Dinamo Zagabria, Rijeka, Parma, Sassuolo, Sudtirol, Spezia e ancora Sassuolo. Sono queste le tappe della carriera di Martin Erlic, oggi leader difensivo della squadra neroverde. In una lunga lettera fiume in collaborazione con Cronache di Spogliatoio, il difensore croato ha ripercorso le tappe più importanti della propria carriera, partendo da quel lontano 8 luglio 2015, l’inizio dell’avventura tra le fila delle giovanili neroverdi: “Sono in macchina verso Sassuolo. Il direttore Francesco Palmeri ha fatto di tutto per avermi. È stato un sollievo, il Parma sta fallendo e sarei potuto tornare in Croazia. A 17 anni, se torno a casa so già che si complicherà tutto. Sono ancora un ragazzo, mi piace uscire con gli amici e fare tutte le cose che fanno i miei coetanei. So come funzionano queste cose, potrei perdermi. Ma se resto in Italia, concentrato e focalizzato solo sul calcio, so di potercela fare. Solo un anno fa, mi hanno detto che mi voleva il Parma. L’Italia sarebbe stata un primo grande passo per me”.

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Papà ha fatto la guerra
“Un giorno scriverò un libro. Voglio raccontare tutte le cose che ho dovuto affrontare. I momenti di difficoltà, le bugie dei medici, i periodi complicati per la mia famiglia. Ho vissuto davvero tanti momenti complicati. Ma è giusto eh, se vuoi arrivare davvero, devi superare tanti ostacoli”. Nato a Zara il 24 gennaio 1998, Erlic ho conosciuto il mondo pochi anni dopo la fine della guerra d’indipendenza croata, durante la quale il padre è sceso in campo: “Sono nato 3 anni dopo la fine della guerra, non è stato facile crescere in quel contesto. Mio papà ha combattuto in guerra per 5 anni: aveva appena costruito la casa, ma ce l’hanno rasa al suolo. Guardando quello che ha fatto lui per la famiglia, non deve pesarmi venire qui a fare l’allenamento o fare un’ora di palestra in più. Per questo io ragiono così: a me non deve pesare niente, anzi deve essere un privilegio tutto quello che faccio. Secondo me le persone come lui sono loro i veri eroi: lui ha ricostruito tutta la casa da capo. Penso tanto a queste cose e mi danno tanta forza: se oggi sono quello che sono, lo devo alla mia famiglia”.
Quel gol salvezza con lo Spezia
La consacrazione di Erlic come calciatore arriva nel triennio giocato a La Spezia, dove conquista una storica promozione in Serie A sotto la guida di Vincenzo Italiano: “Grazie Spezia, sono stati 2 anni bellissimi. Non è facile dirti addio, credimi. Sono appena rientrato negli spogliatoi, dopo l’ultima partita contro il Napoli. C’era gente che piangeva in tribuna. Per me. Ci rendiamo conto? Queste sono cose che mi porterò per sempre dentro. Così come quel gol. Quale? Il gol salvezza, contro il Crotone. CHE EMOZIONE“. Suo, infatti, il gol del decisivo 3-2 nella gara casalinga contro il Crotone che ha permesso alla squadra di Italiano di conquistare una salvezza (quasi) insperata. L’avventura di Erlic con lo Spezia, però, non era cominciata nel migliore dei modi: “Mi sono fatto male al menisco: è stato un incubo. Ho saltato 6 mesi, poi al mio rientro… Taaac, di nuovo. Ho perso un anno. Mi ricordo che la notte non dormivo, ero tormentato dai pensieri. Se c’è uno che devo ringraziare è il direttore Angelozzi, che mi ha trattenuto un’altra stagione in prestito. Da quando sono tornato, non sono più uscito dal campo“.

La Nazionale e il Mondiale in Qatar
“Ho appena finito di giocare a padel. Mi si è impallato il telefono: non so quanti messaggi e chiamate ho ricevuto. La Croazia mi ha convocato. Io, Martin Erlic. Con la Croazia. Pazzesco. Mi hanno chiamato tutti: Mandzukić, Perisić, Vrsaljko che è del mio stesso paesino”. Dopo anni di fatica, finalmente arriva la chiamata della Nazionale, con la quale giocherà anche il Mondiale in Qatar: “Siamo arrivati terzi, stento ancora a crederci. Nonostante non abbia fatto presenze, mi sento tremendamente orgoglioso e grato per esserci stato. So che in futuro ci sarà più spazio per me, ma vi giuro che già condividere lo spogliatoio con certi giocatori è stato incredibile“.

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Il ritorno a casa
Il 31 agosto 2021, Erlic viene riacquistato dal Sassuolo, che lo lascia in prestito in Liguria fino al termine della stagione. Questa è la sua prima stagione con la maglia della prima squadra neroverde: dopo un inizio difficile, Erlic si è conquistato il posto da titolare: “Tornare a Sassuolo non è stato difficile. Conoscevo già l’ambiente, ho ritrovato le stesse persone di 5-6 anni fa. All’inizio non ho giocato molto, ma ho continuato ad allenarmi per convincere il mister a cambiare idea. Dionisi è contento di ciò che sto facendo e anche io lo sono. Sono uno che vuole migliorare e fare sempre di più. È vero, ho 25 anni e sono ancora giovane, ma sto entrando nell’età in cui un calciatore diventa ‘esperto'”. Nonostante abbia realizzato il suo sogno di diventare calciatore, Erlic non dimentica le origini: “Staccare dal calcio mi fa bene. Mi serve proprio. So che se non facessi il calciatore, starei ancora con mio padre e mio fratello a lavorare in campagna. Raccoglierei patate e carote per la nostra piccola azienda. Ogni volta che posso torno nel mio paesino. Vado al mare, sto con gli amici di sempre e aiuto i miei. È una cosa che mi aiuta a ricaricarmi. In futuro vorrei avere la casa in campagna: vivere in mezzo al nulla, con la mia famiglia. Sarebbe stupendo. Poi mai dire mai eh… ho 25 anni, magari cambio idea”.

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