sabato , 25 Maggio 2024
Sassuolo-Lecce 0-3
foto: sassuolocalcio.it

Sassuolo-Lecce 0-3: niente alibi, potrebbe essere troppo tardi

Sassuolo-Lecce 0-3. Male, malissimo. Una sfida che non doveva finire così. Anzi. Non sarebbe mai dovuta finire così, assolutamente. Ma quello che si è visto in campo al Mapei Stadium è stato un Sassuolo del tutto evanescente, al quale è bastato un quarto d’ora per dimostrare che il Lecce aveva più voglia di vincere, di dominare. Di salvarsi.

Perché quella che potrebbe essere la partita della condanna definitiva del Sassuolo è stata probabilmente quella che farà sì che i salentini escano dalla lotta salvezza, che cambia irreversibilmente la fisionomia dell’ultimo quarto di classifica: sono sempre meno le squadre a cui appigliarsi.

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Cosa c’è da dire sulla partita? Poco di buono, questo è certo. Con il Milan abbiamo preso 3 gol che potevano essere anche molti di più, con il Lecce potremmo dire la stessa cosa. I salentini, oltre ad avere la determinazione di cui sopra, hanno dimostrato di stare meglio in campo e di aspettare sornioni che il Sassuolo porgesse il fianco, come puntualmente ha fatto. Su una palla ferma, con un taglio alle spalle del difensore, con una trappola del fuorigioco non funzionata a dovere: c’è tutto il repertorio della vulnerabilità del Sassuolo. Anzi, magari fosse solo questo.

La cura Gotti ha funzionato, la cura Ballardini deve ancora fare effetto: non stiamo paragonando i due tecnici in senso assoluto, sia mai. E’ anche la predisposizione del gruppo per un certo tipo di lavoro, a fare la differenza: il Lecce sapeva di dover fare una stagione per salvarsi, il Sassuolo ad agosto orecchiava proclami di Europa da parte di membri della dirigenza. La mala programmazione in Serie A ci sarà sempre, richieste per Ballardini ce ne saranno sempre: non sarà l’esperienza sassolese a mandarlo in pensione anticipatamente. Se poi dovesse fare il miracolo anche stavolta, beh, il curriculum del tecnico romagnolo si impreziosirebbe ulteriormente.

editoriale sassuolo lecce
La squadra sotto la curva dopo la sconfitta con il Lecce

Sassuolo-Lecce 0-3: il momento degli alibi è finito

Mentre, da questa parte del distretto, il Sassuolo è ormai a un passo dal baratro. Distrutto dalle sue stesse difficoltà. Incapace di impostare o costruire. Figuriamoci di rimontare. E infatti la rimonta tale è rimasta: un sogno, un’utopia, un’assurda idea irraggiungibile. Anche dopo la rivoluzione di cambi apportata da Ballardini tra primo e secondo tempo. Se a questo uniamo l’incapacità del Sassuolo di gestire il risultato – 28 punti persi da situazione di vantaggio, classifica in cui veleggiamo al primo posto – possiamo facilmente capire che il 19° posto a cinque giornate dal termine non è casuale.

Ormai la speranza non basta più. Servono i punti. Ne servono parecchi. Il momento degli alibi è finito. Non abbiamo sviste arbitrali come a Salerno, non abbiamo formazioni superiori come il Milan. Nulla a cui appellarci. Solo e soltanto una lunga serie di colpe. Ieri la squadra, tutta, è andata a rapporto sotto la curva: uno scenario che la frangia più calda del tifo ha cercato di imbastire numerose altre volte in stagione, ricevendo poco oltre a qualche timido applauso dalla distanza. Errori di cui fare ammenda, come si sta iniziando a fare, più per placare un ambiente che sta iniziando a surriscaldarsi che per fare un mea culpa sincero e autocritico. Ma anche delle autocritiche, arrivati a questo punto, ce ne facciamo ben poco.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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