Intervistato da Il Mattino, il giocatore del Sassuolo Luca D’Andrea, classe 2004, si è aperto raccontando della sua infanzia a Napoli, di come è stato andare via di casa per inseguire i suoi sogni, fino ad arrivare all’esperienza in neroverde.
Leggi anche > Calciomercato Sassuolo: ufficiale il passaggio di Samele al Taranto
Sulla sua infanzia a Napoli – “Sono nato a cresciuto a Napoli, per la precisione nel quartiere di Ponticelli, che ancora oggi porto nel mio cuore. Vivere in quell’ambiente mi ha fatto crescere in fretta, mi ha permesso di capire tante cose nei rapporti con le persone, si diventa uomini prima degli altri. La maggior parte dei ragazzi che partono da Napoli hanno più fame di riscatto, perché molto spesso veniamo dal nulla. Abbiamo una grande cattiveria calcistica e questa è la nostra marcia in più“.
Sulla famiglia – “La famiglia è il mio punto di riferimento. Me ne sono andato via di casa presto per fare esperienze nuove e conoscere nuove persone, ma la famiglia rimane comunque molto importante. Quando riescono vengono a seguire le mie partite a Sassuolo e ora sono a Malta per seguire l’Europeo“.
Sull’Europeo – “Il mio obiettivo ora come ora è quello di vincere l’Europeo. Ce la possiamo fare, la squadra è il nostro punto di forza, siamo come una famiglia. Anche nei momenti liberi, non perdiamo occasione di passare del tempo insieme. La Spagna è sicuramente un avversario molto forte, ma noi abbiamo una marcia in più“.
Sul suo esordio in Serie A – “Il mio esordio è avvenuto a sorpresa il 17 settembre 2022. E’ stata un’emozione indescrivibile e ancora oggi, alla sera prima di andare a dormire, mi riguardo i video di quella partita. Sono stato colto totalmente alla sprovvista da Dionisi, il quale mi aveva detto che sarei entrato a giocare solo pochi minuti prima che iniziasse la partita. In un primo momento mi è venuto da piangere, anche perché quella era una partita delicata, contando che dovevamo scontrarci con il Torino. Alla fine però devo dire che è andata bene“.
Sui compagni di squadra del Sassuolo – “I miei compagni di squadra sono una fonte di ispirazione per me. Anche quando non sono in campo, non perdo l’occasione di studiarmi le movenze degli altri giocatori. Berardi e Frattesi sono stati i miei modelli, anche in allenamento mi hanno aiutato tanto. Fino all’anno scorso ho condiviso lo spogliatoio con Raspadori e devo proprio dire che è un ragazzo d’oro. Ogni giorno arrivava sempre mezz’ora prima dell’allenamento per fare un po’ di palestra. Mi è spiaciuto molto quando se ne è andato via. Gli ho subito scritto quando ho saputo del suo trasferimento al Napoli, così come mi sono congratulato con lui per la vittoria dello scudetto. Questo deve essermi da esempio, devo continuare a spingere e a lavorare sodo per ritagliarmi più spazio in Serie A”.
Canale Sassuolo Notizie Sassuolo Calcio