articolo a cura di Giovanni Pio Marenna
Vincono tutte alla decima giornata. Anche Inter e Juventus, che però sembrano ancora “distanti” dalle prime 6, e non solo per la distanza fisica in classifica. Quelle che hanno preso l’ascensore, quelle che lo hanno riacciuffato, quelle che lo vorrebbero prendere o riprendere. Hanno vinto tutte, fatta eccezione per lo 0-0 tra Lazio e Udinese (che partita equilibrata e combattuta! Peccato per l’infortunio di Immobile), le altre hanno marciato con normalità in questa tornata. Seppur qualcuna con qualche fatica in più (Napoli, Milan e Roma), ma ci può stare. Perché, per quanto lo stesso Napoli stellare e superlativo sbalordisca ed emozioni ogni volta, facendoci stropicciare gli occhi di bellezza come non mai, non possiamo pretendere che le vinca tutte e le vinca sempre con facilità e regalando spettacolo. Detto questo, se già nel primo tempo ne avesse calato 3 al Bologna, non avrebbe rubato assolutamente nulla. Kvara è letteralmente un marziano che non fa impazzire soltanto i difensori e gli addetti ai lavori, ma anche tutti i tifosi di calcio (non solo quelli del Napoli). E’ un Napoli che, anche quando deve fare più straordinari del solito per avere ragione degli avversari, diverte e si diverte, è da record e, con sicurezza, può gestire adesso il doppio impegno campionato/Champions.
Se il punto di riferimento principale del Napoli è il 21enne georgiano, nel Milan c’è la certezza Leao e la sicurezza Tonali, una garanzia contro il Verona. Match winner a 9 dal termine, il Verona, con il neo allenatore Bocchetti, ha dato molto filo da torcere ai rossoneri con grande pressing e senza paura di aprirsi ed eventualmente anche subire pur di poter imporsi. E avrebbe potuto perfino vincerla, se non ci si fosse messa di mezzo una traversa. Poi la combinazione vincente Rebic-Tonali nel finale, che consente a Pioli di rimanere a -3 da Spalletti.
Alla Roma di Mourinho basta il massimo risultato col minimo sforzo, con gol su rigore, per rimanere lì sulla scia di Milan e Atalanta. Stankovic ha indubbiamente portato una ventata di freschezza alla Sampdoria, con lo stadio molto caldo e preso fin da subito da una possibilità di rivalsa immediata, alla ricerca di una vittoria scaccia-crisi. La Roma più che altro gestisce, la Samp invece agisce, ma con confusione. Nella ripresa i blucerchiati provano a venire fuori con orgoglio, ma vengono ben ingabbiati da una Roma che si limita a controllare.
La Serie A starebbe salendo di livello rispetto a qualche anno fa, secondo il Mancio nazionale, sia come ritmi, sia come gioco. Solo la prova nelle coppe europee ci fornirà, a fine stagione, il termometro esatto. Perché, oltre a più partite vinte, a più gol fatti e a meno subiti, chiaramente bisognerà capire anche il piazzamento finale delle italiane. E quello per noi e per gli altri, giocoforza di cui abbiamo parlato più volte, dipenderà anche dal post Mondiale. Un’ “anomalia” che potrebbe mettere tutto in discussione.
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