Come ogni sessione di calciomercato, anche la prima del 2025 si è conclusa e, al termine del mercato di riparazione di gennaio (qui il tabellone), ci sembra il momento opportuno di fare un bilancio sulle operazioni portate a termine dal Sassuolo.
Calciomercato di gennaio: la vittoria più importante è la permanenza dei big a Sassuolo
Diciamocelo francamente, a tenerci con il fiato sospeso era la possibilità che i big lasciassero il Distretto. Ma Berardi, soprattutto lui, è rimasto a Sassuolo. E con lui Laurienté e Thorstvedt. E pure Doig e Toljan. Ovvero tutta l’eredità da Serie A che il Sassuolo è riuscito a tenersi anche in cadetteria. Se ci aggiungiamo pure che la partenza di Boloca non è mai stata in discussione, già questa rappresenta una grande vittoria.
Operazioni in uscita: via solo chi doveva giocare
Quanto ai giocatori in uscita, sono praticamente partiti solo quelli che avevano bisogno di mettere minuti nelle gambe, Caligara a parte. Quest’ultimo rappresentava ormai un esubero, rimasto ultima scelta a centrocampo di un Grosso che pure gli aveva concesso fiducia ad inizio campionato. La sua partenza per Salerno in prestito con obbligo di riscatto lo dimostra.
Gli altri, invece, sono andati via in prestito secco, ad eccezione di Antiste e D’Andrea. Su entrambi permane un diritto di riscatto che lascia un po’ d’amaro in bocca. Specie perché il primo – quando ha giocato – ha mostrato tutte le proprie potenzialità, mai pienamente espresse a Sassuolo. E il secondo, a sua volta chiuso in un reparto super-affollato, potrebbe trovare a Brescia una certa continuità per poi tornare alla base. Sperando che la Leonessa non eserciti il diritto di riscatto – che scatterà solo al verificarsi di determinate condizioni, non comunicate dai due club.
Poteva partire anche Missori e magari Paz, ma se ne è parlato poco. Quanto a Russo, dopo l’arrivo di Skjellerup, sarebbe stato inutile trattenerlo in panchina o in tribuna. Lo stesso dicasi per Kumi e Miranda. Justin, in particolare, rafforza un legame con la Reggiana che negli ultimi anni è stato alquanto proficuo e che rappresenta un asse sul quale entrambe le società stanno ricostruendo un rapporto ben più saldo di quanto si voglia credere, al di là delle rivalità più infantili.
Operazioni in entrata: non cambia il gruppo squadra, ma si colpisce là dove si deve
Quanto alle operazioni in entrata, c’è stato solo un vero investimento, ovvero la scommessa Skjellerup. Poi c’è il diritto di riscatto per Velthuis, arrivato per rafforzare la difesa, ma già assente con la Juve Stabia per un attacco influenzale. Gli altri sono tutti in prestito secco. Il ritorno di Mazzitelli fa da usato sicuro, Verdi rafforza il reparto offensivo e può essere anche un’alternativa a Thorstvedt, al momento alle prese con qualche problema fisico. Con lui fermo, e Lipani, Ghion e Iannoni sempre a supporto di Boloca e Obiang, le rotazioni potranno farsi decisamente più interessanti.
Bonifazi, infine, dovrà mostrare di aver pienamente recuperato dopo l’infortunio che lo ha tenuto fermo fino a dicembre ma, il suo scopo, è quello di entrare nelle rotazioni di un reparto che ha già chiesto più volte gli straordinari a Muharemovic e Odenthal. La difesa, partito Miranda, passa così a sei possibilità. Muha e Cas, Lovato e Romagna, Velthuis e Bonifazi. E scusate se per la B è un cast di tutto rispetto.
Questione attaccanti. Skjellerup è la scommessa, lo abbiamo detto. E Verdi rientrerà nelle rotazioni del reparto meglio fornito della categoria (e forse anche di tante squadre di A). Tutto si rafforza, considerando che sostituiscono Russo e Antiste. Su Laurs pesa ancora la necessità di ambientarsi nel nuovo campionato, una questione che per Verdi non dovrebbe porsi. Mulattieri ha già risposto al primo con il gol da subentrato contro lo Stabia, giusto perché anche la competizione interna necessita sempre di essere alimentata.
Il gruppo squadra, nel complesso, non cambia. Anche in ottica futura. Mazzitelli, Verdi, Bonifazi e lo stesso Velthuis sono rinforzi di qualità ma tutto sommato temporanei, volti a intervenire là dove serviva. Skjellerup dovrà dimostrare di essere pronto a ripagare l’investimento e la fiducia, dopo una prima prova deludente contro le Vespe di Castellammare.
Gaetano Pannone
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