Sconfitta amara per il Sassuolo Primavera, che vede sfumare la finale playoff a causa della rimonta del Lecce. Al termine della gara, persa 2-1, il responsabile del settore giovanile neroverde Francesco Palmieri ha parlato in esclusiva a Sportitalia.
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Esce a testa il Sassuolo, c’è comunque un po’ di soddisfazione nonostante l’eliminazione?
“C’è soddisfazione per quanto fatto durante tutto l’anno dai ragazzi e dall’allenatore con il suo staff, hanno fatto una stagione incredibile. Non siamo mai stati fortunatissimi, contro di loro in particolare. Complimenti al Lecce. Noi abbiamo fatto una grandissima partita, ci sono stati episodi molto molto dubbi che mi lasciano un po’ perplesso ma è normale: chi vince ha ragione e chi perde si lamenta. Non mi va di lamentarmi ma alcune cose non mi sono piaciute tantissimo. Ho fatto i complimenti ai nostri ragazzi e al Lecce, noi nelle 3 partite con loro non abbiamo avuto fortuna ma penso che il Sassuolo quest’anno abbia messo in mostra tanti talenti interessanti e un gioco piacevole. Io mi sono divertito e l’obiettivo era fare meglio possibile. Va bene così”.
L’episodio a cui fai riferimento è il doppio giallo per D’Andrea?
“Sì, ci sono stati alcuni episodi poco chiari. Dalla tribuna non si vede mai benissimo, ma chi ha visto in tv mi ha assicurato che sono situazioni difficili da commentare. Per 70 minuti abbiamo fatto una grandissima partita, con qualità contro una grande squadra. Secondo me meritavamo qualcosa in più. Complimenti al Lecce però”.
Quando si sente dire, come ha detto Dionisi, che i giovani non sono pronti per la Serie A, che risposta mi dà lei?
“Il balzo per giocare in Serie A è grande dalla Primavera. Basti pensare a quelli passati da qui che ora giocano ad alti livelli: Raspadori, Frattesi, Erlic, Scamacca, Turati e tanti altri. Sono ragazzi che hanno bisogno di un percorso e non sono pronti subito dalla Primavera, bisogna crederci un po’ di più. Questo campionato è molto formativo secondo me, poi la Serie A è molto impegnativa. Prima di portare i ragazzi in prima squadra bisogna fargli fare un percorso, noi crediamo tutti insieme nei giovani, dev’essere una strategia aziendale. Pensiamo di poter aiutare tanti ragazzi nel loro percorso”.
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