martedì , 10 Marzo 2026
fonte. Sassuolo Calcio

Milan – Sassuolo 2-2: Dall’Inferno al cielo per riveder le stelle

Nella 15° giornata di serie A i neroverdi si presentano a casa del Diavolo contro quel Massimiliano Allegri accompagnato all’Inferno nel gennaio 2014 con la vittoria per 4-3 del Sassuolo sul Milan e il conseguente esonero dell’allenatore toscano. “In principio… l’angelo Lucifero fu bandito dal paradiso e condannato all’Inferno in eterno”; così inizia la storia di Lucifer Morningstar e così l’allenatore livornese è tornato alla guida dei rossoneri e l’obiettivo è quello di ascendere al cielo. Dall’altra parte il messaggio di Grosso è chiaro come quello di Virgilio nel XXVII canto del Purgatorio dantesco: nessun attenuante, testa alta, la paura deve diventare coraggio, diventa signore di te stesso.
Il possesso palla è nelle mani degli uomini di Max, mentre i neroverdi restano attendisti, compatti e ordinati, pronti a colpire sfruttando la gamba di giocatori come Konè, Thorstvedt, Candè e Fadera. Dai primi minuti sembrerebbe che il piano di Allegri sia quello di togliere il fiato e il tempo di ragionare al Sassuolo, proponendo un duello diretto tra i due monumenti del calcio internazionale in campo, Modrić e Matić, con il pallone d’oro che si spinge fino all’area di rigore avversaria per andare a prendere il centrocampista serbo e impedirgli di ricevere liberamente palla. Lo spartito dei rossoneri cambia immediatamente quando si accorgono che il gioco dal basso dei neroverdi non è inscindibilmente legato al solo Matić, ma, anzi prende avvio dai piedi dei due centrali di difesa, Muharemović e Idzes, sostenuti nell’uscita dal primo pressing avversario dalle mezze ali; è da un lancio di Muharemović per Volpato, infatti, che il Sassuolo riesce a prendere campo in avanti ed è dal conseguente fallo laterale nasce la rete del vantaggio neroverde. Dalla rimessa al 12’ ne esce un corpo a corpo tra Rabiot e Walukiewicz, in cui tra i due litiganti ne gode Matić, che verticalizza per un Pinamonti in versione Amenadiel (il più saggio degli angeli), luce dell’attacco sassolese dentro la roccaforte del Diavolo: sponda precisa dell’attaccante trentino per il solito inserimento perfetto di I.Konè, che con un tocco sotto, dolce e delicato, trafigge la porta difesa da Maignan.
“Il più grande inganno del Diavolo è stato far credere al mondo che lui non esiste”. Quando la compagine milanista sembra non essere in grado di impensierire la retroguardia avversaria, è lì che i rossoneri fanno più male e trovano distratti i ragazzi di Grosso sul secondo palo: al 33’ Modrić serve Loftus-Cheek in area per un tiro che attraversa tutta l’area e trova solo Davide Bartesaghi e il suo primo gol in serie A. Come il mondo non credeva nell’esistenza di Belzebù, così il Sassuolo non credeva di andare in svantaggio all’inizio del secondo tempo con la prima doppietta dello stesso Bartesaghi: azione speculare alle precedenti, palla verticale di Pavlovic per il solo Nkunku al limite dell’area che premia l’inserimento del giovane terzino rossonero.
Il Milan prende il controllo della partita e mette alle corde i neroverdi, siglando per ben due volte il 3-1, una volta annullato per fuorigioco e una volta per quello che sembra essere un intervento della Divina provvidenza, considerato che, ad essere totalmente onesti, il contatto tra Loftus-Cheek e Candè sul gol di Pulisic non sembra essere punibile.
Quando il Diavolo sembra definitivamente tornato, gli ingressi di Doig e Laurienté portano in campo quel coraggio che il mister abruzzese aveva chiesto ai suoi ragazzi. I due volano sulla fascia sinistra ed è proprio l’attaccante francese a riportare la partita in parità al 76’: Pinamonti, in versione assistman, lavora spalle alla porta e di prima arma il destro del Saint Michel nostrano.
Il Diavolo rossonero è un angelo caduto, non un mostro, e non spaventa i neroverdi, che, anzi, vanno vicino al vantaggio con un tiro di Laurientè che si stampa sul palo. In chiusura, il Sassuolo ha anche da recriminare per il rigore non concesso per il fallo di Pavlovic su Cheddira sulla linea del fondo, ma si sa che Lucifero è una figura ingannevole e il giovane arbitro Crezzini è stato più di una volta soggiogato dall’aura di San Siro.
Un dettaglio, anche il più insignificante, può cambiarci la vita in un attimo… la ricerca di una luce… a volte però trovare la luce significa attraversare la più fitta oscurità.” Con una partita giocata con coraggio e attenzione ai dettagli, Grosso e i suoi ragazzi attraversano l’Inferno e le voci di chi li vuole troppo piccoli per affrontare una grande e raggiungere il cielo. Nella bolgia infernale di San Siro, il Sassuolo ne esce con la coscienza e consapevolezza che è padrone di sé stesso e può tornar a riveder le stelle d’Europa.

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Riguardo Mattia Campagna

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