martedì , 10 Marzo 2026
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foto: sassuolocalcio.it

Dionisi prima di Milan-Sassuolo: “L’obiettivo è la salvezza, Lipani titolare? Forse”

Alessio Dionisi ha parlato nella consueta conferenza stampa alla vigilia di Milan-Sassuolo, gara in programma domani alle 18 a San Siro. Ecco le parole del tecnico neroverde, raccolte da SassuoloChannel:

Sul momento: “Dobbiamo ripartire dalla prestazione del secondo tempo con il Genoa: non abbiamo portato a casa niente, perché eravamo in vantaggio e l’abbiamo persa, ma se dobbiamo prendere le cose positive, la prestazione è una di quelle. Non ci possiamo accontentare ed è ovvio: non siamo contenti dei punti che stiamo ottenendo. La cosa difficile è convincersi di questo ed avere la consapevolezza di andare a fare la partita domani, altrimenti non abbiamo speranze. Dobbiamo giocarcela, sapendo che non stiamo facendo quello che potremmo fare”.

Sul Milan: “E’ una squadra forte e che in casa non sbaglia: ha battuto il PSG. Ha interpreti forti ma una stagione va a momenti: momenti in cui sei più consapevole o meno, in cui hai più o meno giocatori. Tutte e due le squadre arrivano alla partita con problemini di organico e di punti”.

Sugli infortunati: “Boloca non sarà della partita, stanno facendo di tutto per metterlo a disposizione prima possibile ma non si sa bene quando rientrerà. L’infortunio di Vina non è a breve termine: starà fuori almeno altre 2/3 settimane, così come per Racic. Viti ha fatto pochissimi allenamenti con la squadra ma se oggi l’allenamento andrà bene lo convocherò, per fargli respirare di nuovo l’aria della partita e per averlo a disposizione al 100% dalla prossima”.

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foto: sassuolocalcio.it

Sui centrocampisti: “Oggettivamente ne abbiamo tre, con il Genoa erano quattro. Uno di questi tre è un 2005, che ha trenta partite tra Primavera 1 e 2 in due anni: Lipani mi piace molto, che sta crescendo e che farà il calciatore. Esordirà, magari domani o comunque a breve, ma di centrocampisti ne abbiamo tre. Può essere che giocheremo con due centrocampisti e il trequartista, forse con Lipani titolare o dentro a partita in corso”.

Sulla classifica: “So che il dato nel breve conta poco, ma dopo tante partite è indicativo. Non trovo giustificazioni né risposte nei dati, ma cerco conferme o smentite a quello che penso e che faccio, non solo per la mia squadra ma anche sulla Serie A e il calcio in generale. Credo che abbiamo meno di quello che meritiamo, ma ce lo riprendiamo se stiamo uniti. Non è un momento di crisi: ovvio che nelle ultime cinque partite ne abbiamo vinta una, pareggiata una e perse tre, di cui due di queste giocando un tempo in dieci. Dobbiamo scorporare il momento, analizzare le prestazioni e accettare il risultato, sapendo che potevamo fare meglio. Non avrei firmato per quattro punti”.

Su Berardi: “Berardi si è allenato. Non si è allenato soltanto il giorno dopo la partita, per ovvie ragioni perché era ancora malato. Non dico che tutte le squadre sono dipendenti da un calciatore, ma ci sono giocatori che identificano e determinano: lo si può fare per tutte le prime dieci squadre in classifica. Anche il Sassuolo ce l’ha il giocatore che sposta di più, sempre però all’interno della squadra, che aiuta a valorizzarlo. Non è che Berardi non basta più: la squadra è cambiata velocemente, anche di più rispetto allo storico che aveva”.

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Foto: sassuolocalcio.it

Sugli errori individuali: “E’ giusto cambiare ed è giusto riaggiustarsi: tempo non ce n’è e devi resistere alle critiche, di cui mi assumo la responsabilità. Allenare l’errore individuale non è semplice: lo correggi, ne parli, ma certe volte non serve neanche parlarne per far sì che il giocatore ci vada sopra. Dobbiamo essere superiori all’errore che determina il risultato finale: sono convinto che nelle ultime cinque partite questa squadra sia in crescita come atteggiamento e come proposta di gioco. Se però prendiamo così tanti gol, è difficile pensare di farne tre ad ogni partita. Il Milan in casa fa molti gol e ne ha presi solo quattro”.

Sui precedenti con le big: “Le squadre importanti hanno più qualità e gamba di noi, il Milan sicuramente ne ha più di noi. Noi troviamo una determinazione diversa: vinciamo contrasti che fatichiamo a vincere con squadre del nostro livello. Questo va contestualizzato fino all’anno scorso: quest’anno siamo diversi. Si può parlare di anno zero per certi aspetti: non è stata una casualità quello che hanno ottenuto i ragazzi, e non è una casualità fare partite molto meno positive dopo alcune fatte invece bene. Noi siamo tutti e due: non è che se abbiamo già fatto l’impresa una volta, allora la rifaremo”.

Su Pinamonti: “Andrea ha fatto una gran partita con il Genoa, alla faccia di chi lo critica. Non ha ancora la struttura da giocatore consolidato in Serie A, ma ha la fortuna di stare in questa società, che l’ha tutelato in un momento dove non ha fatto benissimo, e adesso lui deve tirar fuori anche di più. Tutto passa dalle sue motivazioni e dalla voglia di crescere”.

Sugli obiettivi stagionali: Il nostro obiettivo è la salvezza. Fa male dirlo a Sassuolo? E’ inutile che ci dipingano come fantasmagorici: poi abbiamo delle armi diverse dagli altri, è una società diversa come ha dimostrato negli anni, ci mette la faccia in maniera diversa, mantiene un equilibrio laddove altri club non lo mantengono. Il calendario non ci aiuta, dall’esterno non arriveranno aiuti e dobbiamo aiutarci da noi: da domani a fine gennaio affronteremo squadre con i favori del pronostico, è normale che potremmo realizzare meno punti rispetto a febbraio o marzo, ma dobbiamo crederci perché solo così potremo ottenere di più”.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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