mercoledì , 24 Luglio 2024
sassuolo editoriale
Sassuolo-Athletic Bilbao (foto: repubblica.it)

Grazie Sassuolo, abbiamo toccato il cielo con un dito

L’indomani fa ancora più male. C’è una parte di noi che non ha ancora somatizzato la retrocessione del Sassuolo in Serie B, nonostante le avvisaglie si susseguano da mesi (anni?). No, non stiamo ancora aprendo l’album dei ricordi: non ci vogliamo così male. Vogliamo però mettere da parte i rancori degli ultimi mesi e onorare come si deve questi undici anni vissuti a mille all’ora. C’è stato di tutto in questa avventura in Serie A: serate indimenticabili ma anche altre da mani nei capelli, gli stadi più imponenti dello Stivale visitati e conquistati, uno dietro l’altro. Anche un viaggio europeo: così, per la cronaca.

Grazie Sassuolo, per tutte le emozioni che ci hai regalato. Chi vi scrive non è di Sassuolo, ma lo tifa da quando aveva 9 anni: una fede genuina e travolgente, come solo quelle che nascono da bambino possono essere. Tutto il liceo e l’università con il Sassuolo in Serie A: una delle poche costanti della mia vita, a pensarci bene, è una squadra di calcio (tra le meno costanti, va detto). Il Sassuolo ha rappresentato l’ascesa della piccola squadra che si beffa dei pronostici e dei palmares: è stata una delle squadre più osannate ed incensate, uno dei soggetti preferiti delle pagine nostalgiche che tappezzano i social. Fa strano pensarlo, se uno vedesse soltanto il tenore attuale dei commenti: siamo stati soppiantati da altre realtà, buttati nel dimenticatoio come Woody quando è arrivato Buzz Lightyear.

sassuolo
Lo striscione esposto dai tifosi del Sassuolo per Sassuolo-Genk 0-2, ultima partita in Europa League dei neroverdi (foto: sassuolocalcio.it)

Grazie Sassuolo, e grazie soprattutto all’arrivo della famiglia Squinzi nel Distretto ceramico, con il Patron Giorgio in testa: è stata una benedizione che ben poche altre piazze di questa grandezza hanno avuto il privilegio di avere. Avere soldi spesso non è sinonimo di risultati: serve una visione, un’ambizione, ma anche una passione, se vogliamo. A Sassuolo abbiamo visto campioni, sia con la maglia neroverde che con quella avversaria; a Sassuolo abbiamo visto spesso un calcio spumeggiante, che all’estetica ha spesso accompagnato i risultati. A Sassuolo abbiamo creduto che tutto fosse possibile, e in un certo senso è proprio così.

Non sappiamo se tutto questo tornerà. Sappiamo però che intanto è successo, e che è stata una parentesi lunga e indimenticabile. Teniamocela stretta, comunque vada.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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