È una notizia tosta da incassare, ancor più da riportare: Francesco Magnanelli lascia il calcio giocato. Lo fa con la maglia del Sassuolo, il suo Sassuolo, la squadra che lo ha accolto nel lontano 2005. Un grande uomo, prima ancora che un calciatore (e che calciatore!), saluta la Serie A nella sera in cui il Mapei Stadium potrebbe ospitare una festa scudetto. Da una parte è un peccato, visto che il saluto al Magna rischia di passare in secondo piano. Dall’altra è un’occasione per essere omaggiato non solo dai propri tifosi, ma anche da quelli di una squadra storica come il Milan, da dove è passato un altro campione e bandiera come Paolo Maldini.
C’eravamo abituati alla sua presenza, l’avevamo data per scontata. Essere Magnanelli significa rappresentare ed onorare una squadra e una città intera; significa uscire dalle partite con la maglia inesorabilmente impregnata di sudore; significa anche e soprattutto metterci la faccia, e lui ce l’ha messa SEMPRE, sia con la stampa che privatamente con i tifosi. Ce l’ha messa anche quando il passare degli anni lo ha relegato ai margini della rosa, affievolendo la sua responsabilità personale in campo, a livello tecnico. Non che importi molto, ad uno come il Capitano, abituato a dare la precedenza alla squadra rispetto al singolo giocatore: a fare da muro agli attacchi verso i più giovani.

La quasi totalità dei compagni ha voluto spendere due parole pubbliche per il Magna, che non ha alcun profilo personale sui social. Come biasimarlo: coi tempi che passano, saremmo stati capaci di screditare senza motivo anche una persona come lui. E in fondo, quando si dice “mai una parola fuori posto”, il motivo risiede anche un po’ qui: quando parla il Magna si ascolta, si sa già che non lo fa per dare aria alla bocca.
Dopo il 18 maggio, data di nascita del Patron Squinzi e della prima promozione in Serie A, passerà alla storia con una nota un po’ più malinconica anche il 19 maggio, compleanno di Canale Sassuolo e da oggi anche annuncio di addio al calcio giocato di Magnanelli, primatista di presenze con il club neroverde. A noi però piace pensare che dopo un tramonto viene sempre l’alba: il 19 maggio sarà l’inizio di una nuova esperienza per il Puma. Il patentino da allenatore ce l’hai, l’amore della tua gente anche: non ti manca nulla. Magna, non fare scherzi e resta in zona!
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