Canale Sassuolo ha intervistato in esclusiva Raffaele Nuzzo, ex portiere di Inter, Fasano, Gualdo e Reggiana, attualmente preparatore delle goalkeepers del Sassuolo Calcio Femminile. Due volte miglior preparatore dei portieri della Serie A Femminile, nell’intervista ha illustrato se stesso, il suo lavoro con le atlete neroverdi e la sua visione su un mondo in costante crescita come quello del calcio femminile.
- Lei miglior preparatore dei portieri della stagione 2018/19 e 2020/21, Lemey miglior portiere della stagione 2021/22: si può dire che sia un “matrimonio” felice?
Credo che la cosa più importante sia il lavoro svolto insieme a Diede. Ci eravamo posti degli obiettivi che abbiamo in parte raggiunto, tutti insieme, col mio gruppo portieri, migliorandoci l’un l’altro, io compreso. La strada è ancora lunga però. Tutti con i piedi per terra e continuare a lavorare bene perché la Società Sassuolo ci mette a disposizione tutti gli strumenti per raggiungere gli obiettivi fissati.
- Per un portiere che gioca e fa scintille, ce ne sono almeno altre 2/3 che purtroppo giocoforza giocano meno: ci racconta che giocatrici sono Lauria, Lugli e De Bona e qual è il clima di lavoro quotidianamente?
Per quanto riguarda Lauria, fin da piccola conoscevamo le sue potenzialità, già quando militava nelle file del Bologna. L’obiettivo era quello di portarla a migliorarsi sempre di più e non c’era posto migliore che la Società Sassuolo per farla crescere e maturare. Come per Diede, l’obiettivo per lei era quello di ritrovare la Nazionale. Obiettivo raggiunto.
Lugli invece è una professionista molto disponibile e una grandissima lavoratrice ed è soprattutto umile e con la voglia di migliorarsi sempre. Si è già tolta delle belle soddisfazioni, vincendo alcuni campionati e uno di questi proprio con noi a Sassuolo. Un portiere di elevata serietà e affidabilità.
Con De Bona il discorso è simile a quello fatto con Lauria. Da quando è arrivata alla Società Sassuolo, 2 anni fa, è molto cresciuta ma essendo così giovane e talentuosa ha ancora ampi margini di miglioramento. Un portiere di assoluta prospettiva futura sia fisica che tecnica.
Io amo lavorare nella serenità più assoluta, se possibile. Ci sono momenti in una stagione dove la variabile emotiva può giocare un fattore importante, specialmente nel ruolo del portiere. Credo che se si sono raggiunti risultati importanti, è dovuto anche ad un ambiente relativamente tranquillo ma professionale, determinato quando le circostanze lo richiedono.

Raffaele Nuzzo: “Sassuolo ha una programmazione definita e delineata”
- Come giudica la stagione del Sassuolo Femminile? Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
Il bicchiere è mezzo pieno nonostante tutte le difficoltà che si sono presentate durante la scorsa stagione.
- Andando in retrospettiva, come valuta la crescita della Società Sassuolo dall’acquisizione del titolo sportivo della Reggiana ad oggi? Dove sono i margini di miglioramento più ampi per questo club e dove, invece, è stato colmato maggiormente il gap con le big, al di là dei risultati sul campo che sono sotto gli occhi di tutti?
Credo che sia stata la stessa strada percorsa dal Sassuolo maschile con obiettivi ben precisi e con una programmazione ben definita e delineata. In base a ciò, ci sono stati in questi anni dei grandi miglioramenti, dovuti ad una Società che sa quello che vuole.
Il gap con le big è stato colmato grazie al lavoro di persone altamente qualificate, come Mister Gianpiero Piovani e il nostro Direttore Alessandro Terzi, che hanno saputo capire le necessità della squadra e risolvere eventuali problematiche prima che sorgessero.
Leggi anche > FEMMINILE, AMICHEVOLE STELLARE CON IL BAYERN MONACO
- A novembre ha conseguito il patentino Uefa B, che permette di allenare fino alla Serie D maschile e Serie C femminile e di essere collaboratore di qualsiasi squadra: c’è in cantiere un cambio di ruolo, in un futuro più o meno prossimo?
Il mio futuro prossimo è rappresentato dalla Società Sassuolo, e il mio obiettivo è qualificarmi sempre di più per dare il meglio di me stesso ai miei portieri ed alla Società stessa.
- Oltre al Sassuolo ha un secondo ruolo parallelo, ovvero il corso di perfezionamento per portieri che dirige alla Tricolore Reggiana: ci racconta anche questo suo impiego, e chi è l’identikit medio di atleta che si rivolge a lei per migliorare?
L’identikit medio di atleta che si rivolge a me è vario, ma in questo momento, ormai da un po’ di anni, lavorando con impegno al Sassuolo Calcio, è un attività che svolgo solo d’estate nel tempo libero.

- È ormai di qualche settimana fa la notizia del passaggio al professionismo del campionato femminile di Serie A: cosa significa questa riforma per il movimento?
Sono 11 anni che alleno nel femminile, dove ho imparato molto stando alla finestra e rendendomi conto che le calciatrici sono vere e proprie professioniste. Lo sono sempre state ed è giusto che gli sia riconosciuto questo ruolo. Anzi sarebbe dovuto avvenire già anni prima.
- In passato si diceva che i portieri italiani femminili fossero un gradino sotto rispetto alle colleghe europee. Si è colmato questo gap? Chi sono secondo lei i portieri al top in Europa in questo momento?
I nostri portieri italiani non hanno nulla da invidiare ai portieri europei. Gli ultimi mondiali ne hanno dato la prova. In Europa però, ci sono portieri altrettanto preparati.
- Si sta parlando molto dello sviluppo del calcio femminile: c’è qualche aspetto che secondo lei non è stato ancora toccato e che dovrebbe essere preso in considerazione?
Penso che nel calcio femminile si stia facendo già tanto, con il movimento in grandissima crescita. Continuando così, tutti gli aspetti che non sono ancora stati presi in considerazione, verranno presto colmati.
- Qual è la settimana tipo di un preparatore dei portieri? Ci sono differenze tra un giorno e l’altro nella settimana?
La settimana tipo è sempre condivisa con il mio staff tecnico, dove i miei portieri sono sempre presi in grande considerazione e coinvolti con la squadra. Il lavoro è suddiviso in 3 fasi: la prima è la parte atletica e di forza con la collaborazione di Matteo Benassi e Giovanni De Gennaro; la seconda è la mia personale parte tecnica e situazionale; la terza è la parte tattica guidata da Mister Piovani e vice allenatore Gian Loris Rossi.
Si ringrazia Raffaele Nuzzo e la collaborazione dell’ufficio stampa dell’U.S. Sassuolo – Sezione Femminile.