Sembrava tutto risolto: tre prestazioni di livello con Crotone, Bologna e Napoli e poi di nuovo il blackout.
Prima della gara con l’Udinese avevamo rivisto il Sassuolo di inizio campionato, tre partite a ritmi alti, i gol erano tornati (sei nei tre match). I nostri architetti (a partire da Berardi, Djuricic, Locatelli e Caputo) avevano ripreso a disegnare geometrie perfette, poi di nuovo il buio con l’Udinese, allo stadio Friuli è scesa in campo una squadra priva di idee, incapace di pungere.

Purtroppo, manca la continuità (come visto anche in passato), la squadra è incostante, altalenante, alterna prestazioni esaltanti ad altre disastrose.
Con Crotone, Bologna e Napoli si era rivisto il Sassuolo del bel gioco. Certamente una prestazione negativa dopo tre positive non può essere un dramma, lo stesso De Zerbi, che forse con l’Udinese ha sbagliato la formazione, fatica a comprendere questi stravolgimenti (collegati al gioco) da una domenica all’altra.
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La strada verso l’Europa ora è in salita, aumenta la distanza dal gruppo delle big, anche il Verona (che incontreremo sabato) ci ha scavalcato in classifica, ma il campionato è ancora lungo, mancano 13 partite (per 39 punti potenziali ancora in palio).
Ci affidiamo quindi ai nostri architetti, serve la loro creatività: l’obiettivo è chiaro, la società ha dettato la strada e provarci è un dovere.
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