martedì , 10 Marzo 2026
Alessio Dionisi

Dionisi alla Gazzetta: “Mia Grace, Maila, Giorgia e il mi’ babbo: vi racconto la mia famiglia”

Alessio Dionisi è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport: il tecnico ha parlato della sua famiglia, che ha appena visto aggiungersi la piccola Mia Grace, e in minima parte della sua carriera da allenatore e del suo futuro.

Sulla figlia: “Ho assistito al parto ed è stata una bellissima esperienza. Giugno è il mese della famiglia per me: il matrimonio dell’anno scorso, la nascita di Mia Grace adesso. La mia prima figlia, Giorgia, ha già 14 anni ma è nata ad ottobre. Essere padre la seconda volta a distanza di così tanto tempo penso porti una consapevolezza diversa: anche il fatto di essere diventato allenatore nel frattempo mi porta a essere più riflessivo e meno istintivo. Per certi versi la vivo come fosse la prima volta ed è normale quando ci metti il cuore”.

Sulla scelta del nome e sui genitori: “Grace era il nome di mia mamma, è stata una decisione di mia moglie Maila. Inizialmente la bimba si sarebbe dovuta chiamare solo Mia, ma lei ha voluto aggiungere anche il nome di mia mamma scomparsa dieci anni fa a causa di una malattia: sembrava fosse guarita, poi purtroppo si aggravò. Giocavo ancora, non le sono stato vicino quanto avrei voluto per la distanza: potessi tornare indietro, farei diversamente. Ho il rimpianto che non abbia visto crescere Giorgia, il matrimonio, la nascita di Mia: sono abbastanza fatalista, purtroppo le brutte cose accadono. Credo che la prima preoccupazione di un genitore consapevole di essere alla fine del suo percorso sia quella di lasciare un figlio capace di cavarsela e, da questo punto di vista, penso mia mamma fosse serena. Ho guardato avanti cercando di essere presente con mio papà. Anzi, il mi’ babbo. Sono figlio unico e ci siamo aiutati a vicenda: non sei mai pronto quando succede una cosa del genere, mamma aveva solo 53 anni. Il mio rapporto con papà Luca è bello e intenso, mi ha trasmesso la passione per il calcio e quando giocavo sentivo un po’ il peso della sua personalità. Adesso, però, gliela spiego io eh (ride, ndr). Scherzi a parte, il bello del calcio è che nessuno ha la verità: a volte la lettura di un tifoso al bar può essere quella migliore. Adesso spero di essere diventato quello che avrebbe voluto lei: un uomo corretto con il prossimo. La famiglia è la cosa più importante, anche se spesso la sacrifico per il lavoro e un po’ lo chiedo anche ai miei collaboratori”.

 

 
 
 
 
 
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Sulla moglie Maila e sui social: “Era il 2012: ad un camp estivo con i ragazzi lei era una delle animatrici. Curava un laboratorio di musica: mi ha colpito il suo altruismo. Io e i social? Sono riservato, i social li uso per aggiornarmi: spesso danno le notizie in tempo reale. Con i giocatori cerco la condivisione, non la confidenza: un po’ di distanza ci deve essere. Ma la complicità porta risultato: nella costruzione di una squadra il primo obiettivo è creare l’empatia e poi dare un’identità”.

Sul tempo libero: “Ne ho sempre meno. Ci sono riuscito nei giorni in cui è nata Mia Grace. Essere in Serie A cambia qualcosa, ma devi valorizzare il tempo per gli amici oltre che per la famiglia. Gli amici li scegli te e sarebbe una sconfitta se pensassero che li trascuro. Sono una persona normale e mi realizzo nel mio lavoro in modo naturale”.

Sul record delle vittorie in casa di Milan, Inter e Juve: “Spero che tra dieci anni, parlando di me, si ricordino altre cose. E poi è il Sassuolo ad aver vinto, non io, e non amo parlare di ciò che si è fatto: preferisco concentrarmi sulle cose che si possono migliorare”.

Sulla carriera in panchina: “Io al secondo anno sulla stessa panchina dai tempi del Borgosesia? Non sono un tipo inquieto, mi sarebbe piaciuto dare continuità. Ma è vero anche che ho ricevuto proposte che mi davano l’occasione di migliorare. Adesso sono felice al Sassuolo: al secondo anno puoi provare ad incidere di più. Mi piacerebbe dare quell’equilibrio che abbiamo inseguito tutta la stagione raggiungendolo solo a tratti. Io allenatore? Quando giocavo non immaginavo che avrei fatto l’allenatore, ma i miei compagni già mi vedevano così. Ho studiato tanto e lo faccio ancora, vedendo partite anche di notte. Cerco le curiosità, le sfumature: nel lavoro devi avere una certa consapevolezza, ma allo stesso tempo metterti in discussione. Rinnovo? Ho uno splendido rapporto con il Sassuolo, abbiamo iniziato a parlarne e non c’è nessun problema. Non mi hanno ancora venduto nessuno? Vediamo cosa succede (ride, ndr). Ci sta che non vadano via tutti adesso, no? Intanto è arrivato Alvarez, un ragazzo del 2001, un centravanti fisicamente molto diverso da Scamacca. Intanto coccolo i miei con qualche messaggio quando sono in Nazionale”.

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intervista dionisi gazzetta
foto: sassuolocalcio.it

Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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