sabato , 24 Febbraio 2024
editoriale sassuolo roma
foto: sassuolocalcio.it

Sassuolo-Roma 1-2: a Cagliari senza Berardi e Boloca, ma con un maestro di fair play

La Roma è stata l’ultima delle big che il Sassuolo è riuscito a battere nella sua ormai decennale carriera di ammazzagrandi: è successo per la prima volta nel 2020 con Sassuolo-Roma 4-2, mentre l’ultima – nonché seconda – è il 4-3 della scorsa stagione all’Olimpico. In Sassuolo-Roma 1-2 di ieri sera i neroverdi hanno assaporato per larghi tratti i tre punti, sfumati poi nel finale. Tre punti che avrebbero aiutato davvero molto, permettendo a Berardi e compagni di issarsi fino al decimo posto in coabitazione con Monza e Frosinone. La storia, purtroppo, non si fa con i condizionali, e dunque ci ritroviamo ad incassare la settima sconfitta su quattordici partite.

La prestazione è stata fatta. La Roma si è resa più pericolosa nella prima mezz’ora (ma neanche troppo) e il Sassuolo ha punito sostanzialmente alla prima occasione utile. Ha arginato la maggior parte delle scorribande capitoline, ad eccezione di qualche piazzato di troppo lasciato a Dybala e disinnescato da un Consigli in giornata di grazia. Erlic si è distinto in più occasioni, ma è ricaduto nel solito – ormai anche per lui, purtroppo – errore individuale nell’uno contro uno. La partita si è poi inevitabilmente accesa anche a livello di animi, come spesso succede quando si ha un provocatore come Mourinho su una delle due panchine.

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A qualcuno non va giù che ci sia un giocatore, un leader tecnico, che viene puntualmente randellato e che ha dunque imparato a prendersi i falli, a guadagnare campo e a costruirsi occasioni su palla ferma. Berardi cerca il contatto? Mettiamo anche sia così, ma è sempre e comunque in funzione del gioco e del procurare un vantaggio alla propria squadra: e spesso il suddetto contatto è netto, quindi di cosa stiamo discutendo? Da qui si è arrivati a possessi non restituiti, a palloni fatti nascondere in panchina e a dichiarazioni al veleno sia prima che dopo la partita, a cui Dionisi non ha potuto che rispondere. Siamo lontanissimi dalle parole al miele nei confronti del portoghese. Se pure Mourinho arriva a dare “lezioni” di fair play…

Le note positive di Sassuolo-Roma? Matheus Henrique è la prima da citare. Seconda partita da titolare dopo l’infortunio al bicipite femorale, secondo gol da rapinatore d’area. Sarà per la statura, sarà per la nomea da centrocampista più di fraseggio che di incursione: fatto sta che quando l’ex Gremio si palesa nell’area avversaria, spesso riesce a combinare qualcosa. Vedasi il gol di ieri: Henrique ha letto con largo anticipo dove sarebbe andato a finire il tiro di Berardi e ha segnato il più facile dei tap-in. In assenza di Frattesi e con una batteria di trequartisti ancora a secco, ad eccezione del solo Thorstvedt, gli inserimenti del brasiliano servono come il pane.

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L’esultanza di Matheus Henrique dopo il momentaneo 1-0 (foto: sassuolocalcio.it)

Cos’altro citiamo? Fino all’espulsione, Daniel Boloca ha giocato una partita sontuosa, in entrambe le fasi. Ai suoi livelli, ci viene ormai da azzardare. Purtroppo, un errore di ingenuità ormai imperdonabile nell’era del VAR ha cambiato l’inerzia della partita, c’è poco da fare. E Daniel lo sa: lo si vede dall’espressione assunta prima del responso dell’on-field review, e alla conseguente uscita dal campo. Nessuna protesta, solo rimorso per aver lasciato i propri compagni in dieci: ma è rimorso, ne siamo sicuri, che si trasformerà in ancor più dedizione nel lavoro settimanale. E’ la sua storia che parla.

Lunedì il Sassuolo volerà a Cagliari per la quindicesima giornata. Lo farà senza Domenico Berardi, che dovrà scontare un turno di squalifica, e anche senza Daniel Boloca. Quello con i rossoblù è un crocevia importante per staccare ulteriormente la zona calda prendendosi i tre punti sfumati ieri. Siamo certi che vedremo una partita corretta e sportiva: sull’altra panchina siede Claudio Ranieri che, sotto l’aspetto del fair play, ha voce in capitolo.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Deluso dalle big fin dalla giovanissima età, si è affezionato al Sassuolo e non lo ha più lasciato. In redazione è il pilastro del settore giovanile.

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