All’interno della 28esima puntata di Nero&Verde, la redazione di TRC ha intervistato due bandiere del Sassuolo, Oscar Barbieri e Maurizio Marasti. I due, rispettivamente capitano e libero (Barbieri) e seconda punta (Marasti), hanno fatto parte della rosa che ha portato per la prima volta il Sassuolo tra i professionisti, nella stagione 1983/84. Riportiamo di seguito l’intervista doppia a Barbieri e Marasti.
Barbieri sullo Stadio Ricci: “Entrare qui significa tornare indietro di tanti tanti anni. Ho iniziato nel ’68 con la vecchia Giofil. Ritornare nello stadio dove ho passato gran parte della mia giovinezza è un’emozione unica. Ho fatto più di 600 presenze con il Sassuolo. Meglio di Magnanelli? Lui le ha fatte tra i professionisti, io tra i dilettanti: farei cambio volentieri. Com’è cambiato lo stadio? Non ha cambiato luogo. Adesso il manto erboso è da Serie A, cosa che ai nostri tempi non potevamo permetterci. E’ cambiata anche la tribuna, che una volta era tutta in legno. Le due curve dietro le porte non esistevano e la gradinata dei distinti era formata solo da 5/6 gradoni”.
Marasti sullo Stadio Ricci: “E’ la storia di quando ho iniziato a giocare a calcio. Ho fatto le giovanili a Sassuolo e il Ricci è stato uno dei primi campi che ho calcato in prima squadra. Rivedere questo campo è una soddisfazione enorme. Ho fatto nove stagioni a Sassuolo, sei a livello dilettantistico e tre in C2. Una parte di noi era professionista, un’altra era composta da ragazzi che avevano un altro lavoro. Non era facile gestire tutto, soprattutto in C2 quando abbiamo fatto trasferte a Martina Franca, Matera e Potenza”.

Barbieri su Marasti: “Ci sapeva fare coi piedi, era chiamato il Marastinho perché aveva delle giocate che solo i brasiliani hanno”. La risposta di Marasti: “Ci sapevo fare? Così dicono, dentro al campo ero istintivo. La tecnica c’era ma se facevo bene o male lo dicono gli altri fuori. Di sicuro mi sono divertito in quel tridente con Paganelli a supporto del bomber Piero Maini: era importante avere un attaccante che facesse gol. Abbiamo fatto delle stagioni importanti, piene di soddisfazioni”.
Marasti sulla promozione in C2 nella stagione 1983/84: “Il primo ricordo va all’ultima partita con il Contarina, la soddisfazione nel raggiungere un traguardo tanto sperato e meritato, che stavamo per buttare via. Portare il Sassuolo per la prima volta nei professionisti è un ulteriore vanto per la squadra, per la società e per tutto l’ambiente: ci teniamo stretta questa soddisfazione. La partita a Contarina? Due giornate prima avevamo quasi compromesso il campionato perdendo con il Viadana già retrocesso. Con il Fidenza vincemmo e poi affrontammo il Contarina, con cui bastava anche il pareggio: potete capire però la tensione che avevamo addosso e la paura di non riuscire a centrare la promozione dopo essere stati avanti per tutto il campionato. Quando il bomber Maini ha segnato l’1-0 è stata una liberazione, poi il portiere Annovi ha anche parato un rigore. Il tridente rimane nella storia? Abbiamo fatto una stagione stupenda, con l’aiuto di tutta la squadra, per portare il Sassuolo per la prima volta tra i professionisti: è una cosa che rimarrà nella storia di questa società”.
Barbieri sulla promozione in C2 nella stagione 1983/84: “Riuscimmo a stare ai vertici della classifica soprattutto grazie alla nostra partenza sprint: abbiamo vinto le prime otto partite facendo il vuoto alle spalle. Ne abbiamo approfittato fino alla fine ma è stata dura perché di squadre forti e navigate ce n’erano”.
Barbieri sui Presidenti del Sassuolo: “Prima delle promozioni di Carlo Rossi c’è stata la promozione di Gilberto Prati, tifosissimo del Sassuolo. Si è preso la briga di fare il Presidente ed ebbe la soddisfazione enorme di essere stato il primo ad aver portato la squadra in C2. Venni premiato per le prime 500 presenze in neroverde. Con il Modena? Non solo amichevoli ma anche una partita ufficiale, in Coppa Italia, appena promossi in C2: giocammo al Ricci vincendo 1-0 con gol di Paganelli”.
Canale Sassuolo Notizie Sassuolo Calcio