martedì , 10 Marzo 2026
cristian volpato sassuolo
Foto: sassuolocalcio.it

Cristian Volpato: “A Sassuolo per crescere, quest’anno voglio fare 10 gol”

Cristian Volpato ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del Sassuolo Calcio. Il nuovo acquisto del Sassuolo ha parlato ampiamente di sé: “Ho cominciato a giocare a calcio a 4 anni, in una squadra locale a Sidney. Dopo qualche mese, un signore è andato da mia mamma e ha detto: ‘è molto bravo, devi portarlo all’AC Milan Academy di Sidney. Da lì ho giocato con loro per quasi 10 anni e poi da lì ho giocato con il Sidney FC, poi con i Western Sydney Wanderers e infine a Roma”.

Cristian è nato e cresciuto in Australia: “Sono stato fortunato perché ho incontrato un allenatore italiano, Andrea Icardi. Al Sidney FC qualcosa cambiò. Io mi svegliavo la mattina presto per guardare le partite italiane. Ero innamorato del calcio italiano e il mio sogno era giocare in serie A. Mi allenavo ogni giorno per venire in Italia. Quando è arrivato il provino con la Roma per due settimane ho lasciato scuola e mia madre il lavoro. Poi è andata bene, ho firmato con la Roma”.

La società giallorossa è stata un grande passo: “Quando sono arrivato a Roma avevo 15 o 16 anni. Non mi aspettavo niente. All’inizio era difficile ma era troppo bello. Ma l’ambiente mi ha fatto innamorare del calcio. All’inizio era difficile passare qui dall’Australia. Qui il calcio è molto differente, soprattutto tatticamente. Ho imparato un po’ e ora sono più abituato. Totti a Roma è un Dio. Per me è come un fratello. Mi ha aiutato tantissimo. Sono sempre in contatto con lui”.

Gli idoli erano anche altri: “Da bambino il mio idolo era Maradona, perché mio nonno era innamorato di noi. Quando sono cresciuto un po’ di più mi piaceva Cristiano Ronaldo e la sua mentalità straordinaria. Ma ovviamente Totti, il numero 10 della Roma”.

A Roma è arrivato anche il debutto in Serie A e il primo gol in campionato: “Il mio debutto è stato speciale, contro la squadra di mio nonno: l’Inter. Non mi aspettavo di giocare. Mancavano tre minuti e mi stavo riscaldando. Il mister mi ha chiamato ma non avevo sentito bene perché c’era rumore. Ho chiesto: ‘me?’. Lui ha detto di sì. Quindi mi sono tolto tutto e sono entrato. Mi ricordo quel momento: ho guardato i tifosi e tutto lo stadio e pensavo di essere nella PlayStation. Il mio primo gol mi ha dato un po’ di emozione in più. Avevo giocato tre minuti al debutto e 30-40 minuti alla successiva. Il primo gol, contro il Verona, sotto la Sud. Poi Bove ha segnato ancora e fu una bella giornata per noi giovani. Molto bello”.

Poi è arrivato il Sassuolo: “Già da due anni il Sassuolo mi voleva. Ero interessato perché so che è un buon posto per crescere, ho visto giocatori come Scamacca e Frattesi. Ho visto questa opportunità. Ora dipende da me. I compagni e il mister sono molto simpatici. Giocare contro il Sassuolo significava affrontare sempre una buona squadra. Lo scorso anno era difficile”.

Si parla di ruolo: “Il mio ruolo è trequartista ma gioco bene anche come ala destra. Ma non ho problemi. Basta che sto in campo è sto bene”.

Poi di compagni: “Qui in questi primi giorni mi trovo bene con tutti, però di più con Mulattieri, anche perché siamo tutti e due nuovi”.

E di obiettivi futuri: “Per questa stagione mi auguro di giocare il più possibile e il mio obiettivo è arrivare a 10 gol quest’anno”.

Si chiude con una nota personale: “Voglio mandare un messaggio ai miei nonni: sono finalmente arrivato in Serie A”.

Seguici anche su Instagram

Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

Potrebbe Interessarti

Dalla cantera neroverde alla Champions: Luca Reggiani, il sogno che parte da Sassuolo

Per chi segue ogni giorno il settore giovanile neroverde, serate così hanno un sapore speciale. …