venerdì , 18 settembre 2020
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A che pro tenersi Rogerio per sacrificare Cristian Dell’Orco?

A che pro tenersi un Rogerio per sacrificare un Dell’Orco? Ok, forse il mio è il solito vaneggio del martedì. Ma, a conclusione della sessione invernale di calciomercato un po’ d’amaro in bocca resta.

E ben venga l’acquisto di Demiral, uno dei migliori giovani del ruolo. Passi pure la partenza inaspettata di Boateng al Barcellona, non sostituito con una punta di pari peso ma, almeno numericamente, dal rientro di Scamacca. Per scontata era invece la cessione di Trotta, esubero evidente della prima metà stagionale.

Meno lo è stata quella di Cristian Dell’Orco all’Empoli. Anzi, a dirla tutta, ci ha lasciato con l’amaro in bocca. Cristian è un giocatore che il suo lo ha sempre fatto in queste due stagioni e mezza. Messo ai margini della squadra, da agosto a gennaio ha visto il campo solo 5 volte tra serie A e Coppa Italia. E con risultati spesso discreti.

La cessione di Cristian Dell’Orco ci ha colti alla sprovvista

Nella prima stagione in Emilia fece tanta panchina, esplodendo da febbraio in poi e togliendo la fascia sinistra a Peluso. Ventura lo convocò addirittura in uno stage in Nazionale Maggiore, insieme ad Adjapong. Lo scorso anno sembrava essere quello della consacrazione, ma la rottura al legamento crociato gli rese la vita impossibile. Iachini cominciò a utilizzarlo però nelle ultime giornate, facendolo tornare a correre come un tempo. Non a caso, proprio la presenza del tecnico marchigiano è riuscita a spingerlo definitivamente ad Empoli.

La cessione di Cristian Dell’Orco ha un senso?

Ora, è vero che Dell’Orco è un classe 1994 e a 25 anni è un po’ tardi per una vera esplosione, ma è anche vero che quando i problemi fisici glielo hanno permesso non ha mai sfigurato.

È vero pure che nel ruolo siamo coperti: c’è Rogerio (sul quale torneremo tra un attimo), c’è Peluso, c’è Sernicola e c’è anche Adjapong, per quanto adattato. Ma siamo propri sicuri che veder partire Cristian sia stato meglio che trattenere Peluso che – buone prestazioni a parte – ha comunque sul groppone 35 primavere?

Poi, parliamo di Rogerio. Ottimo giocatore, per carità. Che però non entusiasma troppo. A sinistra De Zerbi ha deciso di investire su di lui. Il problema è che questo investimento, in prospettiva, paga pochissimo.

A fine stagione Rogerio tornerà alla Juventus ma difficilmente rimarrà a Torino. Anzi, con ogni probabilità sarà ceduto altrove per monetizzare. Forse allo stesso Sassuolo, forse all’estero. Se n’era già parlato a gennaio, comunque.

Ora dunque, spiegatemi, a che pro investire su un giocatore non di proprietà e lasciare andare via a cuor leggero uno che magari non sarà il nuovo Roberto Carlos, ma che il suo sporco lavoro lo ha sempre fatto?

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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