Sei gol in trenta presenze. E’ questo il bottino stagionale raccolto fino a ora da Davide Frattesi, giunto alla sua stagione da titolare in Serie A con la maglia del Sassuolo. Cresciuto nelle giovanili della Roma, Frattesi è stato acquistato dal Sassuolo nel 2017 per poi essere prestato in Serie B dove si è fatto le ossa. Con l’arrivo di Dionsi sulla panchina neroverde è diventato una pedina fondamentale nello scacchiere dell’allenatore. Di questo e molto altro ha parlato a “1 VS 1″, format proposto da Dazn.
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Fidene rimane sempre casa tua…
“Fidene è Fidene. E’ dove sono cresciuto”.
Hai mai pensato a un futuro? Magari portando il Fidene da qualche parte…
“Scherzando, ma non troppo, con i miei amici ho detto che vorrei fare un paio d’anni lì al Fidene”.
Scamacca ha detto di sì o no?
“L’ho visto un po’ indeciso, ma poi alla fine lo buttiamo dentro. Ci serve il bomber, se no non saliamo”.
Ti manca?
“Beh sì, è normale. L’anno scorso abbiamo condiviso la casa per qualche mese, ormai era diventato un fratello”.
Ti senti a tuo agio davanti alla porta?
“Sono due o tre partite che non segno più, mi mangio i gol davanti alla porta. L’altra volta mi ha ripreso anche il presidente: ‘E’ un po’ che non bolli’, mi ha detto. Ha ragione. Con lo Spezia ero un po’ nervoso e volevo spaccare la porta, quindi quando è così la tiri fuori dallo stadio”.
Vai in fissa quando non segni? Ha un po’ la testa d’attaccante?
“In fissa no. Ma quando sbaglio mi metto a fare più tiri possibili durante la settimana, anche se a volte me li negano. Cerco di ritrovare quel feeling”.

“Approccio il mercato in maniera diversa, ci ho fatto il callo”
Quando si avvicina il mercato c’è sempre il tuo nome di mezzo. Come vivi queste voci?
“Diversamente rispetto all’anno scorso. Dopo un anno, uno ci fa un po’ il callo. Ora vado avanti tranquillamente. Magari l’anno scorso chiedevo in giro, ma è sbagliato perché poi perdi il focus e rischi di fare figuracce come ho fatto all’inizio di quest’anno. Non avevo affrontato bene quel periodo e si è visto in campo”.
C’è un po’ di delusione nelle tue parole?
“Il callo si crea rispetto alle notizie che escono ogni giorno. Ora non me ne frega più niente, non mi metto a leggerle. E’ più quello che delusione. Poi ogni società fa le sue scelte, non porto rancore a nessuno. Prendo tutto come uno stimolo: se l’anno scorso nessuno mi ha acquistato, non ha creduto in me è perché forse non ero pronto. Quest’anno voglio dimostrargli che in realtà lo sono”.
Quando Dionisi ti dà un’indicazione ti avvicini a lui e cominciate a dibattere.
“Probabilmente con un altro allenatore non puoi farlo, ma credo anche che un allenatore veda benissimo le cose ma quello che va in campo è il giocatore. Se io vedo una situazione che è diversa da quella che lui vede, il modo di vedere del giocatore va ascoltato. Poi magari si trova una quadra insieme. Ogni tanto mi manda dei video illustrativi dicendomi che sono un capoccione. Io gli do ragione. Ogni tanto è capitato che mi dicesse che avevo ragione. Ho un centinaio di video. Me li fa mandare dal nostro video analyst, ma poi è lui a farli”.
Hai sempre la battuta pronta.
“Frattesi fa l’animatore nel Sassuolo (ride, ndr). La battuta su Zortea (“L’abbiamo preso apposta dall’Atalanta per batterli”) l’ho rubata al mister, mentre quella su Bajrami mi è uscita così. Effettivamente tutti i giorni gli dicevo ‘Quando segni? Gran piede, gran tiro ma zero gol. Che ti abbiamo preso a fare?’. Poi effettivamente ha segnato facendo un gran gol”.
Con Berardi come va?
“Bera è l’esterno con cui mi trovo meglio a giocare. Tanto di quello che ho fatto è dipeso anche da lui, così come lui centra qualcosina in tutti i punti che abbiamo fatto. Che arriva prima a dieci gol? Lui tira i rigori, non vale”.
Com’è Frattesi in campo?
“Un po’ rompico*****e. Contro l’Udinese mi sono arrabbiato con Laurienté perché è fortissimo ma un po’ pigro. C’è stata un’azione molto simile che proviamo in settimana nell’11 contro 0, io mi sono girato per fare il cambio campo e l’ho trovato a centrocampo. Mi sono leggermente arrabbiato e siccome il mister doveva per forza punire qualcuno, a prendere la multa sono stato io”.
Quante multe hai preso da Dionisi?
“Non lo so esattamente. Qualcosa me l’hanno pure levato dalla busta paga, qualcuna l’ho presa”.
La più impegnativa?
“E’ stata dopo l’intervista in aereo. Ho fatto una chiacchierata con un giornalista ed era uscita un’intervista su un giornale. Lì fu decisamente impegnativa”.
In tutti i posti dove sei stato, quando sei tornato, hai detto di “essere tornato a casa”.
“Dico la verità. Mi lego a tutta la gente della società, ai tifosi. Quando dai tutto e sudi la maglia, anche se non fai bene, rimane un bel ricordo di te”.
Ti fa emozione leggere il tuo nome nell’elenco dei convocati della Nazionale?
“Di certo non c’è mai niente. Il centrocampo è il reparto più completo dell’Italia, quindi la certezza non c’è mai”.

“Laurienté è fortissimo, ma pigro”
La partita che rigiocheresti?
“A Milano, la vittoria con il Milan 5-2”.
Quella che non rigiocheresti?
“Sassuolo-Milan 0-3”.
Il compagno che porteresti in Nazionale?
“Laurienté. E’ un esterno fortissimo. Pigro, ogni tanto lo odio. Ma io glielo dico e lui viene lì con il sorrisetto e mi dà il cinque. E’ forte forte”.
Chi vorresti essere per un giorno?
“Forse Federer perché è l’idolo più grande che ho”.
La scommessa persa con te bambino?
“Arrivare in Nazionale. Anzi, prima della Nazionale arrivare in Serie A”.
Chi sale in Serie A?
“Frosinone, Genoa e Bari”.
Compleanno dimenticato: peggio fidanzata o Scamacca?
“Tutti e due probabilmente, ma dico la mia ragazza. Sono obbligato dalla mia ragazza a fare i TikTok quando torno a casa. Io mi diverto, spesso lo rifacciamo perché lei sbaglia le mosse. Poi non si pubblica niente, ma vengono bene. La coreografia la apprendo in fretta. Funziona così anche sul campo? Magari. Sono un po’ capoccione”.
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