martedì , 10 Marzo 2026
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Iannoni: “Il mio primo gol in Serie A, il trionfo della gavetta” – intervista di Massimo Boccucci (Corriere dello Sport)

Dai dilettanti al Sassuolo: il centrocampista neroverde racconta a Massimo Boccucci del Corriere dello Sport l’emozione della prima rete in Serie A e un percorso fatto di fatica, crescita e passione.

Un gol che vale una carriera. O meglio: l’inizio di una nuova carriera…

Edoardo Iannoni ha segnato domenica scorsa la sua prima rete in Serie A con la maglia del Sassuolo, entrato all’80’ e subito protagonista nella vittoria contro l’Udinese. Un momento che il centrocampista classe 2001 ha voluto raccontare in un’intervista esclusiva rilasciata a Massimo Boccucci per il Corriere dello Sport.

“Una gran bella emozione, quella che provi ogni volta che segni, al di là della categoria. Questo gol me lo porterò dietro per tutta la vita. È stato importante perchè ci ha permesso di gestire bene il finale, rendendo la domenica perfetta”.

Iannoni non dimentica sicuramente da dove è partito: Urbetevere, Trastevere, Savio, Roma, Salernitana, Juve Stabia, Ancona, Perugia. Un percorso di crescita costante, fatta di prestiti, sacrifici e gavetta. Ora la Serie A con il Sassuolo.

“Lo reputo sia un punto di partenza sia un premio alla tenacia. Sicuramente non è un punto di arrivo, mi auguro di farne altri. La grande soddisfazione mi ripaga di tutto ciò che ho fatto finora, in campo e fuori, da quando ho iniziato”.

Nel corso dell’intervista, Iannoni ha condiviso anche un aneddoto curioso:

“Un amico mi ha detto che ho fatto un gol alla Pruzzo. Poi me ne hanno mandato uno di Falcao, in Roma-Cagliari del 1982-83. È stato simpatico ricevere così tanti messaggi, anche da amici che non sentivo da tempo”.

DALLA C ALLA A IN DUE STAGIONI

Una vera favola? Per Iannoni, no. Ma il suo percorso può ispirare molti…

“Le favole sono altre, però è un bel percorso che penso possa essere d’ispirazione per tanti ragazzi che partono dal basso e magari vengono scartati all’inizio. Il sogno ce l’ho sempre avuto e continua a essere grande. Il calcio dei dilettanti mi ha formato anche come persona: forse, se avessi fatto un’altra strada, sarei diventato un altro ragazzo”.

Tra i suoi punti di riferimento nel percorso, Iannoni cita Fabrizio Castori:

“È stato il mio maestro nei professionisti. Mi ha dato fiducia e con lui ho imparato tantissimo. Anche a Perugia ho trovato persone importanti come il presidente Santopadre, che si è adoperato per farmi arrivare al Sassuolo. E non dimentico Stefano Mattiuzzo, che mi ha fatto tornare tra i pro dopo la Roma”.

LA SERIE A, GROSSO E IL GRUPPO NEROVERDE

L’approdo alla massima serie, però, non lo ha colto impreparato:

«Sì, me l’aspettavo così. L’ho sempre seguita e so quanto sia difficile. Rispetto alla Serie B c’è un abisso, ma la differenza si riduce nei dettagli. Giocarci è divertente».

Sul suo allenatore, Fabio Grosso, ha parole chiare e riconoscenti:

«Mi sta insegnando tanto, soprattutto la comunicazione in campo e il modo di giocare di squadra. Sto imparando a lavorare meglio con il gruppo».

Il Sassuolo ha obiettivi chiari, come conferma lui stesso:

«Dal ritiro ci siamo detti che dobbiamo raggiungere prima possibile la salvezza. Poi si vedrà, e sarà tutto di guadagnato. Daremo il massimo per ottenere anche altro».

“VIVO ALLA GIORNATA”

Iannoni, sotto contratto con il Sassuolo fino al 2028, non si illude:

«Non penso al futuro, vivo alla giornata. Ora penso solo alla prossima partita, a togliermi soddisfazioni. Ci aspetta Verona, una nuova prova da affrontare al meglio. Poi ci sarà la sosta, e un po’ di riposo meritato».

Il primo gol in Serie A non è solo una gioia personale, ma anche la conferma che il lavoro paga.
Edoardo Iannoni incarna il profilo del calciatore moderno che ha saputo fare tesoro della gavetta per arrivare pronto all’appuntamento con la massima serie. Con umiltà, spirito di sacrificio e voglia di crescere. Proprio come il Sassuolo, che lo ha accolto e valorizzato.

Si ringrazia Massimo Boccucci per l’intervista ad Edoardo Iannoni, pubblicata su Corriere dello Sport, dal quale è tratto il presente articolo.

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Riguardo Luigi Caiazzo

Aspirante giornalista, napoletano ma cresciuto in Emilia. Appassionato di numeri 10 e storie di provincia. Scrivo di calcio con passione e occhio critico.

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