martedì , 10 Marzo 2026
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foto: sassuolocalcio.it

Sirene Neroverdi: due settimane al gong del mercato (e Berardi è ancora qui)

Il Sassuolo è uscito quasi indenne da oltre un mese e mezzo di Calciomercato ed esordirà domenica in Serie B contro il Catanzaro. Le trattative estive non hanno scombussolato una rosa che già sorprendentemente era retrocessa in Serie A, figuriamoci affrontare un campionato di B. Alzi la mano chi si aspettava una campagna conferme così massiccia da parte della società (noi la stiamo tenendo giù, la mano). Adesso in giro si leggono più messaggi di rispetto/timore sul Sassuolo, che improperi e cattiverie gratuite. Il mondo del calcio dimentica in fretta, il mirino si è già spostato altrove. Bando alle divagazioni: come ci arriva, il Sassuolo, a queste ultime due settimane di agosto e di Calciomercato?

In entrata, il Sassuolo ha acquistato Caligara, Odenthal e Lovato: i nomi non sono tanti, ma sono proporzionati alle uscite e soprattutto alla lunghezza della rosa, di per sé già mastodontica. Il quarto innesto dovrebbe essere l’interista Ionut Radu, che avrebbe preferito la Sampdoria ma che ha finito per accettare la proposta del Sassuolo. “Dai Ionut, vai al Sassuolo e non guastarci le feste”, gli avrà detto Marotta in sogno. Trasferimento a parametro zero, con percentuale sulla rivendita in favore dell’Inter. Sarà l’unico portiere ad arrivare? Dando per partiti Consigli e Turati, resterebbero Satalino e Russo, due giocatori la cui carriera finora è stata un pendolo tra un prestito e lo slot di terzo portiere al Sassuolo. Non è da escludere a priori qualche altro avvicendamento, insomma. Negli altri reparti, vige ancora la regola carnevaliana “prima le uscite, poi le entrate”.

Come da anni capita quando si parla di Sassuolo, il mercato in uscita è di gran lunga più interessante e ricco di spunti. Le amichevoli contro Padova e Monza e il match di Coppa Italia contro il Cittadella hanno agito come una sorta di imbuto per alcuni giocatori. Grosso ha sempre parlato di volere giocatori motivati, e di fatto coloro che sono in lista partenti non vengono proprio convocati: da Consigli a Turati, da Tressoldi a Lopez, da Ceide a Pinamonti. Certo, tra essere in uscita e non essere più in rosa al 30 agosto, la differenza è sostanziale: ma con una rosa così lunga, è giusto concentrarsi su un numero ristretto di giocatori.

Tra questi sei, chi andrà sicuramente via è Ruan Tressoldi. Il difensore classe 1999, arrivato in Italia a braccetto con Matheus Henrique, torna anch’esso in Brasile ma al San Paolo: a confermare il trasferimento in prestito con obbligo di riscatto anche il Direttore Sportivo del San Paolo, Carlos Belmonte.

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Foto: sassuolocalcio.it

E gli altri? Le opzioni sono due: o le trattative vengono portate avanti con il massimo riserbo, oppure c’è davvero poco mercato su questi giocatori. La Fiorentina voleva Turati ma ha virato su De Gea; Lopez si sta allenando a Marsiglia sperando in una chiamata del mentore De Zerbi; Consigli è stato messo alla porta ma senza alcun accordo con un’altra squadra; Ceide brama un ritorno in Nord Europa, che per adesso non ricambia. Curiosa invece la situazione di Pinamonti: nel corso delle settimane hanno fatto capolino diverse squadre, dall’Atalanta per sostituire Scamacca al Genoa per rimpiazzare Retegui (a sua volta il sostituto effettivo di Scamacca). Laddove una squadra sembra incontrare le richieste del Sassuolo, il problema sta nell’ingaggio: è il caso dello Stoccarda, che, secondo Pedullà, avrebbe messo sul piatto 15 milioni di euro per l’arciere di Cles ma che, causa un tetto sugli emolumenti, avrebbe frenato.

In questa lista potremmo inserire anche Agustin Alvarez: ad oggi il Canario è tra i partenti, a beneficio di Luca Moro che ha però ben più mercato. Janis Antiste è tornato a sorpresa tra i convocati con il Cittadella, ma ad occhio e croce non sembra rientrare nei piani della squadra. E poi gli eterni giovani, da Miranda a Piccinini passando per Paz e Pieragnolo: tutti e quattro hanno un lungo trascorso in Primavera, ma fino all’ultimo terranno le orecchie drizzate alla ricerca di qualche squadra che gli garantisca un elevato minutaggio. Stesso discorso vale per Kumi e Russo, finora ai margini delle rotazioni, ma non per Bruno, Knezovic e Leone, che come preventivabile torneranno in Primavera per comporre l’ossatura di un’altra squadra fuori categoria, con un promesso affaccio in prima squadra tutto da valutare.

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Da sinistra a destra: Russo, Bruno, Leone, Kumi e Knezovic (foto: sassuolocalcio.it)

E mentre Laurienté e Thorstvedt continuano ad accumulare sondaggi (e titolarità), in casa Sassuolo si guarda con cauto ottimismo alla permanenza di Domenico Berardi: il recupero dall’infortunio al tendine d’Achille procede e il numero 10 è addirittura apparso in un video backstage del club. Le tensioni di appena dodici mesi fa sembrano – ripetiamo, sembrano – alle spalle: a Berardi manca il campo, quella è la priorità. E’ sempre stata quella, in realtà: Berardi è ancora quel bambino che passerebbe tutto il pomeriggio al campetto, che ha perso treni pur di avere la certezza di scendere in campo ogni domenica. Non abbassiamo la guardia, ma sembra che quella di Verona non sia stata l’ultima partita di Berardi con la maglia del Sassuolo.

Mancano due settimane esatte al gong del Calciomercato estivo. Più che un cantiere, nelle intenzioni della società ci sono solo da fare le rifiniture. L’impressione è che la rosa sarà assolutamente all’altezza della promozione diretta, senza se e senza ma. Qualche giocatore scontento rimarrà, qualcun altro lo sarà a stagione in corso: dovrà essere bravo Grosso a mettere dei paletti, a non cedere alla tentazione di schierare il calciatore non motivato solo perché il suo tasso tecnico è elevato. Sarà importantissimo mettere subito in chiaro ai naviganti che il Sassuolo sarà una delle squadre da battere: è vero che la classifica di Serie B sarà cortissima dalla 1^ alla 38^ giornata, ma è anche vero che il Sassuolo non può permettersi di entrare nel vortice negativo che ha caratterizzato la scorsa stagione e che è stato menzionato anche da Erlic all’insediamento a Bologna. L’equilibrio tra eccellere e fallire è davvero sottile, in quel di Sassuolo.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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