Al termine di Lazio-Sassuolo 1-1, mister Ballardini in conferenza stampa ha commentato la partita e la sua ultima panchina in neroverde.
Queste le parole del tecnico neroverde: “Oggi non è vero che non che non conta nulla, anzi conta sempre, anche se si è retrocessi. È importante salvaguardare la propria professione. Molti giovani e meno giovani non erano abituati a lottare per evitare la retrocessione e si sono trovati in una situazione estremamente difficile. La mente ha un ruolo fondamentale, e noi non siamo stati abbastanza forti, siamo stati fragili per due mesi e mezzo. Questa fragilità, unita al poco tempo e al fatto che non abbiamo mai potuto utilizzare il nostro giocatore più rappresentativo, ha portato alla retrocessione del Sassuolo. Laurienté ha segnato 4-5 gol con noi, ma è vero che 12 partite rappresentano 2 mesi, un periodo di preparazione. Appena hai il tempo di capire qualcosa, il campionato è già finito. Sono arrivato qui sperando di avere tutti i giocatori a disposizione, ma Berardi, il giocatore più rappresentativo non è mai stato presente. Il Sassuolo non aveva mai vinto senza di lui, un giocatore del suo calibro dà forza a tutta la squadra, e la sua assenza ha reso tutto più difficile per noi.
Porto con me il ricordo di molte persone che ho conosciuto, tutte mi sono sembrate sincere e molto disponibili, dai massaggiatori ai magazzinieri, fino ai dirigenti e alla proprietà. Il Sassuolo è una struttura importante nel nostro panorama calcistico perché unisce forza, competenza, semplicità e serietà, qualità che tutte le persone qui possiedono. Per me i giovani sono fondamentali e di grande prospettiva, come Lipani, Volpato, Missori e Viti; sono tutti ragazzi molto interessanti”.
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