martedì , 10 Marzo 2026
luca mazzitelli sassuolo
foto: sassuolocalcio.it

Mazzitelli: “Tornato a Sassuolo da Revenant come Di Caprio, il mio esempio è Magnanelli”

Luca Mazzitelli è tornato a vestire la maglia neroverde nel mercato di gennaio, dopo aver vissuto a Sassuolo due stagioni dal 2016 al 2018 e poi uno spezzone di stagione 2019-20.

Il centrocampista romano si è ripresentato così ai tifosi: “Mi viene in mente sicuramente l’episodio che c’è stato quando sono venuto qua per la prima volta. Io ero del Brescia, in prestito dalla Roma, e poi mentre stavo guardando un film di Di Caprio, l’ultimo giorno di mercato di una sessione invernale, mi hanno chiamato durante il film e mi hanno detto che c’era l’opportunità di venire a Sassuolo per la prima volta, quindi diciamo The Revenant, e quindi diciamo che c’è sempre questo ricordo con quest’attore che poi tra l’altro mi piace tantissimo, quindi è una cosa simpatica che ormai mi porta dietro. Sono uscito dal cinema e sono andato a correre in sede perché erano le ultime ore di mercato e sono andato a firmare, e c’era il rischio che non facevo in tempo e poi alla fine per fortuna ce l’ho fatta e abbiamo chiuso il trasferimento e sono venuto qua per la prima volta“.

Con il neroverde è arrivato anche l’esordio europeo: “Lucerna, me la ricordo con piacere perché è stata la mia prima presenza, mi sembra, ufficiale con il Sassuolo e anche europea perché sono arrivato qua con la squadra che era qualificata ai preliminari di Europa League e mi ricordo che ho fatto gli ultimi minuti di quella partita ed è stata una grandissima emozione. Ho avuto la fortuna di arrivare in una squadra che ha fatto una grande stagione precedente e con il mister Di Francesco abbiamo fatto i gironi e ho avuto anche il piacere di giocare delle belle partite in grandi stadi come contro il Genk, mi ricordo, oppure contro il Rapid Vienna, pure abbiamo fatto una bella partita“.

Nel cuore dei tifosi c’è sicuramente il suo unico gol in neroverde, realizzato contro il Napoli nel 2017: “Forse è uno dei più bei ricordi della mia carriera perché c’è stato il mio primo gol in Serie A qui al Mapei Stadium e ho fatto il 2-1, mi sembra, su una palla dietro di Ragusa e quindi il primo gol in Serie A e non me lo scorderò mai“.

Rispetto all’epoca neroverde, negli anni successivi ha firmato molte più reti: “Col gol, diciamo che negli ultimi anni ho avuto una certa confidenza e spero di continuare così. Quest’anno forse ho segnato il gol più bello della mia carriera in un gesto tecnico che non è proprio il mio, diciamo e quindi speriamo di farne un altro bello da qui alla fine“.

L’anno scorso ha vestito la fascia di capitano del Frosinone: “Per me l’anno scorso è stata la prima volta che l’ho fatto, è stata una bella responsabilità, un orgoglio perché è un bel ruolo e ho cercato di essere me stesso e di far quello che ho sempre fatto cercando magari di mettere in pratica qualche consiglio o qualche cosa che avevo visto da fare ai capitani con cui ero stato precedentemente. Mi viene in mente, visto che siamo qua, Magnanelli. Ho avuto la fortuna di giocare con lui due anni, due anni e mezzo e per me lui è stato proprio l’esempio perfetto di Capitano e quindi mi sono sempre un po’ ispirato a lui. Secondo me la cosa più importante del Capitano è quella di dare l’esempio con i fatti in campo e di stare vicino ai compagni soprattutto a quelli che magari stanno giocando un po’ di meno, che sono quelli che hanno meno soddisfazioni sull’immediato che però sono ugualmente importanti per un gruppo“.

A Sassuolo ritrova l’allenatore, con cui aveva già avuto modo di avere a che fare: “Con mister Grosso, sì, ho già avuto la fortuna di lavorare con lui a Frosinone, è stata un’annata splendida che mi ricorderò per sempre. Ed è stata una fortuna ritrovarlo qua, devo dire che l’ho trovato con la stessa voglia, fame, forse ancora di più, di migliorarsi. E lui ha questa qualità appunto che dicevo prima, come deve essere quella del Capitano, di far sentire tutti importanti, di migliorare tutti di voler sempre spingere tutti i giorni. Ed è molto bravo con i giovani secondo me, perché li sa coccolare, ci è già passato lui prima degli altri e quindi gli fa andare sulla dritta strada, punzecchiarli quando serve invece di dirgli bravo quando fanno le cose fatte bene“.

