martedì , 10 Marzo 2026
francesco magnanelli
foto: foxsports.it

Caro Francesco, Canale Sassuolo ti scrive…

Francesco Magnanelli lascia il Sassuolo e il calcio giocato. La notizia è arrivata giovedì come un fulmine a ciel sereno, ma abbiamo cominciato a capirci qualcosa soltanto sabato con la conferenza stampa dal Mapei Football Center. Ieri l’ultima apparizione in maglia neroverde contro il Milan: da oggi in poi, una nuova esperienza da allenatore, probabilmente sempre a Sassuolo. La redazione di Canale Sassuolo ha riordinato un po’ le idee ed ognuno, a modo suo, ha omaggiato il Capitano con un ricordo personale. Grazie ancora Puma.

Giuseppe Guarino
Perché la maglia di Magnanelli e non quella di Berardi?” è una domanda che mi hanno fatto in tanti quando hanno visto la maglia del centenario numero 4, autografata dal capitano ed esposta orgogliosamente nel mio angolo studio. La risposta è che nessun calciatore mi ha fatto amare la maglia neroverde quanto Magnanelli. Un giocatore poco conosciuto da chi segue solo le grandi o la Nazionale, ma che ha dato più di ogni altro alla causa del Sassuolo. Un guerriero, una bandiera, un punto di riferimento. Una persona vera prima che un atleta, che non ha parlato mai una volta a sproposito. Un uomo squadra che ha messo sempre la squadra davanti a sé, anche quando l’età gli ha tolto i minuti e in molti casi la fascia, ceduta ai vari Berardi, Ferrari, Consigli ma sempre stata solo e soltanto sua. Non sapere più che Magnanelli sia lì fa male. E il paragone con le grandi bandiere del calcio italiane regge tutto, a partire proprio dai sempiterni rossoneri Franco Baresi e Paolo Maldini, passando per Javier Zanetti, Francesco Totti e Alex Del Piero. E no, ancora non mi immagino un Sassuolo senza Magnanelli.

Caro Francesco
La maglia del Centenario di Francesco Magnanelli del nostro Giuseppe Guarino

Gabriele Boscagli
Cosa succedeva nel 2005? L’Italia non aveva ancora vinto il Mondiale, e io non avevo ancora iniziato le scuole elementari. Adesso è il 2022, io mi sono laureato e l’Italia ha aggiunto al proprio palmares anche un Europeo. Di tempo in maglia neroverde, Puma, direi che ne hai passato giusto un pochino, da quel 2005 che ti ha visto arrivare a Sassuolo.
Il mio primo approccio con te è stato a 14 anni: tifavo Sassuolo già da diverso tempo, nonostante sia nato in un’altra città di un’altra regione. Eravamo al ritiro estivo a Malles Venosta, anno 2014, poche settimane dopo la prima storica salvezza in casa contro il Genoa. Non ce n’erano tanti, di tifosi, e sono stato sempre piuttosto timido ed emozionato in queste situazioni: eppure, se volevo un autografo o una foto, dovevo farmi avanti. Mi ricordo che, dopo un allenamento pomeridiano, tu rimanesti da solo ad aspettare che tornasse il pulmino diretto verso l’hotel: era piccolo e non poteva portare tutti insieme, e tu eri il primo degli “esclusi”, in attesa che ti raggiungesse qualche compagno dagli spogliatoi. Sono stato qualche minuto a rimuginare, poi mi sono avvicinato e ti ho chiesto un autografo: mi hai fatto subito sentire a mio agio, quasi in colpa se ripenso agli attimi di esitazione avuti in precedenza. Negli anni ho imparato ad apprezzarti sempre più anche sul campo: darti la palla era come metterla in cassaforte. E sì, anche la mia maglia del Centenario ha il numero 4 stampato dietro.

