In occasione del convegno di questa mattina, “IL NUOVO MONDO DELLA COMUNICAZIONE: l’influenza dei social nel lavoro, nello sport e nella vita quotidiana“, promosso dal Sassuolo Calcio e da Generazione S nell’ambito del Progetto Scuole, si è parlato molto di sport e comunicazione.
Ha parlato per primo l’ad neroverde, Giovanni Carnevali: “Ringrazio la famiglia Squinzi, il gruppo Mapei, tra l’altro ringrazio Simona Giorgetta che è qua con noi, che proprio è la famiglia, proprio a capo del gruppo Mapei, che è quello che ci ha dato lo slancio e la forza per continuare in questo progetto qua, che è un progetto etico, sociale, è un progetto gratuito e ha tante finalità, non ha soltanto quello dello sport, quello del calcio, quello del campo, ma ha un progetto che è molto più ampio. La dimostrazione è oggi, oggi che si va a parlare appunto di comunicazione, si va a parlare di tutto quello che riguarda l’aspetto dei social e credo che la comunicazione in tutto, non soltanto dello sport, ma in generale è una delle cose fondamentali e molto importanti. Io ormai sono tanti anni che lavoro nel mondo del calcio e se ricordo quello che era la comunicazione 40 anni fa rispetto a quella che è adesso, la grande evoluzione che c’è stata, è veramente un cambiamento importantissimo“.
Il direttore ha aggiunto: “La comunicazione ci aiuta non soltanto a comunicare, ma anche tante volte, anche in quanto può essere l’aspetto anche del business, per cui può anche essere l’aspetto commerciale, credo che veramente possa essere una parte fondamentale. Va fatta bene, perché c’è comunicazione buona, c’è comunicazione cattiva. I ragazzi possono darci la maggior parte delle risposte. Loro sono il nostro presente, sono il nostro futuro e soprattutto grazie a tutti i ragazzi delle scuole, grazie ai ragazzi del Sassuolo, il bello è vedere maschi femmine perché il Sassuolo Calcio ha una grande forza nel calcio femminile, abbiamo una squadra in serie A e abbiamo tantissime ragazze dalle bambine in su che crescono; con i ragazzi abbiamo ottenuto dei successi importanti basta ricordare che con la Primavera siamo campioni di l’Italia abbiamo vinto una Supercoppa. Sono ragazzi giovani che crescono. Credo che la comunicazione deve aiutarti a questi per crescere in modo più giusto e in modo più sano“.
Poi è intervenuto Filippo Romagna, che ha parlato del suo rapporto coi social: “Siamo molto esposti mediaticamente, in tv, sui social. Siamo presi come esempio da tanti ragazzi e ragazze. Credo che sia molto importante anche per noi trasmettere il messaggio giusto sia in campo che sui social. Personalmente il rapporto che ho sui social è per condividere e far vedere ciò che faccio in campo e fuori. Penso che sia bello poter avvicinare i mondi dei giovani a quello dei professionisti dello sport. Ovvio che a volte si dà voce agli hater, ma i fan sono molto di più! Ovviamente non fa piacere leggere certi commenti, ma se da giovane ne soffrivo di più, ora ho trovato un mio equilibrio e se leggo qualcosa di negativo lo accetto. Una partita dura 90-95 minuti, ad alto livello devi rimanere concentrato sempre. Se non lo sei prendi dei gol e subisci. Lo studio allena a tenere allenata la testa. Noi abbiamo tante ore libere ed è giusto riempirle, anche e soprattutto con lo studio. Qualunque cosa che generi curiosità è importante. Fantacalcio? È bello, avvicina il mondo dei bambini a quello dello sport, al calciatore. I voti dipendono tanto dal calciatore, c’è chi si fa influenzare tanto. Nei primi anni lo facevo anche io, mi facevo influenzare di più. Ora so già a fine gara che partita ho fatto. Però non bisogna farsi destabilizzare. Se leggi un voto negativo, probabilmente è perché lo meriti e lo devi accettare. Per quanto riguarda il fantacalcio, ci sono tanti lati positivi. Tanti amici lo fanno, mi scrivono, si sentono allenatori, è bello. L’anno prossimo mi prendete? Io vi ho avvisati, sono problemi vostri! Noi per i giovani siamo un esempio, può essere un idolo o qualcosa da emulare, per cui in campo noi cerchiamo sempre di trasmettere valori di lealtà, di rispetto, della cosa di provare sempre a vincere. E fuori dal campo su canali social anche per questo, personalmente ho sposato tanti progetti che ha voluto fare il Sassuolo Calcio in questi mesi nel cercare di aiutare chi ha bisogno. Di andare negli ospedali per trasmettere anche questo senso di solidarietà a tutte le persone che mi seguono e che ci seguono”.
