuarla. Può essere la motivazione? La giovane età di molti ragazzi? Il pressing del calciomercato in arrivo? La preparazione della partita da parte del mister? La formazione sbagliata?
Non lo sappiamo. E a Napoli non avevamo nemmeno l’alibi dell’assenza di Berardi. E dopo la Juve e dopo i partenopei c’è l’Udinese. Una partita che va sempre, storicamente storta. Vediamo di provare a raddrizzarla a dovere.
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