martedì , 23 Luglio 2024
gregoire defrel
foto: sassuolocalcio.it

Breve cronistoria del gol alla Defrel

Il nome di Gregoire Defrel è tornato in auge dopo il gol da tre punti siglato alla Juventus. Non solo per il prestigio della vittoria, ma anche per la curiosa statistica associata a questa rete, la numero 50 in 250 presenze in Serie A: soltanto altri tre francesi (Trezeguet, Platini e Thereau) hanno segnato così tanto nel Belpaese. Ci ha fatto anche riflettere su come i suoi gol seguano un filo conduttore, siano tutti un po’ simili tra loro: azzardiamo chiamandoli “gol alla Defrel”. Un nuovo genere letterario, oppure semplicemente una svarionata di chi scrive.

Ciò che accomuna i gol di Greg è l’esultanza: maglietta sul naso e mano a mimare le pistole, è così che è diventato per tutti il Bandito. E lo è tuttora, nonostante lui si sia svincolato dalla sua stessa esultanza da più di cinque anni. Un’esultanza definita “sopra le righe” e “di cattivo esempio per i bambini”, e che sicuramente ha lasciato un vuoto: lo si nota anche dopo il gol di domenica, dove Defrel sembra quasi indeciso sul da farsi: prima scruta l’orizzonte, poi raccoglie l’abbraccio dei compagni.

Defrel è sempre stato – e sempre sarà, ci metto la firma – uno dei giocatori più amati dal pubblico neroverde. In primis per l’impegno innegabile che mette sempre e per quell’aria da ragazzo d’oro che traspare dalle interviste che rilascia. Per quanti gol potrà aver gettato al vento (tanti), nessuno glieli rimprovera più del dovuto. E di sicuro li dimentica non appena trova il fondo della sacco, spesso in partite decisive, come il 2-1 in zona Cesarini contro la Fiorentina della scorsa stagione. Un gol che nelle dinamiche non rientra tra i gol alla Defrel (la definizione è tutta nostra, non badateci più di tanto).

Ma adesso, direte voi, quali sono i gol alla Defrel? Caratteristica peculiare è la stoccata, potente più che angolata: la sua prima rete in maglia  Sassuolo è esplicativa in tal senso. Era il 20 settembre 2015, Roma-Sassuolo 2-2: doppio scambio con Politano e mancino dal limite che non lascia scampo a De Sanctis. Stessa stagione, stesso stadio ma contro la Lazio: gol pesantissimo sotto il diluvio per assicurarsi tre punti importantissimi per la corsa Europa League. Ecco, lasciare lo stadio ammutolito è un altro parametro che useremmo per definire il gol alla Defrel: un parametro che condivide in realtà con il Sassuolo e che è uno dei collanti tra tifo e squadra (ne abbiamo parlato più approfonditamente qui).

La stagione successiva, la 2016/2017, è stata di gran lunga la migliore in maglia Sassuolo per Defrel: 12 gol in Serie A, altri 4 in Europa League. Il definitivo 3-0 nei preliminari alla Stella Rossa è un saggio delle qualità balistiche dell’attaccante di Meudon: taglio sul primo palo sul cross di Falcinelli, conclusione di piatto al volo che si adagia sul palo più lontano. Magari dopo un’intera partita in sordina, oppure dopo aver mancato occasioni ben più nitide: non parleremmo di Defrel altrimenti. Qualche mese dopo, il 28 novembre, Defrel segnerà una rete bellissima al San Paolo contro il Napoli: un manifesto in movimento di quanto detto sopra.

Quarta caratteristica: la rete sporca, su palloni regalati dagli avversari. Il suo dinamismo, unito al suo “stare sul pezzo”, lo rende un’arma preziosa per qualsiasi attacco: poco importa se la freddezza sotto porta talvolta viene a mancare. Il gol all’Athletic Bilbao in casa e al Chievo fuori casa sono due situazioni fotocopia da questo punto di vista.

E il gol alla Juve di domenica? È una sapiente fusione, un esempio perfetto di gol alla Defrel. C’è la stoccata, l’effetto sorpresa che non dà scampo al portiere, Perin nella fattispecie. C’è lo stadio ammutolito, almeno in parte, perché riempito in maggioranza da tifosi bianconeri. C’è la coordinazione e la tecnica, necessarie per una girata del genere (si è girato Defrel?). C’è l’essere al posto e al momento giusto sull’errore dell’avversario, Fagioli, sconsolato e in lacrime all’uscita dal campo. Il cinquantesimo gol di Defrel è quello che più lo racchiude.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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