mercoledì , 23 settembre 2020
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Cosa lascia Bucchi al Sassuolo? Qualche numero sulla sua esperienza in neroverde

In attesa della firma e dell’ufficialità dell’arrivo di Beppe Iachini in neroverde, è già tempo di trarre un bilancio della negativa esperienza di Bucchi al Sassuolo.

Chiamato sulla panchina neroverde a coprire la pesante eredità di Eusebio Di Francesco, Cristian Bucchi non è mai entrato completamente nel cuore della tifoseria. Ma cosa ha lasciato al Sassuolo? Ecco qualche numero sulla sua esperienza.

L’ATTACCO – Di Francesco era uno zemaniano. Come tale, aveva una grande attenzione per l’attacco. Con Bucchi i numeri sono vertiginosamente scesi. Solo otto reti realizzate nelle prime 14 giornate (peggio solo del Benevento a zero punti e con una partita in meno). Nulla se consideriamo i nomi presenti in attacco: Berardi, Politano, Matri e Falcinelli…

I GIOCATORI UTILIZZATI – La prima squadra è formata da 28 giocatori. Bucchi ne ha utilizzati 23. In campo non si sono mai visti i portieri Marson e Pegolo, ma nemmeno Edoardo Goldaniga, unico vero acquisto del mercato estivo. Nessuna traccia nemmeno di Dell’Orco e Frattesi, fermi per infortunio. Per il resto, tre giocatori hanno giocato meno di 90 minuti: Scamacca, Pierini e Rogerio. Tre invece le costanti: Consigli, Cannavaro e Acerbi.

IL MODULO – Partito con il classico 4-3-3 di difranceschiana memoria, Bucchi ha presto rimodulato la squadra con un più stabile 3-5-2, talvolta trasformato in 4-4-2. I risultati non sono cambiati poi molto e, anche a causa degli infortuni di Lirola e Adjapong, il tecnico è tornato al modulo originario.

Bucchi al Sassuolo: un tabellino per nulla invidiabile

IL SOMMARIO – La prima panchina di Bucchi sulla panchina neroverde è stata in Coppa Italia, contro lo Spezia. Era il 12 agosto e finì 2-0 per il Sassuolo. Peccato che poi il sommario sia stato impietoso. In 15 partite da allenatore Bucchi ne ha vinte solo 4 e contro avversari modesti: Spezia, Cagliari, Spal e Benevento. Due i pareggi, ancora con avversari di livello pari o inferiore: Genoa e Chievo. Nelle nove sconfitte, invece, è scomparso del tutto il Sassuolo ammazza-grandi, battuto sì da Juventus, Lazio, Napoli e Milan ma anche da Verona, Bologna e Udinese…

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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