Filippo ha parlato anche del lungo infortunio: “Ho avuto un lunghissimo infortunio. Ma pensavo di mollare? No. Ho avuto paura di dover smettere? Sì, quello sì. In tanti momenti di questo infortunio la mia grande fortuna è stata quella di avere una famiglia vicino, la mia famiglia, la famiglia del Sassuolo Calcio, e quindi… ne siamo usciti davvero. Parlo sempre di questo, praticamente, perché è una cosa un po’ caratteristica del mio percorso. Il direttore Carnevali lo sa molto bene, le tappe che abbiamo fatto, le difficoltà che ci sono state. Però credo sia stato un po’ come questa stagione qua nostra. Io ho avuto un grosso infortunio, però ci siamo subito rimessi, ci siamo invocati le maniche su, abbiamo lavorato tanto e io sono tornato, per quello che mi sento, meglio di prima. Il Sassuolo è ritornato in Serie A, per cui siamo insieme, siamo l’esempio del fatto che possono succedere cose negative, per quanto comunque c’è sempre di peggio adesso non voglio fare quello che ha subito chissà cosa. Però anche nelle difficoltà, la voglia di non mollare mai quella sì c’è sempre stata. Però la paura di dover smettere spesso sì“.
Dalla femminile ha parlato invece Martina Brustia, del Sassuolo Calcio Femminile: “Ho finito le superiori e fatto il liceo scientifico, ho fatto l’università e ho studiato economia, prendendo triennale e magistrale. Conciliare la vita da calciatrice e da studente universitario non è facile. Sapevo però che lo sport avrebbe fatto parte della mia vita, quindi dopo la laurea ho fatto dei master specifici riguardanti il calcio e lo sport. Mi ha aperto la mente. Ho potuto capire quanto c’è dietro, quanto un club sportivo lavori oltre il campo, cose che solo da calciatore non vedi. Sono però realtà importanti. Studiare mi ha aperto molto la mente e mi ha permesso di avere una visione a 360 gradi dell’ambiente che mi circonda. Il calcio femminile negli ultimi 5-6 anni ha avuto una crescita esponenziale incredibile, anche le giocatrici più importanti del nostro campionato oggi, oltre che giocatrici, sono assolutamente personaggi pubblici con 200.000-300.000 follower, quindi numeri importanti e anche i canali ufficiali della federazione ad oggi hanno raggiunto numeri molto importanti, sono molto attivi, ovviamente noi come calciatrici siamo in prima linea a diffondere i loro contenuti con i leader per sponsorizzare il nostro movimento. Però se qualche anno fa c’era veramente tanto bisogno di noi, oggi il movimento secondo me si sponsorizza da solo. Quindi noi sicuramente contribuiamo però la crescita è stata veramente importante. E i social ci permettono di far vedere quello che facciamo tutti i giorni e condividere risultati sportivi e non solo, ci fanno capire che il calcio femminile è un mondo secondo me sicuramente è calcio ma anche tanto di più, diverso rispetto a quello che poi magari è soltanto il calcio maschile. Quindi i social sicuramente ci aiutano tanto”.
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