Il Sassuolo Primavera torna alla vittoria e lo fa in maniera roboante: al Ricci, i neroverdi hanno superato 3-0 l’Empoli grazie alle reti, siglate tutte nel secondo tempo, di Oddei, Forchignone e Leone. La salvezza è ormai ipotecata, e il discorso playoff non è ancora del tutto chiuso. A fine partita, il nostro inviato Martino Cozzi ha raggiunto ed intervistato mister Emiliano Bigica: queste le sue parole ai nostri microfoni.
Sulla partita: “Nel primo tempo siamo stati lenti a girare palla, l’Empoli ci ha pressato bene. Non eravamo i soliti, forse abbiamo dato un’occhiata alla classifica e abbiamo notato che si stava facendo un po’ strana. Abbiamo preso la traversa su palla ferma. Ad inizio ripresa, è stato bravo Zacchi a deviare sul palo il tiro di Degli Innocenti, ma devo dire che poi la squadra ha interpretato molto bene la fase di ripartenza, non una delle nostre migliori armi. Siamo stati bravi a verticalizzare velocemente e a trovare gli spazi giusti per far male all’Empoli”.
Sulla classifica: “Non guardo né su né giù, ma guardo di partita in partita: è stato il nostro leit motiv e così sarà ancora. La partita a Pescara va affrontata con la massima determinazione perché può rivelarsi una trappola. La prova della squadra è stata matura, convincente, dando seguito al secondo tempo contro la Sampdoria. Adesso abbiamo il Pescara, poi vedremo cosa riusciremo a tirar fuori da queste ultime tre gare”.
Su Oddei: “Sicuramente è un giocatore che sposta gli equilibri in Primavera, e ringrazio la prima squadra e Palmieri per avercelo prestato nelle ultime due partite. E’ stato determinante per noi, soprattutto nei secondi tempi: il suo adattamento al gruppo è stato da persona matura e ringrazio anche lui. Nelle ultime due partite abbiamo fatto sei gol e non siamo una squadra che ha mai segnato così tanto: vuol dire che, in termini di tecnica, qualità e cattiveria negli ultimi metri, ci ha dato qualcosa in più”.
Sul pubblico: “C’era una bella cornice di pubblico, è stato importante per i ragazzi dato che nel primo tempo erano un po’ bloccati. Nella ripresa ci hanno incitato e hanno fatto in modo che ci liberassimo di alcune paure: abbiamo passato due anni particolari, che hanno lasciato una traccia in ognuno di noi, ma spero di riabituarmi prima possibile ad una vita normale e al pubblico negli stadi”.
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