mercoledì , 7 Ottobre 2026
commento monza sassuolo
foto: sassuolocalcio.it

Un blackout da Sassuolo frena i neroverdi prima della sosta: 2-1 Monza al Brianteo

Il Sassuolo perde un’occasione d’oro per presentarsi alla lunga sosta Nazionali a quota 10 punti ed incappa nella seconda sconfitta stagionale: al Brianteo è il Monza a fare festa ottenendo il primo successo dell’era Juric.

Il Monza parte a razzo, sorprende un Sassuolo entrato in campo distratto e rischia per ben due volte di segnare: con un fortunoso rimpallo in faccia a Cinquegrano e con un colpo di testa schiacciato di Kouadio. Sventato il pericolo, il Sassuolo prende in mano la partita e detta i propri ritmi all’insegna di quanto visto nelle prime quattro uscite: transizioni palla al piede, tocchi di prima, verticalizzazioni, lanci in profondità, e chi più ne ha più ne metta. Il repertorio tecnico e di scelte sfoggiato dal Sassuolo è di primissimo ordine e permette sempre ai neroverdi di risalire il campo trovando spazi tra le linee, limitando al minimo il possesso palla a mezzaluna e prediligendo giocate asciutte e utili. Berardi è apparso impreciso tecnicamente, è vero; Thorstvedt è sembrato più nervoso del solito per le decisioni arbitrali, oltre all’errore sotto porta. Ma all’intervallo si va con il sorriso, tutto sommato.

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Purtroppo o per fortuna, a costo di ricadere nelle frasi fatte, quando non sblocchi la partita rischi che prenda delle pieghe impreviste. Ed è così che è il Monza a passare in vantaggio al 55′ con un colpo di testa di Varela, lasciato libero di staccare da Cinquegrano: ma l’errore più evidente è ancora una volta di Muric, che si fa sgusciar via la palla nella più classica delle papere da portiere. Dieci minuti dopo, l’ex Dany Mota si frappone con esperienza sul tentato rilancio di Esposito, prendendosi un calcione su cui è oggettivamente difficile sorvolare. Muric spiazzato dal dischetto da Varela, 2-0 Monza. Senza neanche rendersene conto, il Sassuolo si ritrova a rincorrere una partita che stava dominando.

Pagelle Monza-Sassuolo

Il Sassuolo oppressivo visto nel primo tempo lascia spazio ad un Sassuolo intontito e confuso, che fa partire una parvenza di assedio senza che questo si tramuti in occasioni nitide. Neanche gli ingressi di Dominguez, Adzic, Bowie e addirittura Skjellerup, in una trazione offensiva di difranceschiana memoria, sembrano scalfire il Monza. Soltanto un episodio poteva risvegliare la partita, arrivato tardivamente: Laurienté guadagna una punizione dai 16 metri e la lascia a Vasilije Adzic, che insacca alle spalle di Tornqvist con un destro forte e teso sul proprio palo. Il Sassuolo adesso ci crede e si riversa in avanti: il 2-2 non arriva per questione di centimetri sul colpo di testa di Bowie che scheggia l’incrocio. Il match si chiude sul 2-1, con un Sassuolo che si mangia le mani per questi punti persi.

Fa specie che, al 18 settembre, un Sassuolo così stravolto dal mercato abbia un’idea di gioco così radicata e così corale. Il Sassuolo di Aquilani è una squadra che diverte senza risultare stucchevole, tutt’altro. Fa meno specie, invece, che il Sassuolo paghi per errori individuali (dei soliti noti, peraltro) e che abbia nel cinismo sotto porta una delle pecche più evidenti. La reazione allo svantaggio c’è stata ma tardiva, con un Sassuolo nettamente più disgregato rispetto alla prima frazione e incapace di impensierire il Monza per tutta la parte centrale della ripresa. Per questi motivi, nonostante un gioco che oggettivamente esalta e fa ben sperare, bisogna restare equilibrati (o quantomeno provarci) e valutare con il tempo e con le partite tutte le caratteristiche di questa squadra, di cui ancora sappiamo meno di quanto crediamo.

Due parole su Sebastiano Esposito e Armand Laurienté. Nel giorno della sua prima convocazione in Nazionale, l’attaccante classe 2002 conferma di essere un giocatore che può potenzialmente esaltarsi e far esaltare il resto del reparto, come fu per Ciccio Caputo nel periodo De Zerbi. Tanto movimento, tecnica di alcune spanne superiore a molti colleghi passati da queste latitudini e fiuto del gol che da sempre lo contraddistingue (non oggi, ad onor del vero). La complicità sul rigore del 2-0 non deve distrarre da una prestazione che, nel complesso, è stata più che positiva. Il francese, dal canto suo, si è mosso in su e in giù per tutto il match senza soluzione di continuità: il francese non è mai stato un giocatore statico, tutt’altro, ma l’Armand versione Aquilani sembra aver definitivamente superato quella barriera di what if che lo ha sempre permeato.

Da domani iniziano tre settimane di sosta dal campionato, dove Aquilani avrà modo di lavorare con più costanza ed affinare non solo l’intesa di squadra, apparsa già ad ottimi livelli, ma anche le situazioni di gioco su cui comprensibilmente ci sono ancora lacune.

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fonte. Sassuolo Calcio

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