Massimiliano Todeschi
Se qualcuno mi chiedesse chi mi ha indotto ad appassionarmi nuovamente a una palla che rotola, Francesco Magnanelli sarebbe tra i primi della lista.
Una vita da mediano in tutti i sensi per un capitano che è stato tale dentro e fuori dal campo, anche negli ultimi tempi in cui è sceso raramente sul rettangolo verde. Impossibile pensare ad un Sassuolo senza il Puma: chi come noi di Canale Sassuolo ha avuto la fortuna di scambiare con il Magna qualche chiacchiera anche extra-intervista post-partita non potrà che concordare.
Si usa ritirare i numeri di maglia delle bandiere al momento della loro uscita di scena…ebbene, andrò controcorrente ma nel ringraziare e abbracciare Francesco continuo a sperare che ogni bambino che avvia la propria esperienza nelle giovanili neroverdi possa sperare, un giorno, di vestire proprio quella numero 4. A proposito, quella maglia la indosso spesso, come i miei colleghi…
Ad maiora, capitano!

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Andrea Manderioli
Era il 7 luglio del lontano 2005 quando iniziarono a trapelare voci riguardo l’interessamento da parte di Nereo Bonato, al suo secondo anno nel ruolo di diesse, nei confronti di un giovane centrocampista umbro che giocava nella Sangiovannese. Il Sassuolo aveva appena affidato la panchina a Remondina ed era alla ricerca di rinforzi in mediana. Il 18 luglio il club di Piazza Risorgimento piazzò ben due colpi: il primo era un nome a tempi altisonante, ovvero l’ex Monza Luca Baldo (scuola Inter), il secondo un giovane ai più sconosciuto che rappresentava a tutti gli effetti una scommessa. Il suo nome è Francesco Magnanelli, ed è proprio colui di cui si parlava da tempo. Zero presenze tra Serie A e B con Chievo e Fiorentina tra il 2002 e il 2004 e solamente 7 presenze in C1 con la Sangiovannese nella stagione 2004/05, questo il suo biglietto da visita. Ma di lui si parlava già un gran bene. Il 30 luglio la prima apparizione: gara amichevole contro il Modena (persa 2-0) nella quale Magnanelli subentra a Baldo al 55′ e mette in mostra fin da subito buone qualità. La prima apparizione in gara ufficiale fu il 17 agosto 2005 in Coppa Italia contro il Bellaria. Poi l’esordio da titolare nella seconda gara contro il Portogruaro. Il 28 agosto l’esordio in C2 contro il Prato. Ma questo è solamente il primissimo atto di una storia incredibile. Una storia che rimarrà per sempre scolpita negli annali, nei nostri cuori, e nella memoria di chi ama il calcio e le sue bandiere. Una storia che supera le 500 pagine, di 17 capitoli chiamati stagioni, di 4 volumi chiamati categorie, e con una copertina dorata chiamata Europa League. Grazie infinite FM4!

Giovanni Pio Marenna
Bandiera e icona, una certificazione devota ai colori neroverdi. Questo è stato Magnanelli in 520 partite giocate dal 2005 ad oggi, tra la Serie C2 e l’Europa League. La favola del Sassuolo è passata da lui, dai suoi piedi, dai suoi ricordi, dalle sue geometrie, dai suoi breaking points a spezzare fiato e gioco agli avversari. Dal 2013 nella massima serie, nella quale esordì con Di Francesco, è stato poi un crescendo. Di passione, di dedizione, di impegno, di emozioni. Lo è stato anche di commozioni domenica al Mapei Stadium in un contesto per l’assegnazione dello scudetto che, già di per sé, è stato palpitante. E potrebbe addirittura diventare leggendario.

Federico Anarratone 
Ciao Puma, grande capitano dal cuore neroverde. Approfitto di questa occasione per ringraziarti per tutto, per questi anni e per la tua meravigliosa carriera. Voglio regalarti un ricordo, un momento felice. Sassuolo-Cagliari 6-2, 37^ giornata della Serie A 2016/17. Su schema da calcio d’angolo trovasti un gol meraviglioso da fuori area. Una rete bellissima, non solo per la qualità della marcatura, ma per il momento nella quale è arrivata: subisti un brutto infortunio, una rottura del crociato che ti ha tenuto fuori per cinque mesi. Sei tornato titolare dal primo minuto ed hai trovato un gol stellare. Spero che questo ricordo possa strapparti un sorriso. Grazie Magna, grazie Capitano. Buona fortuna per il tuo futuro.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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