A 29 anni, Luca può essere considerato un veterano del calcio italiano: “sono arrivati presto, nel calcio te li fanno già quasi pesare, sembri già esperto. Io mi sento ancora giovane però sono diventato un calciatore sicuramente con molte più esperienze rispetto a quando sono arrivato qua le prime volte, perché comunque le esperienze sia belle che brutte ti fanno crescere. Adesso sento che sono nel pieno della maturità sia fisica che mentale. Fisicamente, ho avuto qualche problemino quest’anno che sto superando e sono sicuro che la parte migliore della mia carriera deve venire“.

La sua è già una carriera di tutto rispetto tra gli inizi a Roma, poi Brescia, Sassuolo, Genoa, Entella, Pisa, Monza, Frosinone e Como: “Sono orgoglioso del mio percorso e del fatto che non ho rimpianti di come ho affrontato le mie sfide, perché ci ho sempre messo tutto me stesso anche fuori dal campo. Quindi sono contento di come ho affrontato questa avventura fino adesso”.

Com’è il Mondo Sassuolo? “È un mondo in cui funzionano tante cose, in cui è bello lavorare, in cui si lavora bene poi da quando hanno fatto il centro sportivo si vede veramente il salto di qualità di questa società. Sicuramente il passo falso dell’anno scorso è stato un episodio sporadico penso perché questa società ha tutte le carte per stare in Serie A e quindi sono contento di averla ritrovata in prima classifica perché, per l’organizzazione e per quello che hanno costruito in questi anni, si merita il palcoscenici migliori. La differenza marcata tra Sassuolo e altre società penso sta soprattutto nelle persone che ci lavorano, che stanno qua da tanto. Io sono andato via cinque anni fa e ho ritrovato praticamente quasi le stesse persone in tutti i settori, quindi questo fa capire che c’è un percorso che parte da lontano e che dà fiducia alle persone e si cresce tutti insieme“.

Chi è Berardi per Luca: “Berardi per me è stato un compagno incredibile dal punto di vista calcistico ed è anche un bravissimo ragazzo che sono contento di aver ritrovato qui e di averlo visto che si sta riprendendo dal bruttissimo infortunio che ha avuto. Per me lui è stato ed è uno degli attaccanti esterni più forti che ci sono stati in Italia. Ha fatto questa scelta di restare qui ma poteva benissimo giocare nelle grandi squadre in Italia e in Europa, perché un talento come lui non ce ne sono molti. E poi mi piace molto l’atteggiamento che ha anche in campo in queste partite perché è molto positivo nei confronti dei compagni più giovani, quindi sta facendo un po’ più da chioccia in queste settimane che l’ho visto rispetto magari a quando c’ero io che era il talento che stava crescendo e veniva un po’ più coccolato“.

La squadra è forte: “Il gruppo di quest’anno mi sembra un gruppo molto amalgamato sia tra ragazzi giovani e più grandi, sono molto giovani ma negli ultimi anni sono stato abituato a gruppi così giovani. Sono tutti ragazzi che si vogliono migliorare hanno la fortuna di lavorare con uno staff sia tecnico che fisico che li aiuta a crescere. E poi l’attenzione e i dettagli che ho visto in questo staff è molto raro rispetto anche ad altre società. Quindi loro sono fortunati, devono seguirli, e ovviamente è un bellissimo gruppo perché si vedono anche dai risultati“.

C’è anche molta concorrenza però: “La competizione interna penso ci sia, ce ne sia tanta perché è un gruppo numeroso ma hanno dimostrato in questa prima parte di stagione che ognuno può ritagliarsi il suo spazio, che ognuno quando è stato chiamato in causa ha fatto bene. Basta pensare anche a Pierini che ha fatto tantissimi gol anche subentrando, quindi fa bene. Ma è giusto che sia così perché le squadre che vincono sono quelle che hanno competizione interna“.

Mancano 12 giornate alla fine: “Sono quelle che ci devono portare a raggiungere l’obiettivo ma prese una dopo l’altra perché ancora c’è da mettere qualche mattoncino importante e quindi dobbiamo pensare una dopo l’altra senza farci prendere dalla fretta

Se un amico gli chiedesse perché è tornato a Sassuolo? “Perché sono tornato in una società che so come lavora e che ha grandi obiettivi e il mio obiettivo era quello di rimettermi in gioco dopo questi mesi che ho giocato poco, quindi dare una mano alla causa e poi vedremo il futuro come sarà. Adesso sono concentrato per dare una mano a questo finale di stagione“.

Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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