Al momento dell’ufficializzazione degli anticipi e dei posticipi della 37esima giornata, non sarà passato inosservato agli occhi dei tifosi neroverdi, nonché dei più attenti addetti ai lavori, la quantomeno discutibile decisione della Lega Serie A di programmare alle 12.30 della domenica il match salvezza Sassuolo-Cagliari.
Apparentemente nulla di strano nell’epoca del calcio spezzatino, se non fosse che le gare che mancano alla fine del campionato sono appena due e che le squadre che devono ancora conquistare la salvezza sono ben sei, racchiuse in cinque punti, dal Verona (34) al Sassuolo (29).
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E badate bene, qui non se ne fa una questione di colori e di fede calcistica: se il Sassuolo retrocederà, lo farà con merito e non ci saranno alibi che tengano. La questione riguarda piuttosto la massima parità possibile di condizioni di partenza delle parti nel giocarsi le proprie chance per la permanenza nella prima competizione nazionale. Una lotta che, peraltro, dopo la vittoria dell’Udinese in casa del Lecce, vede virtualmente sempre più ai margini Ferrari e compagni, che hanno l’obbligo di vincere domenica per non abbandonare (quasi) matematicamente anzitempo la categoria.
Proprio quel “quasi” dovrebbe non esserci a questo punto del torneo per non aprire lo spiraglio alle altre di scendere in campo “con il freno a mano tirato”, rimandando ogni discorso agli ultimi 90’, in un momento in cui ogni errore è pesante come un macigno e può fare la differenza.
Lecce-Udinese come Sassuolo-Inter…
Proprio il caso di Lecce-Udinese potrebbe “fare scuola” in questa direzione. I risultati maturati prima della partita del Via del Mare hanno consegnato la matematica salvezza ai salentini “in hotel” o “dal divano” come si suol dire in gergo.
Un traguardo meritato quello raggiunto dai giallorossi, che dall’arrivo di Gotti non si sono mai risparmiati inanellando una lunga striscia positiva (con una sola sconfitta, a parte quella di ieri, in sette incontri), ma che potrebbe aver fatto scattare nei salentini una sorta di comprensibile rilassamento dopo un’asfissiante rincorsa durata una stagione, stato mentale che potrebbe involontariamente aver “favorito” l’Udinese.
Lungi da noi gridare al complotto o ad altre chiacchere da bar, tanto che della stessa dinamica ne ha beneficiato il Sassuolo nella sfida con l’Inter, vinta approfittando della sbornia post festeggiamenti dei Campioni d’Italia.
…ma non come Genoa-Sassuolo nella fame
Il tutto a dispetto dei leoni da tastiera o di certi personaggi illustri, opinionisti, giornalisti o presunti tali a cui per scelta Canale Sassuolo non ha volutamente dato spazio e visibilità per un semplice motivo: chi ha vissuto il calcio sa che, al di là dei valori tecnici, ad un certo punto della stagione prevalgono le motivazioni e la fame, le stesse che sono mancate ai neroverdi a Genova, motivo per cui ne è uscita una sconfitta, seppur contro una squadra già abbondantemente senza obiettivi di classifica.
Se è vero che alla terzultima giornata, può essere ancora comprensibile non garantire la contemporaneità, lo stesso non si può dire a 180′ dalla fine. E chissà a cosa assisteremo quando la Lega diramerà il programma dell’ultima giornata.
Stando così le cose, chi potrebbe avere maggiori argomentazioni per far sentire la propria voce è il Cagliari, reduce dal pesante 5-1 di San Siro per mano del Milan, e ritornato pesantemente invischiato nella bagarre, dopo che la vittoria con l’Atalanta e i pareggi con Inter e Juventus avevano fatto pensare ad una salvezza anticipata.
La paura fa 90 (minuti)…
Nel match delle 15, in caso di mancato successo dei sardi, Udinese ed Empoli potrebbero farsi condizionare ancora di più dal “braccino”, in uno scontro diretto che già si preannuncia “della paura”, la stessa che potrebbe bloccare il Frosinone a Monza nella gara del medesimo orario.
Addirittura il Verona, seppur contro la già retrocessa Salernitana, ma che, essendo libera mentalmente, ha già dimostrato di essere una mina vagante di questo finale di campionato (avendo dato del filo da torcere all’Atalanta e pareggiato in casa della Juventus), scenderà in campo nel posticipo di lunedì, conoscendo i risultati di tutte le proprie concorrenti e, di conseguenza, trovandosi al momento al primo posto in questa speciale classifica, potrebbe fare qualche calcolo in più.
Il condizionale è d’obbligo, posto che ogni squadra coinvolta giochi in queste ultime partite “alla morte”, ma certo in questo caso la Lega avrebbe potuto fugare ogni dubbio, in barba agli haters e ai complottisti, all’insegna della massima regolarità possibile di questa appassionante lotta per la sopravvivenza.
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