martedì , 10 Marzo 2026
Morata Vlahovic
foto: Juventus.com

Non è più domenica – Sogni proibiti per la Juve, sogni frenati per l’Inter

articolo di Giovanni Pio Marenna

Oltre alla nota e famosa frase per eccellenza di Dostoevskij sulla bellezza che salverà il mondo, ci sono molti altri passaggi nell’ “Idiota”, in “Delitto e Castigo” e non solo, molto molto intensi e significativi. Uno di questi è in “Le notti bianche” ed è fatto pronunciare fatto pronunciare dal protagonista che incontra una donna durante una delle sue solite passeggiate notturne: “Io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni”. E adesso a sognare l’impresa impossibile è proprio una donna, o meglio una signora, la Vecchia Signora, la Juventus di Allegri, sempre con un’anima non pienamente pronunciata ma cinica e concreta al punto giusto.

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Numeri impressionanti in questo girone di ritorno, tanto da mangiarsi le mani per quelli dispersi all’andata: 22 punti fatti in 6 vittorie, 4 pareggi e zero sconfitte (unica squadra imbattuta nel 2022, al momento). Equilibrio raggiunto tra attacco e difesa: 18 gol fatti e 9 subiti. Anche solo pensarlo poteva sembrare un paradosso fino allo scorso dicembre, ma, ecco, già l’Inter (rispetto anche a Napoli, Milan e Lazio, per esempio) questo equilibrio tra i reparti, provato dalla lettura dei numeri, lo ha perso per strada: da gennaio ad oggi 3 vittorie, 4 pareggi, 2 sconfitte, 12 gol fatti e 8 subiti. Poi, casomai, possiamo andare a fare le pulci ai bianconeri rispetto alla differenza tra primo e secondo tempo, tra un totale attacco che si traduce in tiri in porta in un ottavo delle volte (in un quarto se leggiamo al numero dei tiri totali), tra un Vlahovic, che definiscono il CR7 3.0 (ma con caratteristiche completamente diverse, seppur la finalizzazione è una cosa in comune ed è poi, alla fine della fiera, l’unica cosa che conta), anche per, come dire, dormire mentalmente sonni tranquilli e lasciarsi cullare da un entusiasmo ritrovato.

Dicevamo tra un VL9 e un Morata che non ha problemi a ricoprire qualsiasi ruolo e gli riescono tutti bene. Il recupero della Juve è stato magistrale e impensabile. Hanno ripreso a marciare ai loro ritmi, mentre le altre, ora per un motivo ora per un altro, hanno rallentato e allentato la presa. Come detto, l’Inter (sempre con una partita in meno) più delle altre. Inter che nel match contro il Torino (ma che fenomeno è Bremer?) è apparsa davvero irriconoscibile, la brutta copia della brutta copia di sé stessa, forse anche eccessivamente stanca (mentalmente prima che fisicamente), lenta e poco lucida, dall’approccio né guerriero né galante ma tiepido.

Per pareggiare c’è voluto che arrivasse il terzo minuto di recupero, che entrasse un signore di nome Sanchez abituato ai colpi di biliardo nel gran finale e che non venisse concesso un penalty eclatante a Belotti, che ancora grida vendetta. A nove giornate alla fine, con il Milan primo, e non più solo virtualmente, a dare il mazzo di carte, e il Napoli secondo ad aver pienamente ragione di un Verona piegato da Osimehn, l’Inter paga il clamoroso calo delle ultime giornate, dopo il derby in particolare, con appena 6 punti fatti nelle ultime 6 gare. Una media che gli ha fatto disperdere un patrimonio di punti e che rischia di fargli fare altri passi indietro. E sabato 19 ci sarà la Fiorentina. E poi l’attesissima sfida con i bianconeri.

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