Al termine di Sassuolo-Lazio, partita che ha visto i neroverdi vincere di misura sul club capitolino, mister Fabio Grosso ha tratto le somme parlando in sala stampa al Mapei Stadium. Canale Sassuolo, presente allo stadio, ha raccolto le sue dichiarazioni con l’inviato Mattia Bannò: “Serviva una grande partita, una grande prestazione e i ragazzi l’hanno tirata fuori sotto tanti punti di vista. Poi i dettagli si spostano in base ai risultati finali. Siamo stati bravi contro una squadra forte, che si conosce, che sa cosa vuole fare. Non era facile. Ma è stata davvero una grande partita. Walukiewicz cambiato all’intervallo? Aveva fastidio e mi ha chiesto il cambio, è stato obbligato.“.
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Tanti cambi e decisivi, come il Sassuolo dello scorso anno: “Ho tanti ragazzi, ho tanti ragazzi nuovi. Siamo un gruppo che si è ricreato nel finale. E quindi dobbiamo conoscerci, ricreare le relazioni, ritrovare gli automatismi per riconoscere quello che succede in campo insieme. Lo stiamo facendo dentro un campionato difficilissimo. Non è facile però, complimenti ai ragazzi. Sono stati bravi a fare una grande partita, a soffrire quando c’era da soffrire. A venire fuori quando ci davano la possibilità di venire fuori. E poi con coraggio, siamo andati alla ricerca di questo gol. Chiedo alla squadra di essere bravi a resistere, a essere disponibili e generosi. Però poi in campo devi anche saper proporre, creare le situazioni che mettono in difficoltà gli avversari. Sennò pensare di resistere 90 minuti poi diventa difficile. Sono stati bravi i ragazzi che hanno iniziato, sono stati molto bravi i ragazzi che sono entrati. Complimenti, ci fa capire cosa serve per portare a casa le vittorie in Serie A e in tutte le categorie. Perché poi servono delle grandi partite e noi oggi siamo stati in grado di farle”.
La vittoria cosa porta? “Siamo stati 11 leoni che si sono aiutati in campo, che hanno resistito alle difficoltà e che hanno cercato di proporre la loro qualità. E con queste caratteristiche puoi anche cercare di portare a casa delle partite difficili come quella di oggi”.
Da premiare l’equilibrio della squadra e l’atteggiamento in entrambe le fasi. Da qui parte il vostro campionato? “Il nostro campionato è partito già due settimane fa. Mentre è partito, noi dobbiamo essere bravi a ritrovare tante cose che deve ritrovare un gruppo di ragazzi bravi che si conosce per la prima volta. Perché abbiamo tanti ragazzi nuovi. Non è facile però stiamo lavorando con grande disponibilità e grande determinazione per cercare di raggiungere la nostra identità. E oggi si è visto un filo conduttore importante che deve essere una base per le prossime gare. Poi ovviamente le partite per pochi dettagli possono cambiare, perché un cambio è stato fatto ma se il portiere non fa quella parata su Zaccagni poi parliamo di altro. Io lo so che quando le cose non vanno, come giustamente succede, si provano a creare dei dubbi. Poi quando vanno si prova a salire troppo in aria. Invece noi dobbiamo conoscere chiaramente quello che è il nostro obiettivo. E per raggiungerlo tutte le squadre dovranno passare attraverso grandi difficoltà che questo campionato propone. E quindi prepararci a questi scontri”.
Il centrocampo ha bisogno di un ritocco che può essere dato dal ritorno di Thorstvedt? “Avete le aspettative molto alte. Noi siamo una neopromossa. Sappiamo quello che dobbiamo fare e quello che vogliamo fare. E per quello che vogliamo raggiungere comunque c’è da sapere resistere, essere bravi a mantenere la lucidità, l’equilibrio e soprattutto nelle difficoltà, perché ci sono state, ci sono e ci saranno. Poi quando arrivano giornate come quelle di oggi ce le prendiamo, ce le godiamo perché sono quelle che ci dovranno far raggiungere a fine anno quello che vogliamo raggiungere”.
La coppia Volpato-Fadera è in grado di cambiare l’inerzia delle partite? “Sono due ragazzi di caratteristica offensiva, frizzanti. Quando riesci a spostare il baricentro un po’ più avanti hanno delle bellissime caratteristiche. Sono stati bravi la settimana scorsa, purtroppo poi con una piccola ingenuità nel finale passano in sordina determinate qualità e determinate prestazioni. Sono stati bravi oggi, anche fino alla fine, per poi arrivare a raggiungere il risultato pieno. Ho dei ragazzi bravi, poi devo fare scelte perché siamo un gruppo numeroso. Però la competizione all’interno deve essere sana, quella giusta, quella che ci fa crescere tutti insieme, quella che ci fa arrivare alla domenica a poi affrontare gli avversari e cercare di superarli con gli undici che prendono scelte e con i cinque che subentrano. Perché sono quelli che poi, come hanno fatto oggi, spesso e volentieri possono spostare le partite”.
Le sei ammonizioni sono la cartina di tornasole dell’aggressività e della decisione? “Secondo me l’arbitro ha arbitrato una buona gara. Subito mi è venuto a pensare a un briciolo di ingenuità perché alcune sono anche forzate, un po’ regalate. Dobbiamo essere bravi a sapere riconoscere quando serve provare ad entrare con decisione e poi mettere a rischio anche il cartellino giallo. E quando invece no. Su alcune invece non siamo stati bravi a riconoscerlo. E anche e soprattutto a capire quando gli avversari ammoniti fanno un fallo da giallo, provare a riuscire a sottolinearlo invece che continuare a correre e far sfumare l’azione. Quindi dobbiamo salire anche sotto quel punto di vista”.
Si è vista una certa crescita in fase difensiva, molto equilibrio e una delle rare occasioni in cui il Sassuolo non ha concesso niente. A cosa è dovuto questo equilibrio? “Oggi abbiamo subito sette calci d’angolo. E su sette calci d’angolo, a parte quello del finale o il colpo di testa poi in finale di gara, siamo stati bravi a rimanere attenti e concentrati. Quei sono i dettagli che ti spostano, come dico sempre, quelle che sono i giudizi e quelle che sono le sensazioni. Anche a Cremona nella prima frazione non ci sono stati grandi pericoli per gli avversari, se non un calcio d’angolo tirato. Abbiamo perso una marcatura e subito dopo un’ingenuità nostra che gli ha permesso di aprire il campo e punirci. La solidità la proviamo a cercare perché è importante averla. Perché comunque ti sostiene per poi andare a ricercare il gol che ti può far portare a casa la partita. Però delle volte poi gli episodi ti danno ragione, altre volte no. La nostra bravura deve essere quella di non stare sopra le montagne russe, andare sottoterra quando le cose non vanno, oppure andare sopra la luna quando le cose come oggi sono andate bene. Noi dobbiamo mantenere l’equilibrio, sapere quello che vogliamo e quante difficoltà dovremo superare per ottenere quello che vogliamo. Questo è il nostro filo conduttore. Cercheremo di portarlo avanti nelle cose positive e soprattutto nelle cose negative”.
Fabregas ha detto che mancano giovani italiani forti e il Sassuolo ha preso tanti stranieri, è così? “No, ce ne sono e noi ne abbiamo anche qualcuno, molto giovane, molto bravo. Quindi ce la teniamo stretto e insieme a tutti i compagni cerchiamo di salire. Abbiamo portato dentro anche dei giocatori di esperienze di un livello assoluto che sono in grado di darci una mano nelle partite e di far crescere i tanti ragazzi giovani che abbiamo all’interno”.
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